La regista di Cuties parla della polemica attorno al film

Maimouna Doucouré continua a difendere Cuties - Donne ai primi passi. Intanto gli avvocati di alcuni stati americani scrivono a Netflix per la rimozione del film.

La bufera social intorno al film Mignonnes - Cuties nella versione USa e Donne ai primi passi in quella italiana - non accenna a calmarsi. Dopo la prima ondata di proteste causata dal poster scelto da Netflix per promuovere il film, sono partite delle richieste ufficiali per la rimozione della pellicola dal servizio streaming. 

Parte del pubblico, e in particolare quello americano, continua a insistere sulla eccessiva sessualizzazione delle protagoniste e sull’influenza negativa esercitata sul pubblico più giovane. La regista Maimouna Doucouré è intervenuta di nuovo sulla vicenda durante un evento organizzato da UniFrance il 14 settembre per la promozione del film. La donna ha sottolineato l’importanza di vedere Cuties prima di esprimere giudizi in merito.

Il film racconta la storia della 11enne Amy, in cerca della sua identità tra la cultura africana della sua famiglia e quella occidentale. La giovane cerca di conquistare la propria libertà entrando a far parte di una dance crew di coetanee

In Francia il film è uscito al cinema senza suscitare risposte simili alle veementi reazioni americane. Durante l’evento di UniFrance, Maimouna Doucouré ha dichiarato che non si aspettava quanto è accaduto e ha ipotizzato che una delle cause potrebbe essere la differenza culturale tra gli spettatori americani e quelli europei

Lei stessa, però, ha parlato dell’ottima accoglienza del film al Sundance Festival e di come il pubblico americano presente fosse d’accordo con il messaggio del film, sottolineato anche nell’intervista in testata a questo articolo: 

Cuties è un film femminista con un messaggio attivista. Dobbiamo capire tutti insieme cosa è meglio per i nostri bambini. Come regista e come artista, ho cercato di fare la mia parte con questo film. I politici, il sistema educativo, i genitori e i bambini, penso che tutti insieme dobbiamo capire cosa non funziona per dare ai nostri ragazzi e ragazze un mondo più bello dove crescere al sicuro…

Nonostante le parole della regista, la petizione su Change per cancellare il film è arrivata a  650 mila film, l’hashtag #CancelNetflix continua a essere virale su Twitter e la politica americana si è messa in mezzo.

Lunedì 14 settembre gli avvocati generali dello Stato dell’Ohio, della Florida, della Louisiana e del Texas hanno inviato una lettera a Reed Hastings, CEO di Netflix, con la richiesta di rimozione del film dalla piattaforma. Nella lettera si sottolinea che sebbene le intenzioni della regista del film fossero di condannare l’eccessiva sessualizzazione delle protagoniste, l’effetto ottenuto è più dannoso che positivo: 

Il film stuzzica gli appetiti di coloro che desiderano danneggiare i nostri figli nei modi più inimmaginabili…

Le proteste non sono finite qui. Il senatore Ted Cruz insieme ad altri colleghi ha chiesto al Procuratore Generale degli Stati Uniti, William Barr, di indagare su Netflix per appurare se abbia violato o meno le leggi federali sulla produzione e distribuzione di pornografia infantile. Insomma la questione si fa seria.

Il film ha debuttato sulla piattaforma il 9 settembre 2020, e in quella occasione Netflix ha diffuso questa nota: 

Cuties è una storia potente sulla pressione che le ragazze devono affrontare sui social e dalla società più in generale nella fase della crescita. Incoraggiamo chiunque abbia a cuore queste questioni importanti a guardare il film. 

Basteranno la nota di Netflix a fermare l’ondata polemica?

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