Il legame: l'horror Netflix ambientato in Puglia con Riccardo Scamarcio

Un inquietante horror thriller alla luce del sole, con Scamarcio affiancato da Mía Maestro, l'attrice argentina che interpreta la dottoressa Martinez in The Strain: ecco tutto quello che c'è da sapere sull'esordio alla regia di Domenico de Feudis.

Un inquietante thriller dalle venature orrorifiche, tutto italiano e girato alla luce del sole, che affonda le sue radici nelle antiche credenze popolari e nei rituali di fascinazione.

Si presenta così Il legame, il film in arrivo il 2 ottobre 2020 su Netflix che segna il debutto alla regia di un lungometraggio di Domenico de Feudis.

Il giovane regista di Trani racconta il legame che "con una madre è indissolubile" puntando sulla suspense e su atmosfere cariche di tensione, che promettono di tenere lo spettatore col fiato sospeso.

Ecco tutto quello che c'è da sapere su questa misteriosa produzione di HT Film e Indigo Film, al quinto film in tandem dopo Fortunata di Sergio Castellitto, Euforia di Valeria Golino, Bentornato Presidente di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi e Gli infedeli di Stefano Mordini.

La trama

"Il mio sangue ti protegge dagli spiriti che ti affannano", recita un'antica nenia per neutralizzare gli spiriti maligni.

Il legame analizza proprio le connessioni tra arretratezza, superstizione, maternità e cattolicesimo rurale, raccontando la storia di un uomo che torna nel suo paese d'origine in Puglia per fare visita alla madre Teresa, accompagnato dalla fidanzata Emma e dalla figlia Sofia.

Durante la permanenza in questo mondo arcaico dell'Italia del Sud, caratterizzato da riti e simboli nelle feste popolari e nei riti funebri, Emma dovrà difendere se stessa e la sua famiglia da una pericolosa maledizione che ha colpito la piccola Sofia.

Il cast

Il pugliese doc Riccardo Scamarcio (interpreta il figlio di Teresa) non  è l'unico nome di richiamo del film.

Emma ha il volto di Mía Maestro, l'attrice argentina che ha indossato i panni dell'epidemiologa Nora Martinez nella serie The Strain di Guillermo del Toro e Chuck Hogan.

Sofia è interpretata da Giulia Patrignani, la giovanissima attrice che ha riscosso successo nel ruolo di Carolina Fanti, la figlia di Andrea da bambina, nella fiction Doc - Nelle tue mani.

Teresa è invece Raffaella D'Avella, attrice messinese che ha iniziato a fare teatro nel 1976 e che al cinema e in TV è apparsa in film come Il traditore di Marco Bellocchio e Sole a catinelle di Gennaro Nunziante e serie quali Il commissario Montalbano e Il cacciatore.

Il regista

Domenico de Feudis si è diplomato in regia al NUCT (ora Roma Film Academy) e ha iniziato la carriera come assistente alla regia di, tra gli altri, Suburra - La serie, La grande bellezza e Loro di Paolo Sorrentino.

Nel 2018 De Feudis ha diretto il cortometraggio L'ora del buio, selezionato in festival prestigiosi (da Sitges e Molins al Trieste Science+Fiction Festival) e prodotto da Mad Rocket Entertainment, la società fondata dal regista Alessio Liguori assieme allo sceneggiatore Daniele Cosci, Alessandro Risuleo e Simone Bracci.

Il legame è un prodotto della factory Mad Rocket: la sceneggiatura è di Cosci e la fotografia di Luca Santagostino (già autori dei copioni e delle luci di In the Trap - Nella trappola e Shortcut di Liguori), mentre le musiche sono di Massimiliano Mechelli.

L'obiettivo è consegnare al pubblico un prodotto dal respiro internazionale, che guarda ad un target molto ampio, non soltanto amante del genere horror.

"All'estero incensano Fulci e Bava, ma in Italia? Ora spetta alle nuove generazioni costruire un nuovo modello di cinema horror esportabile, proprio come negli anni Settanta", ha detto Liguori in un'intervista concessa a Repubblica sulla "rinascita" dell'horror italiano.

Il legame si pone sulla scia di film come The End? L'inferno fuori di Daniele Misischia e The Nest di Roberto De Feo, gli esordi di giovani registi autoriali che vogliono ridefinire le traiettorie del cinema di genere italiano.

Pur adottando le forme canoniche dell'horror folk, il film lavora sulla costruzione delle atmosfere e dei personaggi piuttosto che su jump scares e spaventi improvvisi: il debutto di De Feudis sembra davvero interessante e promettente.

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