Chloé Zhao e Frances McDormand raccontano come è stato girato Nomadland: "siamo state on the road per sei mesi"

Searchlight Chloé Zhao e Frances McDormand sul set

La regista Chloé Zhao e la protagonista di Nomadland Frances McDormand raccontano l'impegnativa lavorazione del film: sono state per sei mesi in viaggio per mezza America, seguendo un gruppo di veri nomadi.

Nomadland racconta la storia di una vedova che si lascia alle spalle la vita sedentaria trascorsa con il marito in un piccolo paesino del Nevada e comincia a vivere in maniera itinerante, trasformando il suo camper in una casa. Per ritrarre con il maggior grado di realismo possibile la vita che per indole o per necessità un numero sorprendente di statunitensi ha scelto di intraprendere, la regista Chloé Zhao e l'attrice Frances McDormand hanno deciso di unirsi a un gruppo di moderni nomadi

Per sei mesi Chloé Zhao, Frances McDormand e una sparuta troupe hanno seguito un piccolo gruppo di nomadi per le strade d'America. Venticinque persone in totale, che hanno attraversato una decina di stati americani, mescolando la performance di McDormand con quella di attori non professionisti, nomadi che interpretano sé stessi su grande schermo.

Nomadland insomma è stata una sfida produttiva e umana che le due protagoniste racconta con viva emozione a Venezia 77, collegate via streaming con l'evento. 

Sulle strada d'America insieme ai nomadi moderni

Il progetto parte dall'attrice premio Oscar per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. L'attrice s'imbatte nel libro inchiesta sui nomadi d'America firmato da Jessica Bruder, ne opziona i diritti. Attende di trovare il regista giusto per il progetto. Qualche anno più tardi vede a un festival The Rider, l'emozionante pellicola firmata da una giovane regista cinese e capisce che Chloé Zhao è la persona giusta per il progetto e glielo propone. 

La regista cinese intanto si è trasferita negli Stati Uniti, dopo un periodo di smarrimento interiore:

A vent'anni ho vissuto un periodo in cui ero molto confusa, non riuscivo a capire chi fossi o cosa volessi fare della mia vita. Di solito ci si sposta verso Ovest in questi casi: io sono andata negli Stati Uniti.

Da Beijing alle vastità degli States, Chloé Zhao comincia a girare film che ibridano realtà e finzione. Era successo anche in The Rider, in cui gli attori protagonisti erano giovani uomini che nella vita lavorano nei rodei, esattamente come il protagonista del film.

La Biennale di VeneziaLa conferenza stampa di Nomadland
La protagonista e la regista di Nomadland raccontando in diretta streaming la lavorazione del film

Nel tempo Zhao ha sviluppato un metodo e una sensibilità volta a creare un ecosistema per gli attori dilettanti e i professionisti, affinché si muovano al meglio sul set. Anche McDormand ne è rimasta colpita: 

Non è la prima volta che lavoro con attori non professionisti, ma non avevo mai visto nessun regista muoversi sul set insieme a loro come fa Chloé. Lei onora la vita di una persona raccontarla al cinema, non tira dentro le persone al solo scopo di fare un film con le loro storie. Con Nomadland abbiamo cercato di immortalare la verità di una vita, non di stravolgerla per farla diventare cinematografica.

McDormand è stata scambiata per una nomade

Vivendo a stretto contatto con alcuni nomadi d'America, McDormand e Zhao hanno potuto raggiungere un grado d'intimità insperato con la quotidianità della loro vita. Le due hanno potuto trovare la soluzione migliore per rendere ogni dettaglio il più realistico possibile, fino a quale pane usare per fare i panini che Fern mangia nella pellicola o che tipo di secchio scegliere per la scena in cui la donna espleta i suoi bisogni. 

La Biennale di VeneziaFrances McDormand in Nomadland
Frances McDormand è stata scambiata per una nomade durante la lavorazione del fim

Che Nomadland non scelga la via più scontata per raccontare la vita sulle strade d'America lo testimonia anche il versante romantico del film. Il personaggio di Fern stringe un rapporto di profonda amicizia con un anziano nomade interpretato da David Strathairn. Il film però rifugge certi stereotipi legati alle storie romantiche tra over 50, come ha spiegato la protagonista della pellicola: 

Non eravamo interessate a un sentimentalismo tradizionale tra il mio personaggio e quello di David, volevamo che uscisse il sentimento senza bisogno di parole. C’è qualcosa di potente in due persone over 50 che si innamorano e sono raccontate così in un film. 

Tutto questo sforzo ha portato il risultato sperato? Stando alle prime, entusiastiche recensioni dal Lido, sì. Zhao e McDormand però ne hanno avuto anche una conferma sul campo, come ha raccontato l'attrice: 

A un certo punto della lavorazione sono entrata in un Target per comprare alcuni oggetti. Alla cassa l'addetta al pagamento mi ha dato un volantino, spiegandomi che potevo fare domanda per avere un lavoro il quel negozio, anche temporaneo. Sono tornata da Zhao dicendole che ce l'avevamo fatta. 

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