Iris: 10 curiosità sul thriller erotico di Jalil Lespert

Universal Pictures / Wy Productions Romain Duris e Jalil Lespert in una scena del film Iris

L'attore francese si conferma un ottimo regista dopo Yves Saint Laurent e Vento contrario: con Romain Duris e Charlotte Le Bon compone il trio di protagonisti di questo film ricco di ambiguità e sfumature. Scopriamole insieme.

Una trappola sofisticata e sulfurea orchestrata magistralmente: è questo ciò in cui Jalil Lespert immerge lo spettatore con Iris, il film che conferma il suo talento dietro la macchina da presa dopo Yves Saint Laurent e Vento contrario.

La Iris del titolo è la bellissima moglie del ricco banchiere Antoine Doriot (Lespert). La donna chiede a Max (Romain Duris), un meccanico pieno di debiti e precedenti non proprio puliti, di aiutarla a fingere il proprio rapimento per lasciare il marito e rifarsi una vita.

Max accetta ma il piano va storto: di mezzo, infatti, c'è Claudia (Charlotte Le Bon), femme fatale magnetica, misteriosa ed inquietante.

Gli investigatori Nathalie e Malek cominciano a sospettare che la verità non è come sembra. Il mistero finisce in un sex club e diventa ben presto un vortice di desideri, frustrazioni e ricatti.

Iris è un thriller provocatorio sul potere manipolatorio del denaro e della bellezza, pieno di tensione e colpi di scena. Ecco dieci curiosità sul film affidato ad un trio di personaggi oscuri ed ambigui.

  1. Remake di un film giapponese
  2. Una produzione travagliata
  3. L'ispirazione di Lespert
  4. Lespert regista di… se stesso
  5. Il mondo BDSM
  6. La preparazione di Charlotte Le Bon
  7. Charlotte una furia sul set
  8. La metamorfosi di Romain Duris
  9. Le musiche ambient
  10. Una Parigi irriconoscibile

Remake di un film giapponese

Iris è liberamente ispirato al film giapponese Chaos, diretto nel 2000 da Hideo Nakata, il regista maestro del J-Horror conosciuto al pubblico occidentale per la saga di The Ring e lo spaventoso Dark Water.

Chaos è un mystery-thriller basato sul racconto Sarawaretai Onna dello scrittore Shōgo Utano. I ruoli di Duris, Lespert e Le Bon nella versione francese sono interpretati nell'originale nipponico da Masato Hagiwara, Ken Mitsuishi e Miki Nakatani.

Una produzione travagliata

Il soggetto di Iris era destinato originariamente a diventare una produzione statunitense. Il copione era stato scritto da Andrew Bovell (lo sceneggiatore australiano di film come La spia - A Most Wanted Man di Anton Corbijn e Lantana di Ray Lawrence) per un grosso studio di Hollywood.

Quando il progetto è finito in stand-by, Lespert è stato contattato dai produttori di Wy Productions e Universal per realizzare un adattamento francese di quella sceneggiatura.

Universal Pictures / Wy ProductionsJalil Lespert in una scena del film Iris
Jalil Lespert è il banchiere Antoine

L'ispirazione di Lespert

Lespert è un appassionato di thriller e polar e cita come ispirazioni per questo lavoro due titoli in particolare: La donna che visse due volte (Vertigo) di Alfred Hitchcock e Omicidio a luci rosse (Body Double) di Brian de Palma.

Iris è un thriller di manipolazione che gioca con i codici del cinema noir più sensuale. È un film sul desiderio quanto sul tradimento, e spero che gli spettatori possano lasciarsi coinvolgere senza rendersene conto.

Universal Pictures / Wy ProductionsRomain Duris e Charlotte Le Bon in una scena del film Iris
Erotismo e tensione per Max: la ricetta di Iris

Lespert regista di… se stesso

Iris è il quarto lungometraggio diretto da Jalil Lespert, ma prima di questo thriller l'attore non aveva mai recitato in un suo film.

A spingerlo a cambiare idea e ad apparire anche davanti alla macchina da presa, è stato Romain Duris.

Romain è stato un'influenza determinante: mi ha suggerito lui di interpretare Antoine. Non avevamo mai lavorato insieme e Iris si è rivelata l'occasione giusta per farlo. Poi sono finito per innamorarmi del personaggio di Antoine: ha una carica emotiva incredibile, è ambiguo, perverso e allo stesso tempo divorato da tutte le sue crepe.

Lespert ha lavorato sulla caratterizzazione di Antoine con Jean-Édouard Bodziak, amico attore e coach di Charlotte Le Bon sul set del biopic Yves Saint Laurent.

Il mondo BDSM

Oltre all'intreccio mozzafiato e ricco di suspense, Iris affronta le dinamiche di potere all'interno delle pratiche BDSM (bondage, kink, sadismo e masochismo) e lo fa con espliciti richiami alla figura del martire nell'arte cristiana e ai set caldi e avvolgenti di Fassbinder.

A differenza di altri thriller degli anni Ottanta e Novanta, come Omicidio a luci rosse e Jade di William Friedkin, Lespert ha esplorato l'argomento con rispetto e interesse, sfatandone stereotipi e luoghi comuni.

Ho cercato di essere il più onesto possibile al riguardo. L'estetica legata al bondage è estremamente raffinata. In Giappone, ad esempio, è un'arte. Mi interessava raccontare il significato e lo spirito di questa pratica e filmarla con estrema dignità.

La preparazione di Charlotte Le Bon

L'attrice ha rivelato di essersi preparata al film con una serie di incontri con Betony Vernon, l'ipnoterapista e orafa famosa per i gioielli ispirati allo shibari (la pratica giapponese della legatura con corde e pelle finalizzata al piacere) della collezione Noble Knots, apparsi nella saga di Cinquanta sfumature di grigio.

È stato importante parlare con Betony, perché ci sono ancora molti pregiudizi, spesso volgari, sul BDSM. Volevo capire le esigenze delle persone che praticano il sadomaso. Ho partecipato a una vera e propria seduta con lei: ho osservato e visto la bellezza di queste relazioni dove il silenzio del sottomesso è imperativo.

Il risultato è stato sorprendente per la stessa Le Bon: nelle scene in cui appare stanca e sudata, lo era davvero.

Ha persino concluso alcune riprese con lividi e braccia doloranti.

Universal Pictures / Wy ProductionsUn primo piano di Charlotte Le Bon in una scena del film Iris
La "sofferenza" di Charlotte Le Bon

Charlotte una furia sul set

Nella scena nell'appartamento dove Max afferra per la gola Claudia, Le Bon ha dovuto insistere con Duris, che continuava a chiederle scusa, perché la stringesse davvero.

Sono orgogliosa dell'impatto emotivo di quella scena e soprattutto sono ancora viva.

La metamorfosi di Romain Duris

L'attore, lanciato da Cédric Klapisch, Tony Gatlif e Jacques Audiard ai tempi di Ognuno cerca il suo gatto, L'appartamento spagnolo, Gadjo dilo e Tutti i battiti del mio cuore, ha lavorato a lungo per definire il personaggio di Max.

Duris aveva preso in considerazione l'idea di rasarsi i capelli, poi con Lespert ha optato per i baffi e la barba incolta, il fisico attempato e non troppo atletico.

La voce e le intonazioni sono arrivati da questi piccoli dettagli e dai costumi.

Universal Pictures / Wy ProductionsRomain Duris in una scena del film Iris
Il rude meccanico Max

Le musiche ambient

La colonna sonora di Iris è stata composta ed eseguita dal duo ambient A Winged Victory for the Sullen, composto da Dustin O'Halloran ed Adam Wiltzie.

Lespert ha scoperto la musica di O'Halloran e Wiltzie online e se ne è innamorato: quando li ha contattati per scrivere lo score del film, i due hanno subito accettato.

A Winged Victory for the Sullen hanno lavorato con lo storico collaboratore Francesco Donadello nei loro studi di Berlino: composizione e registrazione sono andate di pari passo con le riprese del film e successivamente il duo ha aggiunto le parti orchestrali, incise con un'orchestra di 40 elementi alla Magyar Radio di Budapest.

La soundtrack è stata pubblicata dall'etichetta britannica Erased Tapes, specializzata in musica elettronica d'avanguardia. La copertina dell'album è opera dell'illustratrice tedesca Stephanie F. Scholz.

Iris La colonna sonora di A Winged Victory for the Sullen
Iris

La colonna sonora di A Winged Victory for the Sullen

€ 17,50

Una Parigi irriconoscibile

La Parigi che appare in Iris è priva di cliché: è una città umida e buia, glaciale e opprimente.

Lespert ha lavorato a queste atmosfere e al côté "inaccessibile" con la direttrice artistica Leïla Smara, l'operatore Pierre-Yves Bastard e lo scenografo Michel Barthélémy.

I quattro hanno guardato soprattutto al cinema coreano: i loro riferimenti sono stati Memorie di un assassino - Memories of Murder di Bong Joon-ho e The Chaser di Na Hong-jin.

Il risultato è un film affascinante e suggestivo, "in giusto equilibrio – ha precisato il regista – tra l'efficacia di un film di genere e l'emozione che una love story può suscitare".

Leggi anche

      Cerca