Francis and the Godfather: arriva il film che racconta il making of de Il padrino

Paramount Pictures Marlon Brando è don Vito Corleone ne Il padrino

Il padrino fa parte della storia del cinema, ma ha incontrato molti problemi di produzione. Il film Francis and the Godfather, diretto da Barry Levinson e interpretato da Oscar Isaac e Jake Gyllenhaal, racconta il making of della celebre pellicola.

Con la sua storia di legami familiari, criminalità e sangue, il cast stellare, 3 Oscar, 5 Golden Globe e svariati altri (prestigiosi) premi, Il padrino è una pietra miliare del cinema. Il film di Francis Ford Coppola è stato acclamato dalla critica e ha incassato quasi 244 milioni di dollari in tutto il mondo. Ma la sua strada per arrivare sul grande schermo è stata lunga e tortuosa. E più volte ha rischiato di essere diverso dal capolavoro che è diventato.

Come riporta Deadline, il problematico making of della pellicola è stato ricostruito in una sceneggiatura firmata da Andrew Farotte e inserita nella prestigiosa Black List (una sorta di database che raccoglie i migliori script non ancora in produzione) e diventerà un film dal titolo Francis and the Godfather.

A dirigere l'ambizioso progetto sarà il regista di Good Morning, Vietnam e premio Oscar per Rain Man - L'uomo della pioggia, Barry Levinson, che ha "rielaborato" lo scritto di Farotte, mentre il cast vede la presenza di due protagonisti di altissimo livello. L'onore e l'onere di portare sul grande schermo Francis Ford Coppola è andato a Oscar Isaac. Invece, il produttore Robert Evans sarà interpretato da Jake Gyllenhaal.

Secondo quanto scrive ancora Deadline, Mike Marcus, Doug Mankoff e Andrew Spaulding di Echo Lake Entertainment, Jason Sosnoff di Baltimore Pictures, Kevin Turen e Jon Levin si occuperanno della produzione, mentre Endeavor Content e FilmNation gestiranno i diritti mondiali della pellicola.

La storia vera del making of

La storia del making of de Il padrino è avvincente quasi quanto quella della famiglia Corleone.

Paramount Pictures ha acquistato i diritti dell'omonimo romanzo best seller di Mario Puzo nel 1969. Ma a seguito del flop del film La fratellanza (con una storia e un'ambientazione simili) e di una serie di problemi finanziari, ha deciso di "mettere in ghiaccio" il progetto.

I lavori sono ripartiti nel 1970 e il primo ostacolo è stato proprio la scelta del regista. Il produttore Robert Evans voleva Sergio Leone, ma il filmmaker ha rifiutato per dedicarsi a C'era una volta in America. Dopo di lui sono stati presi in considerazione diversi altri nomi di rilievo, tra cui Elia Kazan e Costa Gavras, ma nessuna trattativa è andata in porto. Alla fine, la scelta è caduta su Francis Ford Coppola, che aveva anche il vantaggio di "costare meno" dei suoi più blasonati colleghi, perché era praticamente un esordiente di poco più di 30 anni.

Tuttavia, all'inizio, il regista ha declinato l'offerta. Ma dopo lo scarso successo del suo ultimo progetto, L'uomo che fuggì dal futuro, è tornato sui suoi passi. 

A quel punto sono iniziati i problemi con il casting. Dopo avere valutato la possibilità di ingaggiare Laurence Olivier per il ruolo di don Vito Corleone, Coppola ha puntato senza esitazione su Marlon Brando. Ma la produzione non era affatto convinta. Alla fine, ha accettato a patto che l'attore firmasse un contratto con alcune clausole molto restrittive. Lo scontro tra le parti si è ripetuto anche per la scelta dell'interprete di Michael Corleone.

Il regista è sempre stato certo di Al Pacino, mentre Paramount non era d'accordo e ha sondato diversi altri attori, tra cui Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert Redford e Ryan O'Neal. Il braccio di ferro è quasi costato il posto a Coppola. Ma il regista l'ha spuntata grazie a Brando, che ha minacciato di abbandonare il set, se il filmmaker fosse stato licenziato.

Tuttavia, gli ostacoli non erano ancora stati superati tutti. Coppola è entrato in conflitto con la produzione per il rifiuto di spostare l'ambientazione del film dagli anni '40 e '50 all'epoca attuale (il 1972) e per la scelta di girare a New York, rispetto alla meno dispendiosa Saint Louis. Le decisioni del regista, insieme ad altri ritardi e lungaggini nelle riprese, hanno fatto lievitare il budget e portato ancora una volta Coppola sull'orlo del licenziamento. 

Oltre a tutto ciò, la produzione ha dovuto fare i conti con una situazione finanziaria non proprio rosea e con il "malumore" di alcune famiglie mafiose e le pressioni di Frank Sinatra perché il personaggio di Johnny Fontane non fosse collegato a lui.

Paramount PicturesIl padrino: poster
Il poster de Il padrino con Marlon Brando

Il padrino poteva essere un disastro, invece è stato un incredibile successo, come ha dichiarato Barry Levinson:

Al di là della follia della produzione e contro ogni previsione, è uscito un capolavoro.

Il produttore Mike Marcus ha fatto eco al regista, ricordando l'incrollabile determinazione di Coppola:

C'era un giovane che viveva fuori dal sistema e, ogni passo che faceva, il sistema gli diceva: 'Non puoi farlo!'. Ma Francis non ha mai rinunciato alla sua visione e il risultato parla da solo.

Da parte sua, il filmmaker (che ha da poco finito di realizzare una nuova versione de Il padrino - Parte III, intitolata Mario Puzo's The Godfather, Coda: The Death of Michael Corleone) ha dichiarato di essere entusiasta del progetto dei colleghi:

Qualsiasi film Barry Levinson gira su qualunque cosa è interessante e utile!

Di certo, un film sul making of de Il padrino si prospetta non solo come un viaggio nella storia del cinema, ma anche come un'incursione su un set di stelle. E sarà senza dubbio interessante scoprire chi (ri)porterà sullo schermo alcuni dei più grandi attori di sempre.

Per saperlo, restate sintonizzati.

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