La barriera: cosa devi sapere sulla serie TV distopica spagnola

Antena 3 / Atresmedia / Netflix Olivia Molina e Unax Ugalde in una scena della serie La barriera

Nella Madrid del 2045 un virus mortale e un regime totalitario provocano la divisione della città in due zone, il Settore 1 (quello dei privilegiati) e il Settore 2 (tutti gli altri): a dividerli la "valla" del titolo, una barriera insormontabile.

In un futuro distopico la crescente scarsità di risorse naturali ha trasformato le democrazie occidentali in regimi dittatoriali che giustificano la mancanza di libertà con la promessa di assicurare la sopravvivenza dei cittadini: è l'assunto di base della serie TV spagnola e di fantascienza La barriera, che debutta in streaming dall'11 settembre 2020 su Netflix promettendo una trama con uno spietato governo totalitario e con un padre alla disperata ricerca di sua figlia.

Prodotta da Atresmedia in collaborazione con Good Mood Productions per Antena 3, La valla (questo il titolo originale) è la serie che quest'anno ha battuto ogni record di audience in Spagna con quasi due milioni di spettatori inchiodati allo schermo per il primo episodio, andato in onda il 10 settembre prima del passaggio online sulla piattaforma Atresplayer Premium.

La barriera è una serie TV distopica che raccontando l'origine, la diffusione e soprattutto le conseguenze dell'arrivo di un virus sconosciuto, propone una profonda riflessione su temi importanti come immigrazione (un muro che divide ricchi e poveri come a Lima, i palestinesi dalla propria terra, la frontiera tra Stati Uniti e Messico), famiglia e perdita delle libertà individuali. 

Ecco il trailer e tutte le informazioni su questo show che, al tempo del Covid, risulta tremendamente attuale.

La trama

Nella Spagna del 2045, un'epidemia mortale dilaga in poco tempo e la preoccupazione della gente aumenta con il diffondersi del virus. Dopo che il Paese è stato dichiarato "zona protetta", un governo autoritario ha preso il potere.

Mentre la vita nelle zone rurali diventa sempre più impossibile, Madrid è stata divisa in due zone chiuse e separate da una barriera: il Settore 1, assegnato ai ricchi privilegiati, e il Settore 2, che comprende tutti gli altri cittadini.

L'unico modo per passare da una parte all'altra è attraversare il muro che separa i settori, ma per farlo occorre avere un lasciapassare.

"Le persone erano terrorizzate, volevano governi forti e così ci hanno tolto la libertà", spiega nel trailer Emilia Noval, una delle donne della Resistenza che si oppone alla dittatura.

È proprio nella "nuova Madrid" che lei e Julia arrivano per trovare un lavoro, mentre Hugo si mette sulle tracce della piccola Marta, la figlia che le hanno tolto e hanno portato nelle colonie per i figli dei disoccupati.

Julia e Hugo diventano i domestici di una coppia di facoltosi governativi che stanno studiando un vaccino contro il virus: la loro lotta disperata al regime e per tenere unita la famiglia finirà per avere conseguenze decisive che consentiranno di cambiare il destino dell'intero Paese.

Il cast e i personaggi

Un aspetto che rende peculiare La barriera è il parterre di attrici e attori messo insieme dalla produzione.

Ángela Molina è Emilia Noval, una ex dottoressa che è sempre stata dalla parte degli ultimi e ora gestisce un negozio di alimentari per sostenere la sua famiglia.

Ángela recita accanto alla figlia Olivia Molina, che interpreta due personaggi: Julia Pérez Noval e la sorella gemella Sara, la moglie di Hugo e madre di Marta, morta nelle Asturie dopo aver contratto il virus.

Unax Ugalde è Hugo Mujica, l'uomo dalla vita distrutta dal lutto che arriva a Madrid per finire coinvolto in un pericoloso complotto che mette in pericolo sua figlia.

Abel Folk è il ministro della Sanità Luis Covarrubias. Innamorato da sempre di Emilia e amico del marito di lei Raimondo, scomparso da anni, Luis è in realtà un uomo onesto e pronto a tutto per difendere i suoi cari.

Eleonora Wexler è Alma López-Durán, la moglie del ministro Covarrubias e direttrice del Centro de Investigaciones Médicas. Ambiziosa e manipolatrice, lavora ad un vaccino contro il virus ma anche ad un inquietante piano eugenetico segreto per il governo.

Laura Quirós interpreta Marta Mujica Pérez, la figlia di Hugo e Sara. Cresciuta nel nord della Spagna, la bambina ha vissuto la dittatura sulla propria pelle ed è diventata un bene prezioso per il governo perché ha sviluppato degli anticorpi che la rendono immune al virus.

Daniel Ibáñez è Álex Mujica, il fratello minore di Hugo. Impulsivo e chiacchierone, è anche un ragazzo coraggioso e leale, pronto a combattere contro il potere.

Belén Écija interpreta Daniela Covarrubias López-Durán, la figlia di Luis e Alma. Nonostante il suo status di privilegiata, è una ragazza idealista che lotta per una maggiore giustizia sociale: finisce per partecipare alla Resistenza clandestinamente, alle spalle dei suoi genitori.

Nicolás Illoro è Iván Covarrubias López-Durán, l'altro figlio di Alma e Luis e fratello di Daniela. A differenza della sorella, ama la bella vita ed è disposto a restare accanto alla madre ogni volta che ne avrà bisogno.

Manu Fullola interpreta il colonnello Enrique Jiménez, commissario capo e braccio destro del presidente. È un uomo freddo e crudele che non ha compassione per niente e per nessuno: ha una relazione clandestina con Alma e la sua ambizione non conosce limiti.

Juan Blanco è Carlos Castillo, il compagno di Julia. Odia il regime e per salvare la fidanzata è pronto a tutto, anche a lavorare per il commissario Jiménez, il che lo porterà a rinunciare alle persone che più ama al mondo.

Il team creativo

A gestire La barriera sono stati alcuni nomi di rilievo della serialità televisiva iberica. Il più noto qui da noi è forse quello di Daniel Écija, prolifico produttore e regista classe 1963 al quale si devono serie di successo in patria come Águila Roja, El internado, Aída, Médico de familia e Periodistas.

Écija ha curato anche la produzione esecutiva con Inés París, David Molina e Sonia Martínez. La prima stagione della serie, composta da 13 episodi, è diretta da cinque registi: David Molina Encinas, Oriol Ferrer, Luis Oliveros, Jesús Rodrigo e Lucas Gil.

In un'intervista concessa al magazine Bluper, Écija ha spiegato che La barriera è una serie che "cerca di parlare della memoria, di non perderla", un progetto che vuole suonare come un "campanello d'allarme per prenderci cura di ciò che abbiamo".

È una cosa che mi preoccupa: non fermarci e ricordare e cercare di non ripetere gli errori del passato. Temo che potremmo dimenticarcene. Avremmo dovuto imparare molto di più dai conflitti che si sono verificati negli ultimi tempi per non ripeterli.

L'urgenza che l'ha spinto alla creazione di questa serie sci-fi è stata proprio la volontà di portare alle estreme conseguenze le caratteristiche peculiari della società spagnola e in generale di quelle dell'Europa del Sud.

Le mie serie hanno a che fare con la coralità, con l'emozione. Perché penso che sia quello che succede nella società. Sono serie in cui adulti e bambini vivono insieme. E questo ha a che fare con il mio modo di intendere la vita: mi piace avere la casa piena di gente, ho quella cosa molto mediterranea di vivere con i miei figli, i miei compagni, i miei ex compagni, i miei genitori... Non è una formula, è un modo di vivere e di sentire la vita.

Se vi piacciono la fantascienza che si pone domande complesse e accarezza la distopia e cercate un po' di brividi ed emozioni forti con una serie sulla pandemia in piena pandemia, La barriera è il titolo che fa al caso vostro.

Darete una possibilità a questo prodotto perfetto in tempi di inquietudine e distanziamento?

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