Primo amore: il film di Garrone ispirato a Il Cacciatore di Anoressiche

Primo amore, il secondo lungometraggio di finzione di Matteo Garrone, racconta una storia di ossessione e amore malsano ispirato ad una storia di cronaca nera.

Fandango Immagine tratta da Primo amore

Matteo Garrone ha fatto di personaggi perversi e estremamente umani la sua cifra stilistica narrativa. Il regista romano, pluripremiato in tutto il mondo, può annoverare nella sua filmografia opere di successo come Gomorra, Il racconto dei racconti, Dogman e il più recente Pinocchio. Ma prima ancora del grande successo che l'ha fatto conoscere al pubblico, Garrone ha esplorato piccole storie di ossessioni e deviazione, tra cui spicca Primo amore (2004), tratto dal romanzo Il Cacciatore di Anoressiche.

La turbolenta storia d'amore tra un uomo ossessionato dalla magrezza femminile e una donna disposta a tutto per amore, è stato un grande successo per Garrone, che dopo L'imbalsamatore (2003) ha cominciato a farsi notare sempre di più dalla critica. Il film, presentato al Festival di Berlino nel 2004, vinse per la miglior colonna sonora del gruppo Banda Osiris e venne candidato a ben 5 David di Donatello.

Nei panni dei protagonisti troviamo lo scrittore vicentino Vitaliano Trevisan, al suo esordio come attore e collaboratore della sceneggiatura con Garrone. Nei panni di Sonia, invece, c'è Michela Cescon, che con Primo amore vinse il Globo d'oro come miglior attrice da parte di una giuria di giornalisti.

Ma entriamo nei dettagli. Ecco tutto quello che c'è da sapere su Primo amore e il romanzo da cui è tratto:

Trama di Primo amore

Grazie ad un annuncio per cuori solitari, Vittorio incontra Sonia. Si piacciono, ma non sono sicuri che tra loro possa nascere una relazione sana. Dopotutto, Vittorio è ossessionato, nonché attratto, dalla magrezza estrema dei corpi femminili, che cerca di elaborare nelle sedute di analisi. Ma Sonia comincia a provare per l'uomo sentimenti sempre più forti che la porteranno a scegliere, per amore, di dimagrire per lui.

La storia d'amore tra Vittorio e Sonia comincia, così, sulla base della perversione di lui, che nel corso della storia porterà non solo ad un deterioramento del loro rapporto, ma anche a quello del corpo di lei. L'eccessiva magrezza a cui Vittorio sottopone Sonia crea enormi disagi alla donna, sia nella vita pubblica che privata. E, come tutte le storie che cominciano nel peggiore dei modi, quella tra i due non può che prendere, prima o poi, una piega sinistra.

Il libro: Il Cacciatore di Anoressiche

TEMPI E SOCIETÀ Il cacciatore di anoressiche
TEMPI E SOCIETÀ

Il cacciatore di anoressiche

13,00 €

Come molte delle storie portate al cinema da Garrone, anche Primo amore parte da un materiale preesistente. In questo caso, si tratta del romanzo del 1997 scritto da Marco Mariolini, Il Cacciatore di Anoressiche. Edito dalla casa editrice Edicom, il libro racconta la storia dello stesso autore, Mariolini, che descrive la sua ricerca sessuale di donne che fossero estremamente magre e, in particolare, il tentativo di trasformare la compagna Monica in una donna più magra di quello che già era, quindi al limite della sopravvivenza.

Il Cacciatore di Anoressiche, dunque, è un'autobiografia dell'ossessione e del desiderio malato di un uomo che racconta il suo rapporto travagliato con una donna che vuole ridurre all'anoressia più acuta.

Differenze tra film e libro

FandangoPrimo amore di Matteo Garrone
I protagonisti di Primo amore

Le differenze tra la trasposizione di Garrone e la tragica vicenda di Mariolini, in realtà, sono molteplici. Il regista ha scelto innanzitutto di cambiare i nomi per poter restituire un'immagine più personale dei protagonisti, ma soprattutto, ha cambiato un dettaglio importante della storia. Nel finale del film, la relazione tra Vittorio e Sonia degenera a tal punto che la donna, per ribellarsi, tenta di uccidere l'uomo non riuscendoci. La storia si ferma con il carcere per il tentato omicidio.

Ma nel libro di Mariolini, il protagonista-autore racconta l'omicidio della compagna che ha tentato di ribellarsi alla sua dittatura sul corpo, cosa che non avviene nel lungometraggio di Garrone. 

Questa scelta, nel 1997, è tragicamente profetica rispetto a ciò che avverrà un anno dopo: Mariolini, infatti, ha davvero ucciso la sua Monica ed è attualmente in carcere per scontare la pena. Una vera tragedia senza precedenti.

E voi, avete visto Primo amore di Matteo Garrone?

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