I bambini di Cold Rock: trama e spiegazione del finale del film con Jessica Biel

Moviemax Jessica Biel in una scena dal film I bambini di Cold Rock

Chi rapisce i bambini di Cold Rock? A tutti gli effetti, il film con Jessica Biel è un thriller. Ma la pellicola diretta da Pascal Laugier ha (anche) ambizioni di denuncia sociale e porta con sé una serie di domande non banali.

Una piccola città sprofondata nella miseria e nella disperazione dopo la chiusura della miniera locale. Un misterioso "uomo alto" che rapisce bimbi e ragazzini. Una comunità che nasconde un segreto. I bambini di Cold Rock (The Tall Man), diretto da Pascal Laugier (autore del controverso Martyrs) e interpretato da Jessica Biel, si presenta come un film di tensione a tinte sovrannaturali. Ma oltre il "primo strato", per così dire, c'è una pellicola che ambisce a fare denuncia sociale e mette sul tavolo una riflessione non scontata sulla famiglia e la genitorialità.

Purtroppo, il meccanismo non impeccabile della trama e una storia che in troppi momenti appare implausibile e priva di senso finisce con il togliere credibilità al film. Anche se, alla fine, allo spettatore il dubbio rimane. I bambini di Cold Rock è una produzione che costringe guardare in faccia una realtà drammatica e disturbante o una "corazzata Potëmkin" del genere thriller?

Se state cercando una risposta o siete curiosi (e non avete paura degli spoiler), qui trovate la trama e la spiegazione del finale.

La trama de I bambini di Cold Rock

Dopo la chiusura della miniera, avvenuta 6 anni prima, Cold Rock è una città morta. La "mancanza di lavoro, di denaro, di tutto" ha portato via speranza e dignità ai suoi abitanti. Ma c'è qualcosa di ancora più terribile che sta distruggendo il paese per sempre. I bambini scompaiono. Nessuno sa come o perché. Ma tutti sono certi che a rapirli sia "l'uomo alto".

In questa desolazione, l'infermiera Julia Denning (Jessica Biel) cerca di portare avanti l'opera del marito morto, che con il suo lavoro di medico e la sua personalità ha contribuito a creare e fare fiorire la comunità di Cold Rock. 

Mentre Julia presta servizio in quello che resta dell'ambulatorio locale, il tenente Dodd dell'FBI (Stephen McHattie) indaga sul caso dei bambini scomparsi tra lo scetticismo degli abitanti. Le persone pensano che la città sia spacciata e chi ha perso un figlio vive tra rassegnazione e follia, come la signora Johnson. Un giorno, la donna arriva sconvolta alla tavola calda, all'apparenza con l'intenzione di entrare. Ma quando Julia le offre un caffè, scappa via.

Più tardi, Julia va a trovare Tracy (Samantha Ferris) e le sue figlie, per vedere come sta la più grande, che ha da poco avuto un bambino. Ma scopre che la madre l'ha mandata dalla sorella, che vive in città. A quel punto, la donna si ferma a parlare con Jenny (Jodelle Ferland), che comunica solo scrivendo, poiché soffre di un disturbo del linguaggio. Poi torna a casa, dove ad aspettarla ci sono suo figlio, David, e la tata, Christine (Eve Harlow).

E proprio quella sera, l'uomo alto rapisce il bambino. Julia cerca disperatamente di fermarlo e, dopo un lungo e rocambolesco inseguimento, viene soccorsa dall'agente Dodd, che la porta alla tavola cada. La donna che la gestisce le offre dei vestiti per cambiarsi. Ma quando Julia va nel retro, scopre un altare con le foto di tutti i bambini rapiti, compreso David. Per qualche ragione, l'intera comunità le dà la caccia e la donna fugge nascondendosi sull'auto dello sceriffo, che la porta con sé alla vecchia miniera abbandonata.

Nell'edificio in rovina, Julia trova David e scopre che a prenderlo è stata la signora Johnson. Ma la realtà è che la donna è la vera madre del bambino ed è stata Julia a rapirlo. La signora Johnson ha visto David a casa dell'infermiera e ha avvisato il resto della comunità che, dopo l'iniziale perplessità, le ha creduto ed è arrivata alla conclusione che l'uomo alto non è altri che Julia.

Dopo un drammatico confronto con la signora Johnson, l'infermiera riesce a fuggire con David grazie all'aiuto di Jenny. La ragazza accompagna Julia a casa e poi le fa una strana richiesta, supplicandola di mandare l'uomo alto da lei. Julia acconsente, avvisandola però che non deve parlare con nessuno, altrimenti lui si vendicherà in maniera indicibile. 

Quando le due si lasciano, l'infermiera consegna David al misterioso uomo alto e poi si lascia catturare dalla polizia. Invece, Christine si impicca.

Mentre Julia in prigione si rifiuta di rivelare dove sono i bambini, facendo intendere che siano sepolti nelle vecchie gallerie della miniera e nei boschi intorno a Cold Rock, Jenny viene portata via dall'uomo alto. E a quel punto, una nuova verità emerge.

Il misterioso rapitore è il marito di Julia. Con l'aiuto della moglie, l'uomo porta via i bambini da Cold Rock per darli ad altre famiglie, che possano prendersi cura di loro in maniera migliore di quelle di origine. La stessa Jenny viene affidata a una donna facoltosa e inizia una nuova vita.

Tempo dopo, la ragazza ha riacquistato la parola e studia alla scuola d'arte. È felice, ma non può dimenticare il passato. E così, quando per caso vede in un parco David, che non la riconosce, si chiede se abbia fatto la scelta giusta. Se Julia, suo marito, Christine e gli altri come loro che agiscono nell'ombra in tutti gli Stati Uniti abbiano fatto la scelta giusta...

La spiegazione del finale de I bambini di Cold Rock

Il finale de I bambini di Cold Rock è tanto sorprendente, quanto improbabile. O almeno, difficile da accettare. Ed è proprio questa ambiguità a lasciare sospeso il giudizio sul film. Perché senza dubbio l'ambizione non manca.

Dopo vari capovolgimenti di fronte, la realtà che prende forma è che Julia e suo marito fanno parte di una misteriosa organizzazione che porta via i bambini a genitori in condizioni di grave disagio economico e sociale per affidarli a famiglie e persone che possono garantire loro una vita migliore. All'apparenza, il piano funziona. David è felice e in definitiva anche Jenny, che tuttavia non riesce a dimenticare chi è davvero. Ma d'altra parte, la ragazza è una "anomalia" nel sistema. Di solito, i bambini "rapiti" sono piccoli e finiscono con il dimenticare. Invece, lei è adulta e non può farlo. E proprio questa consapevolezza si trasforma in un dubbio, lo stesso dubbio che inevitabilmente diventa dello spettatore.

È giusto portare via un bambino alla sua famiglia, per quanto indigente o disfunzionale? Chi può stabilirlo? Chi sono Julia e suo marito per decidere che sia meglio così? E soprattutto, davvero dei genitori che possono garantire dei beni materiali sono "migliori" di altri che non possono farlo? 

Con I bambini di Cold Rock, Pascal Laugier mette sul tavolo una serie di domande disturbanti e scava nei dubbi, nei pregiudizi e nelle credenze che tutti hanno. Chi più e chi meno.

Se da un lato l'happy ending di David sembra rassicurante, dall'altro lascia dietro di sé un abisso di disperazione, che prende forma nelle parole che la madre del bambino dice a Julia:

Lo so che vivo in una topaia, che non ho un lavoro e non ho molto da offrirgli, ma io sono disposta a morire per lui.

MoviemaxIl poster de I bambini di Cold Rock
Jessica Biel nel poster de I bambini di Cold Rock

Ma l'amore e il dolore della signora Johnson si scontrano con la granitica certezza di Julia di agire in nome di un bene superiore:

La vita è così ovunque: sconfitte e sofferenze. È un ciclo. Il sistema si è spezzato. Non funziona. Nessuno che ti sostenga, che ti dia una mano. È così in tutto il mondo. Rinunciare è la cosa più facile. Io non sono migliore di lei, signora Johnson. Ne ho solamente viste di più, molte di più. Qui il problema non è essere una brava persona o una brutta persona, ma come affronti la vita.

Julia rivela che tutto quello che lei e suo marito (e altri) hanno fatto e fanno è un modo per rimettere a posto l'ordine delle cose:

Siamo talmente limitati... ma gli occhi di quelle piccole creature sono così pieni di potenzialità e di speranza. E noi dovremmo abbracciare e nutrire il loro potenziale, ma non lo facciamo. Continuiamo a commettere gli stessi sbagli e a lasciare che i figli crescano sperduti e incerti, come sono sperduti i genitori. Quindi dovremmo spezzare questo ciclo. Dovremmo farne una priorità. E invece no. E allora ho voluto spezzarlo io questo ciclo. O almeno ci ho provato. E che cosa è cambiato? Niente.

Per la donna, il sistema non funziona, è cieco di fronte alla realtà, bloccato in una fredda burocrazia che si nasconde dietro alle regole:

Sì, li ho aiutati, li ho vegliati, coccolati, credendo di poter cambiare le cose, di poter fare la differenza. Ma quando abbiamo chiesto un vero cambiamento, quei burocrati hanno detto: 'No, non puoi farlo. C'è una prassi da seguire'. Ogni volta che ci siamo rivolti ai politici, al sistema che rende i poveri ancora più poveri e che condanna le creature alla sofferenza, hanno detto: 'No, non puoi farlo, c'è una prassi'. E così il ciclo continua. E continua. E continua. E i figli crescono infelici, nessuno fa niente per loro e il mondo non cambierà mai così.

Nella posizione e nelle parole estreme di Julia c'è una dura critica alla società e alle istituzioni, che hanno fallito e continuano a fallire nel loro compito. Ma le "misure estreme" della donna e di suo marito sono la risposta giusta a un sistema che non funziona? Anche se la sua è una battaglia per la speranza, Julia la speranza l'ha persa e per questo, perché è convinta di vivere in un mondo che non si può "aggiustare", ritiene che l'operato suo e del marito sia, se non giusto, giustificabile. 

Del resto, di fronte alla scomparsa dei bambini, la comunità di Cold Rock ha reagito cercando una causa esterna, un nemico misterioso, "l'uomo alto", anziché guardare sé stessa e la propria condizione. In definitiva, la vera causa delle sparizioni.

MoviemaxJenny ne I bambini di Cold Rock
Jenny nella sua nuova vita alla fine de I bambini di Cold Rock

Dunque, è davvero impossibile spezzare il ciclo senza distruggere la società, il sistema e le regole che definiscono entrambi? Davvero il mondo è senza speranza?

I bambini di Cold Rock non dà risposte. Invece lascia solo domande, che riecheggiano in quel "giusto?" che Jenny ripete più volte, nell'ultima inquadratura del film, in un dialogo che è allo stesso interiore e con gli spettatori. 

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