To The Lake: il finale della stagione 1 (e i misteri ancora da scoprire)

Netflix To the Lake

Dal destino dei protagonisti all'identità dei nemici spuntati all'improvviso nel finale di stagione, ecco tutti i misteri lasciati senza risposta dal finale di To the Lake e le questioni a essi legate.

Un’epidemia mortale - non a caso il titolo originale è Epidemiya - spacciata dai media come un’influenza, solo più aggressiva. I virologi in TV messi a tacere. L’esercito che vieta la condivisione di video e di informazioni. Non diverso da quello che è successo in Cina quando Covid-19 ha iniziato a mietere vittime - certamente molte più di quelle ufficialmente dichiarate - mesi prima che in Europa ne sapessimo qualcosa.

Stavolta siamo in Russia, dove una malattia letale si sta diffondendo rapidamente. I sintomi sono lo sbiancamento delle iridi e tosse con sangue. Si muore in tre giorni, o anche meno. Mosca viene isolata. Un gruppo di personaggi cerca di sopravvivere, e di scoprire il più possibile sull’epidemia.

I protagonisti di To the Lake

Sergey (Kirill Käro), la compagna Anna (Viktoriya Isakova) e suo figlio Mischa (Eldar Kalimulin ) con la sindrome di Asperger, raggiunti dal padre di Sergey, Boris (Yuriy Kuznetsov), si trovano a resistere a sciacalli, criminali, organizzazioni paramilitari e ogni sorta di malintenzionato che approfitta della situazione. 

Insieme ai vicini di casa Leonid (Aleksandr Robak), Marina (Natal'ya Zemtsova ) e Polina (Viktoriya Agalakova)  e all’ex moglie Irina (Maryana Spivak) e al figlioletto Anton (Saveliy Kudryashov ), cercheranno di sopravvivere in una città impazzita e pericolosa, braccati dagli uomini che volevano derubarli e far loro del male. Mentre scoprono che l’esercito nasconde un’orribile “gestione” delle persone infette, ma non solo, e un medico - Pavel (Aleksandr Yatsenko) si unisce al loro gruppo - i protagonisti sono diretti verso una meta che sembra sempre più irraggiungibile man mano che vi si avvicinano.

La trama

La serie russa in 8 episodi, creata nel 2019 ma arrivata in Italia in versione originale sottotitolata su Netflix il 7 ottobre del 2020, vista in tempi di pandemia è impressionante, perché alcune delle dinamiche sociali e mediatiche che racconta le abbiamo appena vissute sulla nostra pelle.

Il titolo internazionale, To the Lake - ma la serie è conosciuta anche con il titolo The Outbreak - fa riferimento alla destinazione del viaggio della comitiva di superstiti: il padre di Sergey conosce un’isola in mezzo a un lago, dove da molti anni si reca ogni anno per passare del tempo su una nave abbandonata, che ha reso un rifugio confortevole. To the Lake è ispirata dal romanzo Vonglake di Yana Vagner.

Il viaggio per raggiungere il lago sarà lungo e costellato di nemici da affrontare… Senza contare cosa succederà quando uno di loro si ammalerà, mostrando i sintomi del virus letale.

Immersa nelle suggestive ambientazioni dell’inverno russo, con una fotografia studiata per aumentare al massimo la sensazione di tensione, To the Lake a partire dal terzultimo episodio ci racconta una parte del passato dei protagonisti tramite dei flashback, per chiarire meglio le dinamiche relazionali a soprattutto - come da tradizione - per rendere omaggio a uno dei personaggi che sta per lasciarci: Anna, che si è ammalata… Anche se non tutto è perduto.

Pavel infatti è immune alla malattia. E il suo sangue, con cui cura Anna attraverso una trasfusione, potrebbe salvare tutti i malati. Pavel è un medico e decide di trovare il laboratorio più vicino per provare ad aiutare gli altri, ma finirà per andare al lago con gli altri. Non con Marina, Polina e Leonid, che hanno avuto un incidente e sono finiti in una casa in mezzo al bosco innevato, mentre Marina aveva problemi con la gravidanza.

Il tabù dei tabù, l’orrore per eccellenza, emerge una volta arrivati alla nave: c’è un uomo che, rimasto senza cibo, ha ucciso e mangiato suo figlio. Sergey è costretto a ucciderlo, e poco dopo Mischa scompare. Finge di essersi suicidato per andare a cercare Polina, cosa che la madre non gli avrebbe mai permesso di fare.

Il finale di To the Lake

Inscenare la propria morte... Chi mai lo farebbe? Mischa, di certo. Irina lo ha capito. Sparisce l’auto di Sergey, in cui Pavel aveva lasciato le chiavi. Manca del cibo. Il berretto di Mischa si trova sul limitare di un buco nel ghiaccio, non lontano dalla nave. Anna perde la testa, prima pensando che il figlio si sia suicidato - come aveva già pensato di fare in passato - e poi pensando che non saprà mai cosa gli è successo.

In un altro luogo, rinchiusa in una botola sotto al pavimento dalla proprietaria di casa, c’è un’altra madre impazzita: Marina, che ha perso la bambina che stava aspettando. La piccola, nata morta, l’ha trasformata in una sorta di fantasma alla costante ricerca di un figlio che non c’è. 

Anna è guarita dal virus, che le ha cambiato il colore degli occhi, grazie al sangue di Pavel. Scopriamo nel finale di serie che scrive tutto perché ha problemi di memoria. E non ricorda nemmeno che Mischa non c’è più. 

NetflixTo the Lake: un'immagine dalla prima stagione
To the Lake: un'immagine dalla prima stagione della serie russa

Il segreto di Anna è emerso, mentre le citazioni da 28 giorni dopo e The Walking Dead si sprecano (a cominciare dalla colonna sonora) e assistiamo al tentativo di stupro di Leonid interrotto dallo sparo con cui Mischa si libera dalla catena della tagliola.

Leonid richiude nella botola la proprietaria di casa e aiuta Mischa, che si riunisce all’amata Polina, mentre un aereo militare si schianta non lontano dalla nave in cui si trovano Sergey e gli altri. L’aereo non è russo. Un uomo giapponese, infetto, prende in ostaggio Pavel che gli dice di poterlo salvare. Ma lui non ci crede…E Sergey deve uccidere. Di nuovo. Pavel è ferito e preferisce stare in isolamento dopo il contatto con l’uomo malato.

Saputo che Mischa si è finto morto, ripartono tutti insieme per il lago, dopo che Marina e Leonid si sono fatti sposare da un prete incontrato per strada.

Pavel decide di andarsene, lasciando Irina - che legge il diario di Anna e attacca duramente la donna. 

Sulla nave la tensione è alle stelle e Anna decide di bruciare il suo diario: tutti i suoi ricordi.

Anche Mischa e Polina chiedono di essere sposati, prima di raggiungere Sergey e gli altri al lago. Il tempo di un abbraccio e la nave è in fiamme, con Irina e Anna a bordo. Mentre un gruppo di militari giapponesi osserva la scena…

I misteri rimasti in sospeso

Dov’è andato Pavel?

Pavel aveva intenzione di raggiungere un laboratorio per fare ricerche sul proprio sangue: non sa se possiede gli anticorpi per il virus o se è semplicemente immune, ma sa che ha salvato Anna con una trasfusione. A quanto è noto, si tratta della prima e unica paziente guarita dall'epidemia che uccide in due o tre giorni al massimo.

Incapace di sopportare il peso di aver ucciso - sebbene lo abbia fatto per salvarsi la vita - Pavel si allontana da tutti, inclusa Irina, per ritrovare il proprio equilibrio. E aiutare gli altri, salvare vite - del resto è un medico - è la sua vocazione.

Pensare che sia diretto verso un laboratorio attrezzato è plausibile, ma bisognerebbe sapere chi incontrerà per strada...

NetflixTo the Lake: un'immagine dalla prima stagione della serie
To the Lake: un'immagine dalla prima stagione

Anna e Irina sono sopravvissute?

Non sappiamo cos'abbia scatenato l'incendio sulla nave, ma potrebbero essere stati i militari stranieri - asiatici, probabilmente giapponesi - che vediamo nelle ultime immagini. Oppure può esserci stata una lotta fra Anna e Irina sulla nave, rimaste sole e non certo in buoni rapporti. 

Sono sopravvissute? Entrambe o magari solo una? Cos'è successo alla nave? Il finale di stagione lascia aperte tutte queste questioni, e molte altre...

Da dove veniva l’aereo?

Pavel e Sergey quando raggiungono il luogo in cui l'aereo si è schiantato, inabissandosi nel lago sotto lo strato di ghiaccio, parlano di geroglifici, per l’identificazione del velivolo, e di nient’altro. Sanno che non è russo ma non hanno altre informazioni.

Il sopravvissuto che prende Pavel in ostaggio sembra essere giapponese, così come il gruppo di militari che osserva la nave in fiamme nell'ultima scena di To the Lake... Cosa nascondono? Da dove vengono? Sono in qualche modo legati all'epidemia?

Che fine ha fatto il governo?

Dal momento in cui Sergey e gli altri lasciano Mosca, sappiamo che ci sono organizzazioni armate, gruppi militari illegali, che si approfittano della situazione. E poi abbiamo visto l'esercito, quello vero - o così sembrava - uccidere indiscriminatamente sia infetti che sani, per il solo fatto di essere entrati in contatto con i malati. Dotati di maschere antigas, i soldati non si sono fermati di fronte a niente, dando informazioni false per attrarre i cittadini: è stato il governo centrale a ideare il piano? E dove sono loro, i governanti russi? Chi decide dove va e cosa fa l'esercito?

NetflixTo the Lake: la locandina
To the Lake: la locandina della serie

Il virus è di origini naturali?

Non sappiamo da dove arriva, né perché. Sappiamo solo che è un virus altamente contagioso, e - con l'eccezione di Anna - letale: muoiono tutti i contagiati, entro un massimo di tre giorni. Il virologo che parla in TV nel primo episodio accenna al fatto che le autorità stiano dando informazioni errate per non allarmare la popolazione, ma non abbiamo altre certezze. E se si trattasse di un'arma biologica usata contro la popolazione, o diffusa per errore? Se fosse un attacco da parte dei militari che abbiamo visto nell'ultimo episodio? L'origine del virus, e la sua natura, cambierebbero di molto la situazione...

L'epidemia ha colpito anche il resto del mondo o solo la Russia?

Un altro mistero è la diffusione dell'epidemia. Non si parla mai di Stati esterni alla Russia, ma nell'ultimo episodio ci sono dei militari stranieri che insinuano molti sospetti. A cominciare da quello che il virus possa essere un'arma biologica.

Ci sarà una seconda stagione di To the Lake?

To the Lake, per il momento, risulta conclusa così: con un finale aperto, evidentemente pensato per avere un seguito che, al momento, non risulta in vista. La prima stagione è stata trasmessa con successo in Russia lo scorso novembre e da allora non si è mai parlato di un rinnovo per una seconda stagione, ma con l'arrivo su Netflix - dal 7 ottobre - e l'interesse internazionale per la serie, le cose potrebbero cambiare...

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