Ant-Man and the Wasp: 15 curiosità sul sequel del film Marvel

Scott Lang torna in azione dopo gli eventi di Captain America: Civil War e del suo primo film e noi esploriamo tutti gli aspetti meno noti di questa sua avventura.

Disney/Marvel Studios Poster di Ant-Man and the Wasp

Dopo aver affrontato Yellowjacket nel suo debutto in solitaria ed essere giunto in aiuto a Steve Rogers in Captain America: Civil War, Scott Lang è tornato a indossare il costume da supereroe per una nuova avventura, ovvero Ant-Man and the Wasp. Il nuovo titolo sottolinea da una parte come l'eroe non sia da solo, ma sia finalmente affiancato anche sul campo da una nuova eroina ovvero Hope Van Dyne. Dall'altra, richiama il focus della storia di questo sequel: una missione di salvataggio nel profondo del Regno Quantico in soccorso di Janet, prima a indossare il costume di Wasp e compagna di Hank Pym.

Arrivato al cinema subito dopo il colossale Avengers: Infinity War, questo film ha mostrato agli spettatori una storia decisamente diversa, che si spingeva ancora di più nel territorio della comedy (con non poca ironia sul resto del Marvel Cinematic Universe come vedremo) e una minaccia molto più contenuta rispetto a un tiranno intergalattico che vuole distruggere metà dell'universo. Un cambio di passo apprezzabile che vale la pena riscoprire e rivedere, che sia per una maratona del franchise o da solo.

Come per gli altri titoli della saga, all'interno di Ant-Man and the Wasp non mancano chicche e strizzate d'occhio di ogni tipo per gli appassionati. Abbiamo raccolto alcune delle più interessanti in questo articolo, così da rendere la vostra (prima o nuova) visione ancora più interessante.

Bill Foster è una vecchia conoscenza

Marvel Characters, Inc.Dettaglio della cover di Black Goliath #1

In questo film fa il suo debutto Bill Foster, interpretato da Laurence Fishburne. Questo è un personaggio che proviene direttamente dal mondo dei fumetti, dove è noto con il nome di Golia Nero (diventato poi più semplicemente Golia). Questo eroe ha collaborato a lungo sia con Hank Pym che con i Vendicatori, grazie alla sua capacità di accrescere le proprie dimensioni a cui si fa riferimento anche nel film. Tra i momenti più memorabili della sua storia editoriale, si ricorda la sua morte avvenuta nel corso della Civil War, che mette in luce la crudeltà e violenza dello scontro, spingendo molti eroi ad abbandonare la fazione di Iron Man.

Al di là dei collegamenti con i fumetti comunque, c'è una curiosa coincidenza legata a Bill Foster. Questo infatti è il nome del protagonista di Un giorno di ordinaria follia, pellicola del 1993 diretta da Joel Schumacher. Il suo interprete è Michael Douglas, che in Ant-Man and the Wasp (e in tutto il MCU) assume i panni di Hank Pym.

Paul Rudd è un vero mago

Avendo violato gli accordi di Sokovia, Scott Lang si ritrova agli arresti domiciliari e deve trovare modi sempre nuovi per fare divertire la propria figlia Cassie nei giorni in cui è affidata a lui. Tra le varie proposte ci sono anche dei giochi di prestigio, imparati con corsi online, e sfruttati nel corso della pellicola per alcune gag con l'agente Woo. Paul Rudd, interprete di Scott, ha svelato che in quelle scene non sono stati utilizzati effetti speciali, ma che ha davvero imparato alcuni trucchi per l'occasione. Queste le sue dichiarazioni in un'intervista dell'epoca:

Ho davvero imparato un po' di magia. Non l'ho davvero allenata dopo però. Alla fine imparare a essere davvero bravo con la magia in un breve periodo di tempo è un po' come cercare di imparare a suonare il violino in un breve periodo di tempo.

"Non è un travestimento, Hank"

In una scena del film il team Ant-Man si reca a chiedere aiuto a Bill Foster in Università. Tuttavia poiché Hank, Hope e Scott sono ricercati dall'FBI devono camuffarsi in qualche modo e indossano quindi un cappello e degli occhiali. Una scelta che non convince particolarmente il protagonista che sottolinea la cosa dicendo: "Non è un travestimento, Hank. Sembriamo solo noi stessi a una partita di baseball". Al di là della battuta in sé, si tratta di un richiamo e una simpatica critica a tutto il Marvel Cinematic Universe. Sono infatti moltissime le occasioni nel franchise in cui gli eroi da Capitan America a Iron Man, passando per Falcon, Nick Fury e Scarlet Witch, optano per questo tipo di "travestimento" quando devono agire in incognito. Era tempo che qualcuno mettesse in dubbio la sua efficacia.

Le Wasp alternative

Il personaggio più importante introdotto in questo film è sicuramente Janet Van Dyne, alias Wasp. Si tratta di una figura davvero importante nei fumetti Marvel (è una dei fondatori dei Vendicatori) e quindi la scelta della sua interprete è stata molto curata. Tra i nomi in corsa pare ci fosse Sharon Stone, mentre Michael Douglas ha sostenuto ardentemente la candidatura della propria moglie Catherine Zeta Jones. La scelta alla fine è ricaduta su Michelle Pfeiffer, il casting dei sogni di Peyton Reed. Il regista aveva puntato l'attrice per il ruolo sin dal primo Ant-Man, tanto che per l'unica scena in cui compare Wasp (in costume, con solamente gli occhi visibili) ha voluto Hayley Lovitt, proprio in virtù della sua somiglianza con l'attrice.

Jimmy Woo non è un personaggio originale

Disney/Marvel StudiosRandall Park in Ant-Man and the Wasp

Muoversi all'interno del grande universo Marvel offre innumerevoli possibilità e così, anche i personaggi secondari possono ricollegarsi a storie editoriali lunghissime. È il caso di Jimmy Woo, agente dell'FBI interpretato da Randall Park in Ant-Man and the Wasp che, al contrario di quanto si possa pensare, non è stato creato appositamente per la pellicola. Si tratta infatti di una figura piuttosto celebre all'interno dello S.H.I.E.L.D. fumettistico che recentemente ha anche guidato in battaglia gli Agenti dell'Atlas, il team a supporto di una importante società segreta del mondo Marvel. In Ant-Man and the Wasp la sua storia non viene particolarmente approfondita, ma Woo dovrebbe tornare in WandaVision dove si potrebbe scoprire di più su di lui...

Un misterioso benefattore

Una particolarità di Ant-Man and the Wasp sta nei suoi villain. Rispetto ad altri titoli del franchise infatti, questa pellicola ha degli antagonisti dai contorni più sfumati, con Ghost e Bill Foster che alla fine del film diventano degli alleati dei protagonisti. L'unica figura effettivamente negativa è quella di Sonny Burch, un criminale che cerca in ogni modo di impossessarsi del laboratorio (e quindi della tecnologia che contiene) di Hank Pym. Quest'uomo lavora per un misterioso "benefattore", la cui identità non viene mai svelata ed è tuttora un segreto.

La verità potrebbe emergere nel futuro della saga, potenzialmente nella terza avventura solista dedicata ad Ant-Man attualmente in sviluppo. A giugno 2019 sono arrivati rumor relativi alla ricerca di un attore che interpretasse questa figura misteriosa da parte dei Marvel Studios ma attualmente non ci sono informazioni ufficiali in merito. Le teorie a riguardo si sprecano e molti fan puntano su villain di alto rilievo nei fumetti, con il Dottor Destino e Norman Osborn tra i principali candidati. Chissà se sarà davvero così...

Un costume ispirato e ispirante

Disney/Marvel StudiosMichael Douglas in Ant-Man and the Wasp

Nel climax della pellicola vediamo Hank Pym tornare a indossare un costume, per entrare in prima persona nel Regno Quantico e andare a salvare l'amata Janet. La sua divisa protettiva richiama a tratti quella indossata da Bill Foster nei fumetti, in particolare la sezione trapezoidale sul petto, in una versione più tecnologica. Allo stesso modo la si può vedere come un prototipo di quella che gli eroi indosseranno in Avengers: Endgame quando devono entrare nel Regno Quantico per poter viaggiare nel tempo. Un dettaglio interessante, che sottolinea la continuità all'interno del MCU.

È uno dei film più brevi del MCU

Ant-Man and the Wasp è uno dei pochi film del Marvel Cinematic Universe ad avere una data inferiore alle due ore (che sfiora appena appena contando i titoli di coda), nonché l'unico tra i sequel. Non si tratta di una semplice casualità, ma di una scelta ben precisa del suo regista Peyton Reed, per ragioni di tono del film e perché voleva dare un cambio di tono agli spettatori dopo Avengers: Infinity War. Nel commento della pellicola disponibile nell'edizione home video ha infatti spiegato:

Sapevo che saremmo arrivati in sala dopo Infinity War che era destinato a essere questa gigantesca, enorme avventura, ma soprattutto perché è una commedia, una action/comedy e non bisogna esagerare.

Il nome giusto

Disney/Marvel StudiosI furgoni dei protagonisti in Ant-Man and the Wasp

Nel nuovo film Scott e i suoi amici hanno abbandonato la vita da criminali e hanno aperto una nuova azienda di sicurezza, guidata da Luis. È un modo intelligente di mettere in pratica le proprie competenze al servizio del bene come cittadini onesti. Il nome della loro compagnia però tiene traccia del loro passato. L'agenzia infatti si chiama X-Con, che costituisce un'abbreviazione di "ex-convict", un termine traducibile in italiano come "ex-carcerato".

Il futuro di un'eroina

In una scena vediamo Scott Lang parlare con la propria figlia Cassie del proprio ruolo da supereroe. La piccola si propone quindi come partner per le sue avventure, dichiarandosi pronta a scendere in campo. Si tratta di un indizio piuttosto importante sul futuro della ragazza che nei fumetti effettivamente raccoglierà il testimone del padre dopo la morte di quest'ultimo, entrando nei Giovani Vendicatori con l'identità di Stature e poteri simili a quelli di Ant-Man.

Un simile destino pare la attenda anche nell'universo cinematografico. Grazie al salto temporale di cinque anni avvenuto in Avengers: Endgame infatti Cassie è attualmente un'adolescente e potrebbe quindi essere pronta a trasformarsi in Stature. Questo è solo uno dei tanti indizi lasciati nel corso degli ultimi anni dal Marvel Cinematic Universe di un futuro debutto dei Giovani Vendicatori che potrebbe avvenire proprio in Ant-Man 3 stando ad alcuni rumor.

Tecnologia portatile

Disney/Marvel StudiosIl laboratorio di Hank Pym in Ant-Man and the Wasp

Dovendosi nascondere dalla legge Hank Pym trova un'ingegnosa soluzione per avere accesso agli strumenti tecnologici di cui necessita per la missione di salvataggio di Janet Van Dyne. Sfruttando le proprie scoperte infatti riesce a ridurre le dimensioni del proprio laboratorio, rendendolo portatile quando necessario, con tanto di rotelle e maniglia, proprio come un trolley. Resterebbe il problema dell'energia elettrica, dato che può essere difficile agganciarsi alla rete rapidamente e in qualsiasi luogo, ma Pym ha trovato una soluzione anche a questo. In alcune sequenze è infatti possibile notare sullo sfondo del laboratorio delle gigantesche batterie Duracell, che lo scienziato ha ingrandito per poter avere accesso alla corrente ovunque ne abbia bisogno.

Il Progetto G.O.L.I.A. era già nel MCU (circa)

Un'altra caratteristica del Marvel Cinematic Universe è quella di porre le basi per future introduzioni in largo anticipo. Uno sviluppo lento della narrazione tramite easter egg e rapidi accenni che è stata la chiave del successo della saga. Così stupisce (e non stupisce) che il Progetto G.O.L.I.A. legato a Bill Foster e Hank Pym non è alla sua prima menzione nel franchise, o quasi. Già ai tempi di Iron Man 2 infatti Tony Stark chiedeva a Jarvis di recuperare informazioni in merito, ben otto anni prima dell'arrivo di Ant-Man and the Wasp nei cinema. Il riferimento in realtà è presente solo in una versione scartata della scena, ma resta un interessante collegamento tra due pellicole molto lontane nella cronologia del franchise.

Elihas Starr viene direttamente dai fumetti

Disney/Marvel StudiosMichael Cerveris nei panni di Elihas Starr in Ant-Man and the Wasp

Ogni occasione è buona per inserire un piccolo o grande easter egg e i Marvel Studios se ne lasciano sfuggire davvero poche. E così, al momento di introdurre un personaggio secondario come il padre di Ghost, hanno subito colto la palla al balzo. Elihas Starr infatti non è un nome qualsiasi, ma si tratta di una figura proveniente direttamente dai fumetti. Si tratta del villain Testa d'Uovo, uno dei principali avversari di Ant-Man e tanti altri eroi della Casa delle Idee. Il suo aspetto nel film è decisamente più realistico rispetto a quello dei fumetti, e nella sua breve apparizione sembra essere anche meno cattivo. Chissà se in futuro ci sarà la possibilità di scoprire di più su di lui, magari approfondendo la sua storia con Hank Pym...

Torneranno?

Il finale di Ant-Man and the Wasp è stato una grande sorpresa per gli appassionati presenti al cinema. La tradizionale scena post-credits infatti avviene in contemporanea con Avengers: Infinity War e mostra Hank, Hope e Janet restare polverizzati dallo schiocco di Thanos, mentre Scott rimane imprigionato nel Regno Quantico. Una conclusione che getta un velo oscuro sul futuro dei personaggi, in un periodo in cui i Marvel Studios continuavano a mantenere il segreto sulla possibilità di un ritorno alla vita delle vittime del Titano. 

Alla fine dei titoli di coda tutto questo viene rimarcato. Tipicamente infatti i film Marvel si concludono con una scritta che promette il ritorno futuro dei protagonisti. In questa pellicola tuttavia c'è una variazione sul tema. Poco dopo la comparsa della scritta "Ant-Man e The Wasp ritorneranno." il punto finale si trasforma in un punto interrogativo, lasciando il dubbio sul destino dei due eroi.

Cosa si prova a essere polverizzati?

Disney/Marvel StudiosScena post-credits di Ant-Man and the Wasp

Sebbene il film sia uscito alcune settimane dopo Avengers: Infinity War, la scena post-credits di Ant-Man and the Wasp è stata girata ben prima del debutto in sala dello scontro con Thanos. Questo significa che gli attori non sapevano ancora esattamente cosa sarebbe successo, né come gli effetti dello schiocco del Guanto dell'Infinito sarebbero stati resi sullo schermo. E così, hanno dovuto improvvisare con reazioni completamente diverse da quelle finali. Lo ha spiegato Evangeline Lilly in un'intervista per CBR.

Eravamo in questa posizione scomoda per cui dovevamo girare qualcosa di cui sapevamo solo l'idea base. Sapevamo che Thanos aveva schioccato le dita e che le persone stavano scomparendo, ma non sapevamo... Non avevo ancora visto Tom Holland piangere e pregare Iron Man "Per favore, per favore, non voglio andarmene, non voglio andarmene" e non avevamo visto l'emozione, il dramma o quella sorta di rabbia e dolore intorno alle ceneri quando l'abbiamo girato [...]

E così ho riso un po' quando ho visto la versione finale, perché praticamente hanno tagliato del tutto le nostre reazioni e hanno mostrato le ceneri, che ovviamente è molto più drammatico e funziona molto bene per la scena, ma è probabilmente anche dovuto al fatto che abbiamo sbagliato tutto. Nessuno sapeva quello che stavamo facendo. Credo che l'avessimo fatto sembrare un po' più una specie di ascensione al cielo più che una cosa negativa o spaventosa.

E con questa si conclude la nostra carrellata di curiosità su Ant-Man and the Wasp. Voi ne conoscete altre? Ma soprattutto cosa ne pensate di questo film e dei suoi protagonisti?

Leggi anche

      Cerca