Kate Winslet e il rimpianto di aver lavorato con Woody Allen e Roman Polański

SBS Productions, Constantin Film Produktion, SPI Poland Primo piano di Kate Winslet

Kate Winslet torna a parlare del movimento #MeToo e lo fa ammettendo il rimpianto di aver lavorato con Woody Allen e Roman Polański. Entrambi i registi hanno avuto problemi con la giustizia, sebbene il primo sia stato scagionato dalle pesanti accuse.

Senza peli sulla lingua, Kate Winslet ha detto la sua su Woody Allen e Roman Polański. Recentemente intervistata da Variety, l’attrice britannica ha espresso il proprio rimpianto per aver lavorato con i due registi.

Impariamo, cresciamo, cambiamo. Penso che dovremmo essere tutti autorizzati a dire: ‘Senti, non avrei dovuto farlo’. Credo che questo sia un periodo importante per tutti noi, in cui siamo consapevoli di cose che abbiamo fatto in passato o che vorremmo fare diversamente. Voglio solo dire, con un po’ di integrità: ‘Sapete una cosa? Probabilmente, non avrei dovuto farlo’. Quindi, quello che ho detto in quel pezzo di Vanity Fair è proprio vero: me ne pento, me ne pento.

Questa dichiarazione arriva, infatti, dopo la pubblicazione di un’intervista su Vanity Fair, in cui Kate Winslet ha parlato del suo nuovo film, Ammonite, interrogandosi anche sul proprio passato da attrice e sulle sue scelte lavorative.

Come ho fatto a lavorare con Woody Allen e Roman Polański? È incredibile come quegli uomini fossero tenuti in così alta considerazione nell'industria cinematografica e per tutto quel tempo. È vergognoso e mi prendo la responsabilità di aver lavorato con loro. Non posso tornare indietro. Sono presa dal rimorso, ma cosa ci resta da fare se non essere sinceri su tutto ciò?

Kate Winslet ha recitato ne La ruota delle meraviglie (Wonder Wheel) di Woody Allen nel 2017 e in Carnage di Roman Polański, nel 2011. Con le sue parole, l’attrice si riferisce agli scandali che hanno interessato i due registi: il primo accusato di abusi sessuali nei confronti della figlia adottiva Dylan Farrow, quando quest’ultima aveva solo sette anni e il secondo accusato e condannato per stupro nei confronti dell’allora tredicenne Samantha Geimer, nel 1977.

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Polański si è trasferito prima a Londra e, poi, a Parigi per evitare l’estradizione negli Stati Uniti, dato che è in possesso della cittadinanza francese; motivo per cui, attualmente, è ancora nella lista delle persone ricercate dall’Interpol e presta particolare attenzione ai Paesi che frequenta. Le accuse rivolte ad Allen sono, invece, state archiviate per mancanza di prove: le accuse nacquero dal ritrovamento di alcune foto pornografiche della figlia adottiva Soon-Yi Farrow Previn – poi sposata nel 1997 – da parte dell’allora compagna Mia Farrow; l’orfana coreana venne, in realtà, adottata dall’attrice e dal suo ex marito André Previn ma, nel corso degli anni, Allen è stato accusato anche di abusi sessuali nei confronti di Dylan Farrow, un’altra figlia adottiva di Mia Farrow.

Kate Winslet ha parlato di come il movimento #MeToo abbia influenzato il suo pensiero, prima diverso.

Si tratta di persone che sono state festeggiate ed elogiate per decenni in questo settore. Agli attori si diceva che fosse okay lavorare con queste persone. Ma ora, ovviamente, penso semplicemente di poter dire: ‘Non avrei dovuto farlo’

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Nel settembre 2017, durante un’intervista al New York Times, aveva detto:

Non conoscevo Woody e non so niente di quella famiglia. Come attore nel film, devi solo allontanarti e dire: ‘Non so niente, davvero e se tutto ciò sia vero o falso’. Dopo aver pensato a tutto, metti da parte e lavori solo con la persona. Woody Allen è un regista incredibile, così è Roman Polański. Ho avuto un'esperienza lavorativa straordinaria con entrambi e questa è la verità.

Diretto da Francis Lee, il nuovo film con Kate Winslet, Ammonite, dovrebbe uscire – il condizionale è d’obbligo, dato l’evolversi della situazione COVID-19 nel mondo - nelle sale cinematografiche negli USA il 13 novembre 2020. Nella pellicola, l’attrice britannica interpreta la paleontologa Mary Anning, ma non si tratterà di un film biografico: lo sceneggiatore e regista ha, infatti, immaginato una storia d’amore tra la protagonista e una donna, Charlotte (Saoirse Ronan).

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