Bud Spencer e Terence Hill: come è nata la coppia e altre curiosità

Dagli inizi di Carlo Pedersoli e Mario Girotti alla consacrazione della coppia, prima con Giuseppe Colizzi e poi con E.B. Clucher: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla nascita di un mito.

Delta / CG Entertainment Bud Spencer e Terence Hill in una scena del film Lo chiamavano Trinità...

Bud Spencer e Terence Hill sono l'unica coppia al mondo che non ha mai litigato. Troppo diversi per farlo: uno attore vero, l'altro "intruso" che al cinema ci arrivò per caso.

Ma come sono diventati due dei personaggi più amati dal pubblico italiano e mondiale? Basta rivedere il primo film della coppia, quando Carlo Pedersoli e Mario Girotti si trasformano cambiando i loro nomi, per capire ciò che sarebbe successo.

È il 1967 e Giuseppe Colizzi si inventa Dio perdona... io no!, il primo capitolo della Trilogia degli Stivali. Il western, acchiappa-pubblico sin dal titolo (suggerito in realtà dall'autista del regista), è l'atto di nascita dell'accoppiata, la partenza del mito.

Un'epopea ripercorsa in dieci tappe.

  1. Gli inizi di Terence
  2. Gli inizi di Bud
  3. L'incontro sul set di Dio perdona... io no!
  4. L'intuizione di E.B. Clucher
  5. La bugia (smentita) su Trinità
  6. Come in famiglia
  7. La fortuna dei principianti
  8. La (voluta) variazione sul tema
  9. I due record di Bud
  10. Bambino "sfida" la morte

Gli inizi di Terence

Mario Girotti ha sempre voluto fare l'attore. Secondo di tre figli, papà ternano e mamma tedesca, Terence sfrutta il sorriso e l'avvenenza sin dai primi provini negli anni Cinquanta.

Dopo piccole parti nei film di maestri come Risi e Bolognini, Maselli e Pontecorvo, frequenta l'Actors Studio e Luchino Visconti gli affida il ruolo di un garibaldino nel Gattopardo. È il set che gli fa vincere la timidezza cronica e decidere di intraprendere definitivamente la carriera di attore.

Il cambiamento definitivo, però, arriva nel 1970 con Lo chiamavano Trinità...: il primo, vero film con Bud. Terence lo racconta in una chiacchierata con Tommaso Paradiso su Vanity Fair.

Feci il primo film a 12 anni: Vacanze col gangster, regia di Dino Risi, anche per lui il primo film. Continuai a lavorare, a fare film, ma non mi piaceva. Ero timido: prima di entrare in scena il cuore arrivava a 150 battiti, spesso mi veniva la febbre. Dovevo farlo, era anche positivo per la mia famiglia. Con Bud ci fu un grande cambiamento. Quando entravo in scena con lui, mi trasformavo. Non so come, ma veniva fuori il vero me di quando ero bambino, non quello represso degli anni seguenti. I film con Bud mi hanno liberato. E penso che sia stato così anche per lui.

Gli inizi di Bud

Nuotatore e pallanuotista, esperto di lotta greco-romana e pugilato, pilota di linea e di elicottero, Carlo Pedersoli inizia la carriera nel mondo dello spettacolo per puro caso. Bud è sposato con Maria Amato, figlia di uno dei più importanti produttori del cinema italiano: Peppino Amato.

Il produttore napoletano, "vittima" degli elzeviri di Ennio Flaiano per il suo modo di parlare (raccolti nel "Catalogo Peppino Amato"), è l'uomo dietro Quattro passi tra le nuvole, Umberto D., Francesco Giullare di Dio, Don Camillo e La dolce vita.

Ebbene, Bud non chiede mai alla moglie l'aiuto del suocero. Dopo piccole comparsate da nuotatore (Quel fantasma di mio marito di Camillo Mastrocinque nel 1950) o da nerboruto (Un eroe dei nostri tempi di Mario Monicelli nel 1955, accanto ad Alberto Sordi e Giovanna Ralli), è il regista Giuseppe Colizzi a contattare Maria Amato, quando ormai il padre è morto da qualche anno.

Colizzi sta cercando una persona "di stazza" da affiancare agli altri due protagonisti del western Dio perdona... io no!. Spencer, incuriosito dal mondo del cinema, si presenta al casting: il resto è storia.

Giuseppe Pedersoli, il figlio di Bud e Maria, ha dedicato al nonno Peppino il recente documentario La verità su La dolce vita, presentato Fuori concorso alla Mostra di Venezia.

L'incontro sul set di Dio perdona... io no!

Alla fine degli anni Sessanta, Hill abbandona l'Italia per tre anni e cerca fortuna in Germania, dove gira alcuni western di coproduzione tedesco-croata.

Terence rientra nel Belpaese nel 1967 e lo chiamano all'improvviso su un set in Spagna: il film si chiama Il gatto, il cane e la volpe e l'attore deve prendere il posto di Peter Martell (alias Pietro Martellanza), che si è rotto un piede calciando accidentalmente un muro durante una lite furibonda con la sua fidanzata.

Colizzi pizzica Hill a Roma mentre è con il produttore Manolo Bolognini, il fratello di Mauro: l'attore sta girando la parodia Little Rita nel West.

Il consiglio di Bolognini all'amico è semplice:

Guarda, io c'ho questo qui, se tu gli metti un cappello nero, visto così con gli occhi azzurri, somiglia a Franco Nero.

Hill viene preso per la parte del gambler Cat "Doc" Stevens e Il gatto, il cane e la volpe diventa Dio perdona... io no!. Nel cast ci sono gli altri due "animali": Frank Wolff e un famoso nuotatore, Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer. Quel nome è un omaggio alla sua birra e al suo attore preferiti: la Budweiser e Spencer Tracy.

Le scazzottate vere e proprie, però, cominciano con I quattro dell'Ave Maria. Ma la prima scena che girano insieme quando si conoscono (e Terence ha ancora la voce di Sergio Graziani) è memorabile e il film segna l'invenzione del cazzotto a martello, il colpo che Bud ribattezza "il piccione".

L'intuizione di E.B. Clucher

Giuseppe Colizzi è il primo a credere nelle potenzialità di Bud Spencer e Terence Hill.

Girotti racconta che il regista va di persona nei cinema italiani a vedere le reazioni del pubblico in sala. Quando ci sono le scene con Bud e Terence insieme, gli spettatori si divertono un mondo.

Quando tu stai insieme a Bud, la gente prova più simpatia: ridono. Insomma, non capisco perché ma vi metto insieme!

Tuttavia, è Enzo Barboni, operatore e direttore della fotografia reduce da Django di Corbucci, a consacrare la coppia. Ossessiona i produttori con il copione di Lo chiamavano Trinità..., si dice "battuto a macchina dalla moglie su una lettera 22 verdina".

Nessuno sembra credere a quel progetto: troppo rischioso fare un western "alla Sergio Leone", ormai al tramonto in Italia, con quelle battute strane e quelle situazioni comiche surreali che ribaltano i cliché del genere.

È Italo Zingarelli a puntare sulla formula "western più cazzotti uguale risate". Spencer e Hill si candidano e Barboni li preferisce a George Eastman (ovvero Luigi Montefiori) e Peter Martell.

Quando girano, tengono sempre a mente l'interminabile scazzottata di Sette spose per sette fratelli. A distanza di anni, Hill continua a definire Trinità "un'esperienza totalmente spontanea e inconscia".

La bugia (smentita) su Trinità

Molti sostengono che Barboni fu spiazzato dall'incredibile successo di Trinità, diventato uno dei maggiori incassi della storia del cinema italiano. A mettere in giro quest'indiscrezione è lo stesso Terence Hill in un articolo apparso sull'Unità nel 1985.

Marco Tullio Barboni, figlio di Enzo e aiuto regista sul set di Trinità, ha smentito questa versione dei fatti in un'intervista concessa a Tiscali Spettacoli.

Basta bugie su mio padre e sul suo modo di lavorare. Far passare la versione secondo cui volesse girare una pellicola drammatica e si fosse ritrovato con un film comico, gli fa fare la figura dello stupido. Tra l'altro Terence ha smentito più volte quanto riportato in quell'articolo.

Marco Tullio aggiunge che all'epoca, quando il padre e i suoi collaboratori visionavano i giornalieri, si sbellicavano dal ridere.

Ogni volta erano grandi risate. Lo sapevano eccome quel che stavano facendo.

Come in famiglia

In un'altra intervista concessa al Foglio, Barboni rievoca i ricordi di quel set: l'atmosfera che ha vissuto durante i ciak di Trinità "non l'ho più trovata".

Le famiglie della troupe si riunivano la domenica nella valle dei mormoni, che era effettivamente bellissima. Sta sulla Roma-L'Aquila.

Già, perché le location del film non sono quelle desertiche dell'Almeria: Trinità e il sequel sono stati girati nei dintorni di Roma, dalla Magliana a Camposecco e Monte Gelato, perché si cercava di risparmiare sugli spostamenti.

Clucher e Spencer avevano una cosa in comune: l'amore per il buon cibo. Sui loro set "si mangiava alla grande" e l'unico benefit che Bud chiedeva alla produzione era una cuoca personale. Sono epiche e leggendarie le loro spaghettate.

Il figlio di Enzo ammette che in un clima così, Bud e Terence non avrebbero mai potuto litigare.

Erano tropo diversi: un tedesco e un napoletano.

La fortuna dei principianti

Nel febbraio del 2007, Bud racconta in un'intervista al mensile di cinema Hotdog che il successo raccolto dai loro film si deve anche ad un po' di buona sorte.

Noi siamo partiti con un protagonista, Terence, bello e con gli occhi celesti, perché i protagonisti erano i belli, come Giuliano Gemma e Franco Nero. Poi sono arrivato io: brutto, grosso, buono e un po' meno intelligente di lui. Subivo delle cose in cui la gente si identificava. Chi è che non avrebbe voglia di dare una lezione al capoufficio? Guardando me pensava di poterlo fare.

La (voluta) variazione sul tema

Il successo di Lo chiamavano Trinità... e del sequel ...continuavano a chiamarlo Trinità induce Clucher e Zingarelli a spingere per un terzo capitolo della saga.

Spencer e Hill, però, non sono d'accordo. Non vogliono inflazionare il genere e nel 1972 tornano a lavorare con Colizzi per ...più forte ragazzi!, un'altra commedia campione d'incassi che sancisce anche l'inizio della collaborazione con gli Oliver Onions, i compositori Guido e Maurizio De Angelis.

Nonostante i distributori volessero che Bud e Terence girassero due o tre film all'anno, la coppia centellina le apparizioni. "Se vogliamo durare, non possiamo bruciarci", è il loro motto.

Così gli attori si dedicano ai film "solisti" quando non lavorano insieme e il pubblico deve attendere altri due anni per l'ennesimo cult: ...altrimenti ci arrabbiamo!.

I due record di Bud

Bud Spencer vanta due curiosi primati: è stato il primo nuotatore italiano ad infrangere il muro del minuto nei cento metri stile libero, la sua specialità, ed è finito al primo posto nella classifica stilata nel 1999 dal Time Magazine fra gli attori italiani più famosi al mondo.

Spencer l'ha rivelato nel libro Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, autobiografia scritta per Aliberti Editore con Lorenzo De Luca, già sceneggiatore delle serie Detective Extralarge, Noi siamo angeli e I delitti del cuoco.

Nel 2011 Bud ha pubblicato la seconda parte della sua biografia espressamente per il mercato tedesco: Bud Spencer. In achtzig Jahren um die Welt: Der zweite Teil meiner Autobiografie.

Il suo terzo ed ultimo libro, uscito prima della sua scomparsa avvenuta il 27 giugno 2016 a 86 anni, è Mangio ergo sum, nato dalla passione per il cibo e per la filosofia.

Il romanzo è un dialogo con filosofi come Platone, Aristotele, Cartesio e Kant "per fare sorridere e ragionare insieme" i lettori. La prefazione è dell'amico Luciano De Crescenzo: i due erano nati nello stesso palazzo e frequentarono insieme le scuole elementari.

Mangio ergo sum Il terzo e ultimo libro di Bud Spencer
Mangio ergo sum

Il terzo e ultimo libro di Bud Spencer

€ 11,44

Bambino sfida la morte

C'è un'intervista a Bud Spencer davvero commovente a rileggerla oggi. È il novembre del 2014, Bud ha da poco compiuto 85 anni. Nicole Cavazzuti lo intervista per Il Messaggero e gli domanda se ha paura della morte. Ecco la sua risposta.

Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell'attesa e nel timore. Una canzone che racchiude bene la mia filosofia: Futtetenne, ovvero fregatene. E ridici su.

È proprio per questo che quando Bud se n'è andato, poco meno di un anno dopo, sui social si è letto soprattutto "Grazie Bud" e non un semplice condoglianze.

  • La coppia Spencer e Hill nasce nel 1967 con il film Dio perdona... io no! di Giuseppe Colizzi, il primo dei tre spaghetti-western (la cosiddetta Trilogia degli Stivali) diretti da Colizzi: i successivi sono I quattro dell'Ave Maria (1968) e La collina degli stivali (1969). Ufficialmente, però, è Lo chiamavano Trinità... di E.B. Clucher, prodotto da Italo Zingarelli, a sancire la genesi del mito.

    I due attori, in realtà, si erano già incrociati anni prima senza mai condividere una sequenza: Girotti, che aveva esordito con Dino Risi nel 1951 nella commedia Vacanze col gangster, e Pedersoli, all'epoca reduce dalle gare nazionali e internazionali di nuoto in vista delle Olimpiadi di Roma del 1960, recitano in scene separate nel film storico Annibale diretto nel 1959 da Carlo Ludovico Bragaglia ed Edgar G. Ulmer.

  • Spencer e Hill hanno fatto coppia dal 1967 al 1985 e ancora per una volta nel 1994. L'ultimo film che hanno girato insieme è proprio del 1994: il western comico Botte di Natale, diretto dallo stesso Terence su sceneggiatura del figlio Jess.

    Ad entrambi è stato assegnato il David di Donatello per la carriera nel 2010: a "sponsorizzare" il riconoscimento ai due, visibilmente commossi durante la cerimonia di premiazione condotta da Tullio Solenghi, fu Ermanno Olmi, che aveva diretto Bud in Cantando dietro i paraventi e avrebbe voluto rimettere insieme la coppia per un Don Chisciotte mai realizzato.

    "Cari Bud e Terence – scrisse il regista bergamasco nella lettera di motivazioni – è da un bel po' di tempo che ho in mente di scrivervi una lettera di scuse. Quando ero giovanotto, tanti anni fa, mi volevo convincere che il cinema doveva essere soprattutto quello che già allora veniva classificato con asterischi e palline, distinguendo tra cinema di qualità, una sciocca definizione, e l'altro cinema cosiddetto di consumo.

    Mi pare stupidamente presuntuoso. Adesso, giunta quell'età dove si può sostare quietamente sulla sponda del buonsenso, mi sono fatto l'idea che a salvare il mondo non sarà soltanto la cultura e neppure la bellezza che pure è una piacevolissima opportunità, ma che potremo davvero scampare al declino di civiltà se sapremo praticare la strada maestra della gioia.

    Gioia come condivisione di sentimenti di pace, poiché una bella, raffinata e onesta risata è anch'essa a pieno titolo opera d'arte, che fa bene allo spirito, alla cultura e anche alla salute. Sono felice di vedere assegnare il David di Donatello alla carriera 2010 a Bud Spencer e Terence Hill, magnifici attori e amabilissimi galantuomini, indimenticabili eroi di tante fantastiche avventure di giocosa ironia e sano divertimento. Resteranno sempre nel nostro affetto e nella storia di un cinema di qualità senza asterischi".

  • Senza considerare Annibale del 1959 e l'avventuroso Il corsaro nero (1971) di Vincent Thomas (pseudonimo di Lorenzo Gicca Palli), in cui Hill è protagonista e Spencer ha soltanto un ruolo minore, la coppia ha girato insieme 16 film:

    1. Dio perdona... io no! (1967)
    2. I quattro dell'Ave Maria (1968)
    3. La collina degli stivali (1969)
    4. Lo chiamavano Trinità... (1970)
    5. ...continuavano a chiamarlo Trinità (1971)
    6. ...più forte ragazzi! (1972)
    7. ...altrimenti ci arrabbiamo! (1974)
    8. Porgi l'altra guancia (1974)
    9. I due superpiedi quasi piatti (1977)
    10. Pari e dispari (1978)
    11. Io sto con gli ippopotami (1979)
    12. Chi trova un amico trova un tesoro (1981)
    13. Nati con la camicia (1983)
    14. Non c'è due senza quattro (1984)
    15. Miami Supercops - I poliziotti dell'ottava strada (1985)
    16. Botte di Natale (1994)

Leggi anche

      Cerca