In che modo il sequel di Léon si è trasformato in Colombiana?

Stage 6 Films Zoe Saldana in una scena di Colombiana

La vendetta dell'adolescente di New York e quella della ragazza di Bogotà hanno molto in comune: Oliver Megaton e Luc Besson parlano del legame stretto che unisce le protagoniste di Léon e Colombiana.

La storia che lega Colombiana a Léon è piuttosto originale. I punti in comune tra i due film sono costituiti da Luc Besson, produttore di entrambi i progetti, e Oliver Megaton, regista francese. I due sono ugualmente coinvolti in una vicenda fatta di attese troppo lunghe, e di sceneggiature scritte e poi lasciate da parte.

In una intervista rilasciata a IndieWire, il regista ha fatto luce su una verità ad alcuni già nota, e relativa proprio al rapporto tra Léon e Colombiana. I due progetti sono legati in maniera articolata e molto più profonda di quanto non sembri in un primo momento.

GaumontLéon, film con Jean Reno e Natalie Portman

L’origine del legame tra Léon e Colombiana

In occasione della presentazione alla stampa di Colombiana, nel 2011, Megaton ha confermato che il film con protagonista Zoe Saldana è nato dalla sceneggiatura iniziale del sequel di Léon. Il periodo di tempo piuttosto lungo trascorso tra l’uscita nelle sale dei due progetti (il film con Jean Reno e Natalie Portman è del 1994), ha fatto sì che Colombiana diventasse un progetto a sé stante. Megaton si esprimeva in questi termini:

È complicato, perché non appena inserisci qualche dettaglio del passato, non puoi conoscere la reazione del pubblico. Nella sceneggiatura iniziale di Colombiana, avevamo molti più riferimenti a Nikita e Léon, ma dopo una prima lettura ci siamo detti che probabilmente era troppo. Puntavamo troppo l’attenzione su alcune cose, e dopo diversi anni dall’uscita di Léon dovevamo essere un po’ più sottili.

Megaton racconta che il sequel di Léon si sarebbe dovuto chiamare Mathilda, dal nome della protagonista interpretata da Natalie Portman, che alla fine del film cercava di ricostruire la propria vita dopo le peripezie vissute a fianco del killer portato in scena da Reno. Queste le parole del regista:

Avevamo deciso di girare Mathilda, il sequel di Léon, ma non abbiamo potuto continuare perché nel frattempo diverse cose erano cambiate – soprattutto riguardo a Natalie e a Gaumont [la casa produttrice francese di Léon, n.d.r.]. Luc ha provato diverse volte a girare questo film – me l’aveva proposto diversi anni fa. Alla fine ci siamo arresi del tutto, abbiamo deciso di cambiare la sceneggiatura e fare un'altra pellicola con una storia di vendetta sulla falsariga di Mathilda.

Natalie Portman e le conseguenze di Léon

Uno dei fattori decisivi che hanno spinto Natalie Portman a delinearsi da un possibile sequel di Léon, probabilmente, è costituito dalle conseguenze negative dovute proprio alla sua interpretazione di Mathilda. L’attrice, nota anche per partecipato a V per Vendetta, sarebbe stata al centro di spiacevoli atti di quelli che lei stessa ha definito “terrorismo sessuale”.

Così come riporta NME, durante un discorso tenuto nel corso della Women’s March 2018 di Los Angeles, l’attrice ha rivelato:

Ero così eccitata perché avevo solo 13 anni, il film era appena uscito e il mio lavoro sarebbe stato finalmente valutato. Ho aperto la prima lettera di un fan solo per leggere la fantasia di stupro che un uomo mi aveva indirizzato. Uno show della radio locale aveva iniziato un countdown che scadeva nel giorno del mio 18esimo compleanno, la data a partire dalla quale sarebbe stato legale venire a letto con me. I recensori del film, nei loro articoli, parlavano dei miei seni.

Le conseguenze di questi atti, per l’attrice, furono immediate:

A 13 anni, il messaggio che ricevetti era piuttosto chiaro. Sentivo il bisogno di coprire il mio corpo e di limitare le mie apparizioni, così da mandare al mondo un messaggio chiaro: ero una persona meritevole di rispetto.

Mathilda si trasforma in Cataleya, ma la vendetta rimane

Alla luce delle dichiarazioni di Besson e Megaton, i punti in comune tra Mathilda e Cataleya, la protagonista di Colombiana, appaiono evidenti. Entrambe sono state vittima di personaggi malavitosi e senza scrupoli (il poliziotto della DEA Stansfield e il boss Don Luis), ed entrambe hanno giurato di vendicare i propri cari uccidendo i loro carnefici.

Ci si potrebbe chiedere, allora, perché Besson e Megaton abbiano scelto di mantenere questa impostazione di fondo, senza reinventare totalmente il personaggio di Cataleya. Si tratta di un equilibrio piuttosto delicato, che il regista francese ha cercato di descrivere così:

Quando scrivi una sceneggiatura devi sempre fare attenzione a quello che vuole il tuo cuore. Se Mathilda fosse stata ancora qui, avrebbe fatto questa o quella cosa. Ho dovuto dimenticare tutto, perché era una nuova storia.

Oltre alla storia di origine dei personaggi, entrano in ballo anche differenze etniche. Luc Besson ha voluto spiegare meglio questo aspetto, sottolineando che il personaggio di Zoe Saldana è mosso da motivazioni leggermente differenti:

È una ragazza per metà nera e per metà ispanica, viene dalla Colombia, è vissuta negli Stati Uniti per molto tempo, ha imparato tutto là.

In ogni caso, ha spiegato Besson, nessuna delle differenze tra Mathilda e Cataleya sono state oggetto di osservazioni dirette durante la produzione del film:

Ho parlato di queste cose solo all’inizio del press tour di Colombiana. Durante le riprese, nessuno ha affrontato questi temi.

Che ne pensate? Secondo voi i punti in comune tra Mathilda e Cataleya sono evidenti?

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