L'imbalsamatore: trama e finale del film di Matteo Garrone, ispirato a una storia vera

L'imbalsamatore di Matteo Garrone con Ernesto Mahieux è ispirato all'omicidio del nano di Termini, Domenico Semeraro, avvenuto a Roma nell'aprile del 1990.

L’imbalsamatore esce al cinema nel 2002 e conquista subito pubblico e critica. Il regista Matteo Garrone ottiene, infatti, il David di Donatello per la migliore sceneggiatura insieme a Massimo Gaudioso e Ugo Chiti. 

Un David di Donatello va anche all’attore Ernesto Mahieux per la sua interpretazione nel ruolo del protagonista: il nano tassidermista Peppino Profeta

Tra l'altro, L’imbalsamatore dà il via ai film di Matteo Garrone ispirati ai fatti di cronaca nera italiana, da Primo Amore a Dogman

La vera storia che ha ispirato il film

L’imbalsamatore è stato ispirato dall’assassinio di Domenico Semeraro, noto con il soprannome di nano di Termini, avvenuto il 25 aprile del 1990. 

Domenico Semeraro era un ex professore di applicazioni tecniche di origini pugliesi, alto solo 1 metro e 30 centimetri. Dopo aver lasciato l’insegnamento, l’uomo aveva aperto uno studio di tassidermia vicino Termini, in Via Castro Pretorio 30. Spesso, metteva annunci esca su giornali locali per attirare giovani uomini e donne con la promessa di un ruolo nel cinema. Aveva recitato, infatti, nel controverso film Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci. 

Nel 1986 Domenico adesca Armando Lovaglio, un 16enne in cerca di un lavoretto per comprarsi una moto. Tra i due nasce un rapporto di amicizia molto intimo. Domenico si innamora del ragazzo e gli regala la tanto desiderata moto. A rompere gli equilibri è l’arrivo di Michela Palazzini, una ragazza attirata da Domenico con un annuncio su Porta Portese. 

Tra Armando e Michela nasce una relazione e la giovane rimane incinta di una bambina. Domenico impazzisce di gelosia e impone alla coppia un ultimatum: devono andare a vivere tutti insieme, altrimenti lui divulgherà le foto fatte ai due giovani in atteggiamenti pornografici.

Il ricatto porta Armando al limite e il ragazzo uccide Domenico nell'appartamento vicino a Termini, strangolandolo con un foulard che l’uomo portava al collo. I due ragazzi confessano subito, raccontando una storia fatta di soldi facili, droga, rapporti ambigui e minacce.

Raccontano, per esempio, che Domenico li minacciava raccontando loro la storia di un omicidio. Secondo il racconto dei due, la vittima di Domenico era un giovane prostituito. Esasperato dalle prese in giro del prostituto, il nano di Termini lo aveva ucciso regalandogli un caleidoscopio in cui aveva inserito un proiettile. Non appena il giovane lo aveva attivato, il proiettile era partito e lo aveva ucciso. Sempre secondo la coppia di fidanzati, il nano aveva poi disciolto il cadavere per impedirne il ritrovamento. 

Al di là delle storie raccontate, i due hanno ammesso tutti i fatti e sono stati condannati: Armando a 15 anni di reclusione e Michela a 1 anno per complicità in occultamento di cadavere. Dopo essere uscito dal carcere, Armando ha lavorato come personal trainer e maestro di arti marziali e ha tentato di bloccare la diffusione del film ispirato alla sua storia, invocando il diritto a una nuova vita. Nel 2018 è morto a soli 49 anni. 

La trama del film

L’imbalsamatore riprende la storia di Domenico Semeraro con una diversa ambientazione. Il film si svolge tra Napoli e Cremona e non a Roma. Il protagonista Peppino, inoltre, ha rapporti con la malavita, a cui mette a disposizione le sue abilità per estrarre gli ovuli di droga dai corpi dei trasportatori. 

Un giorno, Peppino incontra allo zoo il giovane cameriere Valerio (Valerio Foglia Manzillo). Si invaghisce del ragazzo e lo convince a lavorare con lui. Valerio accetta e finisce per subire il fascino del nano e farsi ammaliare dalla sua gentilezza e dalle sue attenzioni. Il rapporto tra i due è ambiguo perché i sentimenti di Peppino sono sempre più evidenti. L’equilibrio poi comincia a incrinarsi quando durante un viaggio a Cremona, Valerio conosce Deborah (Elisabetta Rocchetti) e si innamora

La ragazza segue i due a Napoli, ma mostra subito insofferenza nei confronti di Peppino e dell'ascendente che esercita sul suo fidanzato, arrivando a sospettare che tra i due ci siano stati dei rapporti intimi. Non appena scopre di essere incinta, Deborah riesce a tornare a Cremona dai suoi genitori insieme a Valerio. 

FandangoL'imbalsamatore - locandina del film

Il finale del film

Peppino non si rassegna alla lontananza del suo pupillo, decide di partire per Cremona. Vuole indurre Valerio a lasciare Deborah con la promessa di un viaggio intorno al mondo. Scoppia un litigio e Peppino estrae un’arma con cui minaccia di uccidere tutti e spara persino un colpo a vuoto.

Valerio è costretto a partire con il nano e i due salgono insieme in auto. Peppino finisce così vittima di un colpo di pistola e nel finale i due fidanzati spingono l’auto con il cadavere nel Po.

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