Un volto, due destini: la recensione della serie con Mark Ruffalo

HBO Un volto, due destini: Mark Ruffalo

Un volto, due destini - I Know This Much is True è una storia d'amore, di disperazione, di denuncia, ma soprattutto di perdono. Scopriamola insieme nella recensione della miniserie con Mark Ruffalo, premiato con un Emmy Award.

Un volto, due destini - I Know This Much is True, la miniserie HBO in 6 episodi tratta dal romanzo di Wally Lamb, è andata in onda in Italia su Sky Atlantic.

Mark Ruffalo, protagonista nel doppio ruolo dei fratelli gemelli Dominick e Thomas Birdsey, è stato premiato con un Emmy Award per la sua interpretazione, che gli è costata molta fatica sia dal punto di vista fisico, oltre che emotivo.

Per interpretare i due gemelli, infatti, l'attore ha girato le scene separatamente. Prima ha perso 10 kg e ha girato tutte le scene di Dominick, poi ne ha presi 15 e ha girato per il personaggio di Thomas, sempre con un attore che sostituiva il gemello durante le scene insieme, poi sostituito grazie agli effetti speciali.

La storia di Un volto, due destini è un viaggio nel tempo, alla scoperta della vita dei due protagonisti, del loro legame e del grande amore che li lega, a dispetto delle enormi difficoltà.

Conosciamo Thomas nel giorno in cui, in una biblioteca pubblica, come atto di protesta religioso, una sorta di sacrificio contro i mali del mondo, si amputa una mano.

Quel gesto rappresenta uno spartiacque nella vita dei due gemelli: la struttura psichiatrica che segue Thomas sta per chiudere e l'uomo viene ricoverato a Hatch, un ospedale psichiatrico dalla pessima fama.

Dominick, che ha rinunciato a tutto pur di seguire Thomas, inizia un viaggio infernale fra scenate, minacce, assistenti sociali e medici per far uscire Thomas.

Ci riuscirà, ma segnerà la fine per quel fratello affetto da schizofrenia paranoide che per tutta la vita ha avuto paura e nessun punto di riferimento, tranne uno: Dominick.

Fra presente e passato, la serie ci racconta l'infanzia dei due bambini, con i maltrattamenti subiti dal padre adottivo Ray Birdsey (John Procaccino) e la scelta della madre Concettina (Melissa Leo) di passarci sopra, pensando che un padre (e un marito) violento fosse meglio di niente...

Il manoscritto autobiografico del nonno materno, Domenico Tempesta (Marcello Fonte), di cui Dominick ha ereditato il nome, piomba come una calamità su una situazione già ai limiti della tragedia, riportando Dominick a interrogarsi sull'identità, mai conosciuta, del suo vero padre.

Un volto, due destini è la storia di un gruppo di personaggi che vivono delle esperienze traumatiche, dalla malattia al lutto, dalla violenza all'abbandono, dal rifiuto al pregiudizio.

È una storia di denuncia, contro un sistema statale fatto di assistenti sociali spesso disinteressati, di medici che non considerano la fragilità dei loro pazienti, di strutture inadatte in cui l'odio si scatena quando si spengono le luci. La denuncia che affonda le proprie radici nei pregiudizi sulle malattie mentali, come se i malati potessero semplicemente "smettere" di comportarsi come una patologia reale li costringe a comportarsi.

È una storia d'amore, di quell'amore grande e immortale che può superare tutto, anche se ancora non lo sa. È una storia di disperazione, di vite comuni che si barcamenano fra una disgrazia e l'altra; e lo fanno con dignità, in silenzio, sapendo di non avere altra scelta.

È la storia di una famiglia e delle sue origini, di una verità che emerge - sconvolgente - quando meno te lo aspetti, di un lutto che porta con sé la voglia di ribellarsi alle ingiustizie a lungo subite...

Ma Un volto, due destini è prima di tutto una storia di perdono. Esplorando le proprie radici, il passato, il dolore e la disperazione, rivedendo i propri errori e la propria superficialità, Dominick Birdsey trova il vero senso della vita. Impara a comprendere. Impara a perdonare.

E ci racconta che il senso della vita sta nel prendersi cura delle persone che amiamo, nel tenere duro quando tutto sembra perduto, nel restare quando avremmo voglia di scappare. Nel provare a metterci davvero nei panni degli altri. Non come se fosse un gioco, ma come se fosse il modo per diventare persone migliori.

Tutti ci chiediamo, prima o poi, quale sia il nostro scopo. La storia di Thomas e Dominick Birdsey risponde inequivocabilmente a questa domanda.

Il mondo è un luogo oscuro, difficile, pieno di insidie, di dolore e di ingiustizia. Ma se impariamo a guardarci intorno, possiamo trovare altri che - proprio come noi - lottano ogni giorno per portarvi un po' di luce, di semplicità, di amore e di giustizia.

Forse non basterà a rendere il mondo un posto migliore, ma certamente è sufficiente per fare di Un volto, due destini una storia degna di essere ascoltata. Da tutti. E con molta attenzione.

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