Inchiostro contro piombo: cosa sappiamo finora della fiction con Claudio Santamaria

Nell'ottobre del 1958, un gruppo di coraggiosi e appassionati giornalisti realizza la prima inchiesta sulla mafia mai pubblicata in Italia: è questa la storia di Inchiostro contro piombo, l'attesissima serie che debutterà nel 2021 su Canale 5.

Indiana Production/SND/SquareOne Un primo piano dei protagonisti della serie Inchiostro contro piombo

L'Ora è stato il giornale siciliano che dagli anni Cinquanta agli anni Settanta si è battuto in prima linea contro la mafia.

La storia di quell'incredibile esperienza di giornalismo coraggioso e incorruttibile, appassionato e scrupoloso, ora diventa Inchiostro contro piombo, fiction Mediaset in dieci episodi prodotta da Indiana Production con i tedeschi di SquareOne Productions e la società francese SND (Groupe M6).

Parlare di mafia e libera informazione in televisione non è semplice, ma Inchiostro contro piombo punta a distinguersi per la capacità di raccontare in maniera epica e spettacolare una realtà pericolosissima, facendo vedere soprattutto gli effetti più cruenti che produce e sottolineando il valore di chi ha cercato di portare a galla la verità ad ogni costo.

La trama

Inchiostro contro piombo ricostruisce la storia vera del quotidiano L'Ora, la testata fondata nel 1900 dall'imprenditore Ignazio Florio e che nel 1904 aveva avuto come direttore Edoardo Scarfoglio.

La serie è ambientata nell'arco di tempo che va dal 1954 al 1958, l'anno della prima inchiesta sulla mafia mai pubblicata su un giornale.

All'epoca, l'editore Amerigo Terenzi ha affidato la direzione del quotidiano a Vittorio Nisticò, calabrese e siciliano di elezione classe 1919.

Nisticò, reduce dall'esperienza romana di Paese Sera, imprime una svolta al giornale: fa concorrenza al Giornale di Sicilia coprendo eventi dolorosi e scioccanti legati alle gesta criminali dei Greco e dei Torretta, di Giovanni Bontate, Gaetano Badalamenti e Nino e Ignazio Salvo e affidandosi a cronisti di razza come Marcello Cimino, Felice Chilanti, Giuliana Saladino, Mario Farinella e Nino Sorgi.

La prima inchiesta contro "Cosa nostra" arriva a metà ottobre del 1958: L'Ora sbatte in prima pagina la foto di Luciano Liggio detto "Lucianeddu", il futuro boss di Corleone. Sotto la foto c'è un titolo a nove colonne, composto da una sola parola: "Pericoloso".

Il reportage sottolinea lo sviluppo del malaffare economico della Sicilia, crocevia di spaccio di droga, racket, traffico di armi e collusioni con le più alte cariche politiche. La mafia non resta a guardare. Alle 4:52 di domenica 19 ottobre 1958, la tipografia che manda in stampa il quotidiano subisce un terribile attentato: quattro chili di tritolo esplodono in quell'angolo di Palermo tra piazza Massimo e piazza Politeama.

L'Ora diventa il simbolo del giornalismo investigativo: i cronisti vengono chiamati "biondini", apprendisti, e Nisticò diventa "lo stregone". Successivamente Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato pagano addirittura con la vita gli articoli pubblicati sul quotidiano.

Cristina, "suicidato" come Peppino Impastato, è il primo giornalista ucciso dalla mafia, anche se il suo caso venne archiviato come suicidio. De Mauro viene rapito e ammazzato e il suo corpo mai più ritrovato. Spampinato è fatto fuori da terroristi di estrema destra per le inchieste che conduce sulle attività neofasciste nel Ragusano.

Nisticò lascia L'Ora nel 1975 e rientra tre anni dopo, nel 1978, per presiedere la cooperativa costituita dai suoi ex redattori per salvare il giornale dalla chiusura. Il giornalista è scomparso nel 2009 all'età di 89 anni: ha ricordato in prima persona l'esperienza siciliana del quotidiano nel libro Accadeva in Sicilia. Gli anni ruggenti dell'Ora di Palermo, ripubblicato da Sellerio con il titolo L'Ora dei ricordi.

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Il cast

Claudio Santamaria è il leggendario direttore de L'Ora Vittorio Nisticò, l'uomo che dagli anni Cinquanta ai Settanta ha combattuto una grande battaglia mediatica contro la mafia.

L'attore, in un'intervista alla rivista Amica, descrive Nisticò con queste parole.

Prese un quotidiano che usciva il pomeriggio, in tiratura limitata, e lo trasformò nel più venduto della città. Il primo a parlare di mafia e a mettere in prima pagina le foto dei mafiosi. Una storia vera, e avvincente.

Nel resto del cast troveremo diversi attori italiani molto noti al pubblico televisivo.

  • Bruno Di Chiara
  • Maurizio Lombardi
  • Francesco Colella
  • Giovanni Alfieri
  • Silvia D'Amico
  • Lino Musella
  • Selene Caramazza
  • Giuseppe Tantillo

I creatori e i registi

A curare le sceneggiature della serie sono Claudio Fava, Riccardo Degni e Ezio Abbate. Quest'ultimo è uno dei creatori di Curon e Suburra - La serie.

Giornalista, politico e presidente della commissione regionale Antimafia, Fava coltiva il progetto di Inchiostro contro piombo da diversi anni. In un'intervista al sito Buttanissima, definisce l'esperienza de L'Ora "una delle più straordinarie sfide giornalistiche che ha conosciuto il mondo nel dopoguerra".

La forza civile e professionale di un direttore come Nisticò e la passione e il rigore professionale del suo equipaggio, hanno reso quella de L'Ora una storia inimitabile. Per uno come me, che è stato giornalista in Sicilia negli anni successivi, era la redazione che tutti sognavano di frequentare.

Fava ha rispedito al mittente le polemiche sollevate da un gruppo di ex redattori del giornale, capitanato da Marcello Sorgi, che prima ancora di vederla ha bollato la fiction come piena di "riferimenti storici confusi e stravolti" e di "singoli protagonisti ridicolizzati". Questa valutazione, secondo Fava, è "frettolosa, distratta e non serena".

Chiunque vedrà questa serie, se ha voglia di fare il giornalista, dirà 'Io voglio diventare come questi'. Altro che ridicolizzare. C'è un'epica umana, civile, morale e professionale che io considero eccezionale.

La regia dei dieci episodi, girati tra Palermo e Roma, è stata affidata a Piero Messina, Ciro D'Emilio e Stefano Lorenzi.

Messina è stato assistente di Paolo Sorrentino e ha debuttato con il film L'attesa. D'Emilio ha esordito al cinema con Un giorno all'improvviso, film che ha fruttato ad Anna Foglietta il Nastro d'Argento e una candidatura ai David di Donatello. Lorenzi arriva dal documentario e nel 2015 ha realizzato I calcianti, discusso film dedicato al calcio storico fiorentino.

I produttori di Inchiostro contro piombo sono Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Daniel Campos Pavoncelli e Marco Cohen con Al Munteanu e Thierry Desmichelle.

Il sito Deadline rivela che saranno proprio SND e SquareOne ad occuparsi delle vendite nel mondo: il titolo internazionale è Ink Against Bullets.

  • Inchiostro contro piombo non ha ancora una data d'uscita precisa perché le riprese sono state bloccate durante il lockdown e sono ricominciate soltanto mesi dopo. A questo punto, è lecito pensare che la serie andrà in onda direttamente nel 2021.

  • Inchiostro contro piombo è composta da 10 puntate. Con tutta probabilità la serie verrà trasmessa in 5 prime serate da due puntate a serata.

  • Inchiostro contro piombo verrà trasmesso in prima serata su Canale 5.

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