Il regno di Wuba: 10 curiosità sul film che ha dato vita al franchise

Minerva Pictures/Microcinema Una scena del film Il regno di Wuba

Dal creatore di Shrek, il secondo incasso più grande della storia del cinema cinese ha lanciato una saga proseguita con il sequel, Le avventure di Wuba, e che prevede altri due film. Ecco tutto quello che non sapete sul "piccolo principe zucchino".

Prendete generi popolari in Cina come il fantasy avventuroso e il wuxia pian, mescolateli con il ritorno in patria di un enfant prodige dell'animazione, la tradizione di mostri e umani, una favola sulla caduta dei pregiudizi e le innovative tecniche in live-action e CGI: il risultato sarà Il regno di Wuba, il film-fenomeno del mercato cinese.

Diretto da Raman Hui, veterano di casa DreamWorks con Zeta la formica, Shrek (con il quale ha vinto il primo Oscar della storia per il miglior film di animazione, nel 2001) e Shrek 2, Il regno di Wuba – noto nel mondo come Monster Hunt – segna un passo in avanti decisivo nella storia dell'industria cinematografica del colosso asiatico.

Un blockbuster dell'Estremo Oriente che dà spazio alle arti marziali e alla comicità, alla tensione e all'intrattenimento per bambini, al digitale e al classico con i cameo di beniamini del pubblico quali Tang Wei ed Eric Tsang.

La saga del tenero Wuba, piccolo daikon dagli enormi occhi da cerbiatto e i canini vampireschi figlio di un umano (maschio) tonto ma dal cuore buono e di una cacciatrice di mostri, ha dato vita ad un franchise che prevede quattro capitoli e uno spin-off.

Monster Hunt nasconde molte sorprese. Ecco 10 curiosità di cui forse non eravate a conoscenza sul film dedicato al re destinato a cambiare l'impero dei mostri.

  1. Il libro dei monti e dei mari
  2. Una produzione travagliata
  3. Location mozzafiato
  4. Accettare la diversità
  5. Parlare ai bambini di solidarietà
  6. Il film dei record
  7. Il sospetto degli incassi "gonfiati"
  8. Le musiche dei… The Kolors
  9. I costumi di una leggenda
  10. Il sequel e il futuro del franchise

Il libro dei monti e dei mari

Il regno di Wuba si basa su un soggetto originale, ma l'ispirazione di Hiu e dello sceneggiatore Alan Yuen, aiutati dagli specialisti degli effetti di Base FX, è arrivata dallo Shan Hai Jing, il "Libro dei monti e dei mari", la più antica opera di cosmografia e mitologia cinese che raccoglie i resti di testi composti probabilmente a partire da più di 2000 anni fa.

Questa descrizione favolistico-mitologica della natura incontaminata della Cina dell'epoca pre-Qin, che attraversa la geografia e l'astronomia, gli animali e le piante, i minerali e la religione, ha sempre affascinato Raman Hui.

Il regista descrive l'opera come "un libro strano, una sorta di National Geographic sui mostri che vivono sulle montagne". Queste suggestioni si sono unite alla sua formazione, che include Men in Black e Jurassic Park, Il Signore degli Anelli e Indiana Jones, i classici di Jackie Chan e James Cameron, oltre ai dipinti degli antichi paesaggisti cinesi e ai quadri pop-surrealisti di Mark Ryden.

Libro dei monti e dei mari L'antico "bestiario" cinese
Libro dei monti e dei mari

L'antico "bestiario" cinese

$ 14,99

Una produzione travagliata

Julie Makinen, corrispondente del Los Angeles Times da Pechino, ha rivelato che l'iter produttivo del film, un'idea risalente al 2008 del leggendario e visionario super-produttore Bill Kong (l'artefice dietro successi strepitosi come La tigre e il dragone e Hero), non è stato affatto semplice per Raman Hui. All'epoca il regista non aveva mai girato in Cina.

Fissata l'uscita nelle sale per il Capodanno cinese del 2015, Hui conclude le riprese nel 2013 trovandosi poi davanti a due ostacoli apparentemente insormontabili: gli effetti speciali chiusi al 70% del totale previsto e l'arresto per possesso di marijuana di Kai Ko, attore e cantante taiwanese scelto inizialmente come protagonista nel ruolo di Song Tianyin.

La mia prima reazione è stata: 'Oh… significa che avrò più tempo per fare meglio gli effetti speciali'. Che stupido!

Doris Tse, braccio destro di Kong, chiama subito Hui e gli dice che le autorità non consentiranno mai l'uscita e la promozione di un prodotto con un attore che fa uso di droghe.

La scelta è inevitabile: bisogna rigirare il film. Il tutto in tempo per arrivare nelle sale il 16 luglio. Quando Hiu rivela la notizia dei reshoots a Christopher Bremble, capo esecutivo di Base FX, scatta il panico.

Dopo due scene, abbiamo visto il girato: non c'erano attori, solo mostri. 'Ok, è buona. Non dobbiamo rifarla', ho detto al mio staff. Poi sono scoppiato a piangere.

Il budget cresce fino a 56 milioni di dollari: la troupe sostituisce Ko con Boran Jing, gira altre scene in live-action, completa il lavoro di CGI (grazie alla supervisione di Jason H. Snell) e chiude le riprese in 32 giorni.

Il successo, a quel punto, sembra un miraggio.

Location mozzafiato

I complessi sistemi montuosi e i suggestivi percorsi costellati da animali magici che si vedono nel film sono stati girati nelle foreste del Parco Nazionale di Zhangjiajie, un'area naturale della provincia settentrionale dello Hunan.

Patrimonio mondiale dall'Unesco e fonte d'ispirazione per le catene montuose di Avatar, il parco di Zhangjiajie si estende per quasi 50 chilometri quadrati ed è caratterizzato dai tipici pilastri di roccia arenaria avvolti dalle nuvole.

Accettare la diversità

La diversità non deve far paura: è questo il mantra di Raman Hui.

Il regista, arrivato in Canada nel 1989 a 26 anni (si definisce un "Hong Konger che vive in America, schiacciato tra Occidente e Oriente"), è particolarmente attento e sensibile nei confronti delle persone più deboli e sfortunate e si batte in prima persona per sconfiggere i pregiudizi e gli stereotipi.

Il messaggio principale nella storia è che per quanto possiamo sembrare diversi, non bisogna fermarsi all'esteriorità ma provare a scoprire la ricchezza interiore degli altri. È molto facile combattere qualcosa o qualcuno che non comprendiamo. Dovremmo sforzarci di accettare le reciproche differenze e guardare alle cose in una prospettiva diversa.

View this post on Instagram

Director Raman Hui Sing-Ngai (許誠毅) shared his experience of working as an animator and film director in a special masterclass with students on 21 Jan at HKBU. Hui is best known for the “Shrek” film series and for directing the international box-office smash hits “Monster Hunt” and “Monster Hunt 2”. He has also directed numerous short films for DreamWorks, as well as an episode of The Simpsons. . @af_hd_hkbu @hkbucomm #hkbu #seehkbu #buhk #hongkongbaptistuniversity #hkbuaf #animation #shrek #monsterhunt #ramanhui #animator #director #simpsons #dreamworks #masterclass #浸大 #浸會大學 #香港浸會大學 #電影學院 #許誠毅 #大師班 #史力加 #捉妖記 #動畫 #導演 #電影 #創意 #浸大電影學院

A post shared by HKBU 香港浸會大學 (@hkbaptistu) on

Parlare ai bambini di solidarietà

Hui ha ammesso di sentirsi "molte volte un mostro" e per esorcizzare questa sensazione, comune soprattutto in fasi difficili della vita come l'infanzia e l'adolescenza, si è dedicato all'animazione e alla letteratura per ragazzi.

Durante la lunga preparazione per Il regno di Wuba, il regista ha collaborato con l'azienda di cosmetici Kiehl's per raccogliere fondi da destinare alla Hong Kong Youth Arts Foundation e ha scritto tre libri: Brownie and Sesame, Piccolo e Grandma Long Ears.

Il film dei record

Il regno di Wuba ha incassato in Cina l'equivalente di 381 milioni di dollari. Fino all'uscita di The Mermaid del geniale Stephen Chow nel 2016, è stato il film di maggiore successo di tutti i tempi.

Zhuo yao ji (questo il titolo originale) è rimasto in vetta al botteghino cinese per quattro weekend consecutivi e nella classifica dei dieci migliori incassi per dieci settimane di fila: un autentico primato mai conquistato prima da nessun altro film.

Il successo è merito del periodo d'uscita scelto da Kong: solitamente in estate pochi film arrivano nelle sale cinesi. Non c'è la concorrenza di Minions, Inside Out o altri blockbuster di Hollywood.

Ma Il regno di Wuba vanta anche un altro record: è stato visto da oltre 65 milioni di persone in tutto il mondo.

Il sospetto degli incassi "gonfiati"

Nel settembre del 2015, un servizio andato in onda su CCTV, la televisione pubblica cinese, rivela che la distribuzione del film avrebbero gonfiato gli incassi barando sul numero reale di presenze in sala.

L'accusa ai distributori di Edko Films è che avrebbero conteggiato anche 40 milioni di biglietti gratuiti regalati a bambini e disabili durante i cruciali 15 giorni finali di uscita al cinema. Secondo il Financial Times, gli utenti avrebbero scoperto il trucco sui social: molti cinema avrebbero programmato proiezioni extra del film nel cuore della notte e proiezioni multiple nella stessa sala a meno di 30 minuti di distanza l'una dall'altra.

Per il SARFT, l'amministrazione statale di radio, film e televisione, Il regno di Wuba ha incassato 2,43 miliardi di yuan nel periodo estivo nelle sale. Edko si è difesa spiegando che quei dati non sono "estrogenati": le cifre comprendono 40,42 milioni di yuan di biglietti distribuiti durante gli ultimi 15 giorni di tenitura del film. Una media di 2,7 milioni di yuan al giorno che, stando ai calcoli del National Business Daily, rappresenta la quasi totalità dei guadagni al box-office del film in quel lasso di tempo.

Le musiche dei… The Kolors

Leon Ko ha composto la colonna sonora (dall'impronta smaccatamente pop) del film, ma nella versione italiana la distribuzione ha coinvolto i The Kolors.

Stash e i suoi sono presenti con due brani, Me Minus You e My Queen, tratti dal loro secondo album Out.

I costumi di una leggenda

Le scenografie e gli abiti sontuosi che vediamo nel film sono stati disegnati da Yee Chung Man, uno dei professionisti più amati e premiati del cinema di Hong Kong.

Nel corso della sua lunga carriera, Yee ha collaborato con Siu-Tung Ching e Peter Chan, Ann Hui e Patrick Leung, Dante Lam e Fruit Chan.

A lui si devono design e costumi di film come, tra gli altri, The Warlords - La battaglia dei tre guerrieri, La città proibita, Flying Swords of Dragon Gate e The Monkey King.

Yee sarà il costume designer di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, il cinecomic Marvel con il primo supereroe cinese maestro di kung fu che punta a conquistare il mercato asiatico.

Il sequel e il futuro del franchise

Monster Hunt 2, ribattezzato dai distributori italiani Le avventure di Wuba e presentato in anteprima al Festival di Berlino nel 2018, è uscito in Italia direttamente su The Film Club, la piattaforma di video on demand di Minerva Pictures.

Il secondo capitolo delle vicissitudini di Wuba, capace di incassare altri 361 milioni di dollari (a fronte però di un budget da 143 milioni), non sarà certo l'ultimo.

Hui e Kong stanno già lavorando ad un terzo film (Bai Baihe e Jing Boran sono confermati nel cast) e hanno annunciato un quarto capitolo e un potenziale spin-off.

I due hanno rivelato a The Hollywood Reporter che il loro piano è quello di espandersi con il merchandising e con una serie di attrazioni nei parchi a tema.

Wuba ha già ispirato la festa di Halloween al famoso Chimelong Paradise di Guangzhou, nel Guangdong.

La prossima mossa è invadere il mercato occidentale con centinaia di gadget, anche se a Hiu spesso non piacciono.

Il motivo? "Molti – confessa Kong – sono davvero disegnati male. Ma ci hanno aiutato a commercializzare il film".

D'altronde la vicenda di Wuba è così universale che parla a tutte le latitudini. Uomini e mostri sono davvero pronti a convivere?

Leggi anche

      Cerca