Dragon's Dogma: recensione della nuova serie animata di Netflix

Arriva su Netflix Dragon's Dogma, serie animata ispirata da un famoso videogioco creato dalla celebre Capcom.

Netflix/Sublimation Dragon's Dogma protagonisti

Se avessimo dovuto scommettere quale fosse la nuova serie animata tratta da un videogioco prodotta da Netflix, avremmo probabilmente perso miseramente. La scelta di adattare Dragon’s Dogma è stata una grossa sorpresa, specialmente dopo l’esperimento fatto con Castlevania, serie storica molto prestigiosa nel mondo videoludico. Non fraintendete, Dragon’s Dogma non è un brutto videogioco, anzi, ma non porta con sé un peso importante come altre produzioni più rinomate. Il gioco originale inoltre, è realizzato da Capcom, gli stessi di Street Fighter, Resident Evil, Devil May Cry, Megaman e molti altri titoli storici, dunque è interessante vedere come sia stato preferito a titoli ben più blasonati.

La storia di Dragon’s Dogma inizia nel 2012, quando uscì su PlayStation 3 e Xbox 360. Un anno dopo uscì una versione aggiornata con una nuova parte di storia e diverse migliorie al gioco originale chiamata Dragon’s Dogma Dark Arisen. Questa nuova versione è poi uscita nel corso degli anni anche sulle attuali console, compresa la versione Nintendo Switch che risale soltanto al 2019.

Dragon’s Dogma, versione videogioco, è un action RPG, ossia un titolo caratterizzato dalla possibilità di personalizzare il nostro protagonista, tra aspetto e classe, e vivere diverse avventure in un mondo di stampo fantasy abbastanza classico. Il titolo presentava un semi open world, ossia con delle mappe ampie, ma non enormi come i veri titoli a mondo aperto. Qui si potevano affrontare diverse quest date dai tanti personaggi che popolavano il mondo di gioco. La cosa che più colpi di questo titolo erano i combattimenti contro le enormi creature, prese di peso dal fantasy più classico, come ad esempio l’idra, le chimere, i grifoni e ovviamente i draghi. Una particolarità che fece la fortuna del gioco fu il sistema di combattimento, molto spettacolare e che permetteva persino di aggrapparsi ai mostri per scalarli e colpirli nei punti deboli.

La cosa più strana della scelta di realizzare un anime su Dragon’s Dogma è che il titolo non è certo divenuto famoso per la sua componente narrativa. Non che questa fosse fatta male, ma non era nemmeno tra le più eccelse nel mondo dei videogiochi. Nonostante tutto Netflix ha deciso di puntare su questa nuova serie animata, e dopo averla vista possiamo già anticiparvi che le somiglianze con il videogioco sono molte di più di quanto potevamo immaginare.

Svegliati Arisen

Netflix/SublimationDragon's Dogma ARisen

Dragon’s Dogma è una serie in sette episodi da poco meno di mezz’ora l’uno. Il titolo di ogni puntata si rifà a uno dei sette peccati capitali, che simboleggiano un po’ il viaggio del protagonista e i pericoli, per il corpo e per la mente che dovrà affrontare.

Personaggio principale della storia è Ethan, un cacciatore che vive pacificamente insieme alla moglie Olivia in un villaggio come tanti. Le sue giornate scorrono tranquillamente, e ben presto il suo nucleo familiare passerà a tre elementi, dato che la moglie aspetta un bambino. Questa vita pacifica non è però destinata a durare, e un giorno un drago appare dal nulla per distruggere il villaggio, uccidendo nel processo anche la moglie di Ethan. Accecato dalla rabbia, l’uomo prova ad attaccare il drago, ma viene ucciso a sua volta, e anzi, il drago gli strappa persino il cuore dal petto.

Dragon's Dogma protagonista

Misteriosamente, Ethan non muore, ma si risveglia nelle vesti di Arisen, un guerriero leggendario il cui destino è legato a doppio filo con il drago che gli ha strappato il cuore. Secondo le leggende l’Arisen è una figura che trascende l’umanità, date le sue capacità superiori in combattimento, inoltre non invecchia, anche se può essere ucciso in battaglia. Altra particolarità degli Arisen è la capacità di evocare degli esseri molto simili agli umani chiamati Pedine. Queste saranno sempre al servizio dell’Arisen e lo supporteranno soprattutto in battaglia, dove sono pronte persino a sacrificarsi pur di essere d’aiuto. Nonostante le pedine sembrino dei normali umani nell’aspetto, ci sono delle grosse differenze, come ad esempio il fatto che non invecchino e la totale assenza di emozioni.

Ethan si ritrova quindi a condividere presto il suo viaggio con Hannah, la sua pedina pronta a servirlo fino alla fine del suo cammino. Questo potrà concludersi solo con lo scontro finale con il drago che ha rubato il cuore di Ethan, ma dietro la battaglia tra il drago e l’Arisen in verità si nasconde un segreto molto più profondo, che ha a che fare con l’intero mondo in cui Dragon’s Dogma è ambientato.

Mostri ed eroi

Dragon's Dogma pedine

La serie animata di Dragon’s Dogma è stata realizzata dallo studio Sublimation, specializzato soprattutto nel campo del 3D e della CG. In passato hanno lavorato a molte altre serie come ad esempio Tokyo Ghoul ed Hero Mask, e anche a supporto di molti altri anime, specialmente nella realizzazione di ambienti e modelli in 3D. Ad assistere lo studio vi è anche la stessa Capcom, che ha seguito da vicino la produzione dell’anime.

Il risultato è una serie che è molto più fedele del previsto alla controparte videoludica, dove in ogni puntata vi è una sorta di missione principale o di mostro che funge da boss di fine livello fino allo scontro finale nella parte conclusiva della storia. Se dal lato dell’azione questa scelta diverte: per via degli scontri con i mostri più popolari del gioco, come il grifone, l’idra o il ciclope, dal lato narrativo non funziona tutto così bene. La caratterizzazione dei personaggi è l’aspetto che viene maggiormente penalizzato da questo focus sulle battaglie e su una struttura degli episodi che strizza l’occhio ai fan del videogioco. Ethan si strugge per il suo ruolo di Arisen e per la sua costante perdita d’umanità a causa del suo nuovo status, ma questo avviene in maniera troppo repentina e poco realistica per coinvolgere lo spettatore. Anche Hannah non viene valorizzata abbastanza nel suo ruolo di Pedina e nel suo rapporto con Ethan.

Netflix/SublimationDragon's Dogma battaglie

In generale quindi ci troviamo di fronte a una serie che parte con degli interessanti spunti narrativi e che poi vira prevalentemente in una direzione che predilige gli scontri con i mostri. Questi almeno sanno dare qualche soddisfazione, con delle battaglie piuttosto dinamiche e anche spettacolari quanto basta. Il problema però risiede soprattutto nella tecnica mista con cui la serie è realizzata, che fonde animazioni in 2D e 3D per evocare uno stile visivo il più simile possibile al videogioco originale. I mostri infatti sono realizzati in maniera davvero approssimativa e con una CG piuttosto brutta da vedere. Persino i mostri del gioco originale del 2012 avevano un aspetto molto migliore di quelli visti nella serie animata. Un vero peccato dato che i personaggi umani sono invece ben realizzati.

Le animazioni poi, anche se riescono a essere dinamiche nelle scene di combattimento, non riescono a ridare a chi guarda la giusta fluidità delle azioni dei personaggi proprio per questa disparità qualitativa tra elementi 2D e CG che mal si amalgamano tra loro. Nota di merito va invece alla sigla iniziale davvero ben fatta sia musicalmente che tecnicamente.

In definitiva, Dragon’s Dogma è una serie che si lascia guardare e che sa divertire soprattutto se si vuole vedere qualcosa improntato principalmente sulle scene d’azione e con una storia non troppo invasiva. Un peccato perché sarebbe bastato poco per realizzare qualcosa di valido anche a livello narrativo, considerando il background del videogioco.

Voto 6,5/10

Una trama fin troppo lineare e una CG non esaltante rendono Dragon's Dogma una serie molto sottotono, che si salva soltanto in parte per la notevole quantità d'azione presente.

Silvio Mazzitelli

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