The Spanish Princess, Charlotte Hope si commuove raccontando Caterina d'Aragona nella seconda stagione

Le donne possono essere brutali ed emotive, possono provare sentimenti contrastanti: la protagonista di The Spanish Princess Charlotte Hope si commuove raccontano la sua Caterina e le sfide della seconda stagione. L'intervista al cast.

Caterina d'Aragona sta per tornare sul piccolo schermo, più combattiva che mai...il coraggio sarà sufficiente a farla regnare incontrastata sull'Inghilterra e sul cuore del consorte Enrico VIII? Fosche nubi si addensano all'orizzonte per l'ex principessa spagnola divenuta regina e madre del futuro erede al trono. D'altronde la fama di re sanguinario e assassino delle proprie mogli di Enrico VIII precede il personaggio e quindi il finale della seconda stagione della serie di Startz basata sulla fortunata serie di romanzi storici The Plantagenet and Tudor Novels firmati dall'autrice Philippa Gregory.

A suo modo sono certa che Enrico l'amasse, anzi: Caterina è stata ed è rimasta l'amore della sua vita. Questo è il commento a caldo di Emma Frost, show runner della serie (e dei precedenti titoli tratti dai romanzi sui Tudor di Gregory). È seduta al fianco del fidato collaboratore Matthew Graham, con cui ha scritto gli otto episodi che raccontano il secondo arco narrativo della principessa spagnola alla corte inglese, quello della sua caduta in disgrazia. Come anticipa il primo trailer della stagione - disponibile su Startz a partire dal 11 ottobre 2020 - l'enorme forza di carattere della giovane regina potrebbe non essere sufficiente per tenere teste alle avversità del destino. 

Insieme ai protagonisti Charlotte Hope e Elliot Cowan (Caterina e Enrico nella serie) i due showrunner ci hanno raccontato la complessa lavorazione della seconda stagione di The Spanish Principess.

In questa seconda stagione Enrico VIII comincia a somigliare al re che abbiamo studiato a scuola: il cibo e le donne diventano per lui un'ossessione, mentre il rapporto con Caterina s'incrina. Eppure rimane molto umano nella sua caratterizzazione. Ho apprezzato come avete tentato di spiegare al pubblico le motivazioni nascoste dietro ai suoi gesti più meschini. 

Emma Frost - Era molto importante per noi cercare di far capire al pubblico il punto di vista di un giovane uomo che si trova nella sua situazione. È un re, Dio gli concede il potere di governare su un'intera nazione, eppure gli rifiuta ciò che desidera di più: un erede. A quell'epoca senza un erede di sesso maschile persino la sicurezza personale di un sovrano era in pericolo. Per questo Enrico comincia a provare frustrazione verso Caterina. A suo modo sono certa che Enrico l'amasse, anzi: Caterina è stata ed è rimasta l'amore della sua vita.

Matthew Graham - Non dimentichiamo che l'ha voluta al suo fianco al momento dell'incoronazione, un fatto tutt'altro che scontato. La considerava davvero una sua eguale e se gli avesse dato un figlio maschio è probabile che non sarebbe andata a fine come raccontano i libri di storia. Abbiamo cercato di far capire allo spettatore come l'amore tra i due giovani non cessi all'improvviso, ma sia frustrato da quest'enorme aspettativa di un erede. 

StartzEnrico guarda Caterina negli occhi
Enrico non smette di amare Caterina nemmeno nella seconda stagione: lei sarà l'amore della sua vita, commenta Emma Frost

Come è stato interpretare Enrico in questa seconda stagione? Sei passato dall'essere l'interesse amoroso a fare la parte del cattivo della situazione.

Elliot Cowan - In realtà quando feci il provino per la parte di Enrico VIII mi chiesero di interpretare un adolescente come tanti altri, viziato ed emotivo. Le scene che provai erano incentrate sulla voglia d'indipendenza di un giovane che desidera uscire dal cono d'ombra dei genitori e trovare il suo posto nel mondo.

Nella prima stagione Enrico è un ragazzino dagli occhi dolci e tutto per lui va bene: s'innamora, conquista la ragazza per cui ha perso la testa, diventa re. Dalla seconda stagione in poi invece tutto va a rotoli, niente procede come previsto. Se all'epoca del provino mi avessero chiesto in interpretare Enrico VIII da adulto, ovvero il ruolo che ricopro in questa stagione, non sarei mai stato scelto. Sono certo che non mi sarei sentito adatto al ruolo. Per fortuna la serie ne racconta in maniera graduale l'evoluzione, per cui ho avuto tempo di comprendere a fondo il personaggio. 

Anche Caterina cambia molto in questa seconda stagione. È costretta a combattere e a confrontarsi con i limiti della condizione femminile dell'epoca e per la prima volta anche Enrico vuole rinchiuderla entro gli stessi. 

Emma Frost - Caterina d'Aragona è stata un'abile stratega e una condottiera. In questa stagione si ritrova a dover guidare un esercito formato da vecchi, bambini e donne contro i clan scozzesi in rivolta. Nel frattempo suo marito, partito per confrontarsi contro il nemico di sempre su suolo francese, si ritrova ad annoiarsi sul campo di battaglia. Al ritorno in patria avrà assistito più che altro a scaramucce, senza una singola vera battaglia da condurre.
Se Caterina fosse nata uomo - o se fosse riuscita a dare un erede maschio al suo re - avrebbe potuto dimostrare fino in fondo la sua intelligenza e il suo valore. La nostra lettura è in parte modernizzata, certo, ma volevamo fosse chiaro che anche lei s'interroga sui limiti della sua condizione, chiedendosi se "fare cose da uomo" sia sbagliato, così come le rimproverano le persone intorno a lei. 

StarzCaterina brandisce la spada
Caterina scende in battaglia per difendere la propria patria adottiva

In questa stagione deve anche confrontarsi con un aspetto molto "femminile" dell'esistenza: il diventare madre e lo smettere all'improvviso di esserlo.

Emma Frost - Volevamo che questo tema fosse centrale nella serie, perché si parla ancora poco in TV e al cinema del dolore di quante non riescono ad avere figli o li perdono improvvisamente. Tra l'altro è un tratto della storia di Caterina estremamente attuale, con cui le spettatrici potranno relazionarsi facilmente, molto più che con le sue difficoltà politiche di regnante. 

Charlotte Hope - Quello che mi piace di personaggi complessi come quello di Caterina è che spesso sono alle prese con sentimenti contrastanti e opposti. Prendiamo Caterina nella seconda stagione: lei è davvero felice per la Lina e la sua gravidanza. La considera una sorella, è felice per lei, eppure allo stesso tempo non riesce a non essere gelosa, perché quel bambino che tanto cerca stenta ad arrivare. 

Com'è stato prepararsi a questo aspetto del ruolo? Tu non hai figli, giusto? 

Charlotte Hope - No, ma l'argomento mi rende molto emotiva. Sai, mia sorella ha più o meno la mia stessa età e tra un anno si sposerà. Io mi chiedo continuamente se e quando riuscirò a rimanere incinta, se prima o poi avrò un figlio. Scusa, mi sto per commuovere.

Preparando il ruolo di Caterina visualizzavano la scena di me e mia sorella in un giardino, lei incinta e invece io no. Così come il personaggio, in questo caso provo anche io sentimenti contrastanti: sono felice per lei, ma non riesco ad esserlo fino in fondo, perché provo anche una profonda gelosia. 

The Spanish Princess è una storia davvero femminile: le protagoniste sono in gran parte donne, dietro e davanti alla cinepresa. La serie è scritta da te Emma, ci sono state molte donne alla regia e tutto ruota attorno al punto di vista di Caterina e delle sorelle e parenti nella vita di Enrico. Non è così comune...oppure lo sta diventando?

Emma Frost - Anche nostro pubblico è prettamente femminile ma questo non è mai stato un limite. Per dire, non ci siamo mai sentiti dire di mitigare i passaggi più violenti della storia di Caterina ed è giusto così. Secondo me le spettatrici non sono meno inclini degli spettatori ad assistere alla violenza se ben contestualizzata nella storia. Alla fine The Spanish Principess racconta proprio questa natura dell'identità femminile. Le donne non sono dolci, delicate e preziose: possono essere tanto brutali e feroci quanto gli uomini, a livello psicologico e fisico. 

Matthew Graham - Lo sei anche tu no? 

Emma Frost - Certo, sono brutale e feroce. Caterina...queste donne sono tutti incredibili. Dimostrano una forza incredibile nella loro lotta per sopravvivere, per mantenere i loro spazi d'azione e reazione in un mondo a loro ostile. 

Charlotte Hope - È fantastico stare sul set tutte assieme, ma devo dire che per me è un'esperienza piuttosto comune. Ho avuto la fortuna di lavorare a progetti che quasi sempre prevedevano una composizione prettamente femminile davanti e dietro al cinepresa quindi forse sì, qualcosa è cambiato. Soprattutto nel mondo della televisione. 

Elliot Cowan - Per me stare in mezzo alle donne e assumere il loro punto di vista è quasi naturale: a casa mia io e mio padre viviamo circondati da mia madre e dalle mie sorelle, sono cresciuto in mezzo a tante donne sin dall'infanzia. A me è capitato di lavorare anche in ambienti più maschili e la differenza si sente. Quando c'è un uomo dietro la cinepresa non si riesce mai ad evitare un minimo di dinamica del branco. C'è sempre un po' di timore, bisogna capire chi è il maschio alfa sul set no? Questo non succede in realtà come quella di The Spanish Princess; non ho alcun timore, mi sento totalmente a mio agio.

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