Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata: trama, spiegazione e finale del film

Zentropa Entertainments Paziente 64: una scena del film

Un'isola il cui nome bastava a terrorizzare le figlie della Danimarca. Un passato oscuro. Un crimine perpetrato per decenni: ecco gli ingredienti del film Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata, con trama, finale e spiegazione.

Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata è un film del 2018 diretto da Christoffer Boe (Beast, Allegro) e tratto romanzo Journal 64 di Jussi Adler-Olsen.

Ambientata in Danimarca fra l'inizio degli anni '60 e il 2006, la storia ruota attorno alla famigerata isola di Sprogø, al largo di Copenhagen. L'isola ospita una struttura per ragazze "indesiderate", allontanate dalle famiglie perché problematiche - spesso incinte e costrette ad abortire dal medico della struttura, oppure con inclinazioni omosessuali che i genitori e i medici ritenevano da estirpare, come una malattia.

La struttura sull'isola in cui è ambientata la narrazione esisteva veramente: fu attiva dal 1922 e il 1961, e si trattava di un vero e proprio centro d'internamento per giovani donne indesiderate dalla società - a cominciare dai loro genitori - per i loro comportamenti giudicati trasgressivi o asociali. Venivano maltrattate, segregate e punite severamente, anche con interventi invasivi come l'aborto e la sterilizzazione.

Lo scrittore Jussi Adler-Olsen si è ispirato ai crimini perpetrati nella struttura per il quarto capitolo della sua saga letteraria che vede protagonista l'ispettore Carl Mørck, il poliziotto di Copenhagen che guida le indagini nel film Paziente 64.

La trama di Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata

1961, Danimarca. La giovane Nete (Fanny Bornedal) è innamorata del cugino, da cui aspetta un bambino. Il padre li sorprende insieme e trascina via la ragazza. Nete viene imbarcata, presa in custodia da un'infermiera, Gitte (Luise Skov), verso l'isola di Sprogø.

45 anni dopo, una ragazza più o meno della stessa età di Nete, Nour (Amanda Radeljak) si sottopone in forma anonima a un aborto. Il detective di Copenhagen Carl Mørck (Nikolaj Lie Kaas) viene a sapere del ritrovamento di tre cadaveri mummificati, rivenuti in una stanza murata durante dei lavori di ristrutturazione di una vecchia casa, e decide di soffiare il caso al collega che ne era stato incaricato.

Insieme al suo partner, il detective Assad (Fares Fares), scopre che oltre ai corpi ci sono dei macabri reperti: organi riproduttivi maschili e femminili conservati in barattolo. Uno dei corpi identificati è quello di Nete, morta a 60 anni dopo un'inaudita agonia: un delitto pianificato, crudele, macabro.

Nete era scomparsa un anno prima, nel 2005, e sottoposta all'intossicazione tramite giusquiamo nero, l'erba tossica conosciuta come la pianta delle streghe. Carl e Assad rintracciano la morte dell'uomo ritrovato mummificato, un avvocato, di cui lei aveva denunciato la fuga con l'amante 12 anni prima.

Il terzo cadavere è quello di Rita (Clara Rosager), la violenta e crudele compagna di stanza di Nete sull'isola. La ragazza che abusava di lei.

Carl e Assad cercano Gitte, collocata sulla scene del crimine e attualmente residente in Spagna... ma la donna non si trova.

Zentropa EntertainmentsPaziente 64: una scena del film
Paziente 64: una scena dal film del 2018

Curt Wad (Elliott Crosset Hove) era sotto processo per l'accusa di una ragazza, che l'aveva denunciato dopo la chiusura di Sprogø per averla sterilizata senza il suo consenso. L'uomo ritrovato cadavere insieme a Nete e Rita era il suo avvocato. Il dottor Wad è titolare di una delle più rinomate cliniche della fertilità danesi, un uomo molto conosciuto e stimato.

Intanto Assad, scopre che Nour, la sua vicina, ha abortito e mantiene il segreto per non far adirare il padre della ragazza. Ma poi la coinvolge quando Brandt svela a lui e a Carl che ancora oggi il dottor Wad sterilizza a loro insaputa le pazienti della sua clinica, quando si tratta di ragazze di origini straniere. Sottoposta a una visita su consiglio di Assad, Nour scopre di aver subito un'isterectomia totale.

Brandt chiama Rose affermando di avere informazioni preziose sull'organizzazione di Wad, che è molto più potente e ramificata del previsto, ma quando la poliziotta arriva trova Brandt già morto, e viene a sua volta aggredita ma riesce a cavarsela. Carl e Assad sono oggetto di un agguato ma sopravvivono. Nour torna alla clinica per recriminare su quanto le è accaduto ma la moglie di Wad la attira in una trappola.

Il finale di Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata

Il colpo di scena inaugura la parte conclusiva del film: Gitte Charles è in realtà Nete, autrice del triplice delitto e latitante sotto falsa identità. L'identità di Gitte.

Carl riesce a rintracciarla e si fa raccontare la sua storia: dopo la chiusura di Sprogø, non poteva più dare una famiglia al ragazzo che amava. Era destinata alla solitudine e al dolore. Non avrebbe mai avuto una famiglia e così, dopo che il dottor Wad venne assolto dalle accuse, decise che era il momento di vendicarsi.

Drogando Carl per renderlo inoffensivo, ma non tanto da ucciderlo, con lo stesso giusquiamo nero usato per uccidere, Nete racconta di non aver ucciso anche Curt Wad, dopo il triplice delitto, perché il cugino, dopo anni per mare in solitudine, l'aveva ritrovata e le aveva chiesto di rivederla.

Nete, compreso che il cugino l'avrebbe voluta anche senza dei figli, aveva deciso di vivere la sua vita con il suo unico amore senza sprecare nemmeno un altro istante.

Mentre Carl resta seduto, incapace di reagire, Nete sparge le ceneri dell'amato in mare: i due si trovano su un traghetto, dove Rose raggiunge telefonicamente Carl per dirgli che Nour è in pericolo, alla clinica, e che lo è anche Assad.

Carl arriva appena in tempo per impedire che il suo collega corrotto, al soldo di Wad, lo fermi dal salvare Nour, in procinto di essere assassinata. Per Assad però è tardi: gli hanno già sparato. In ospedale, Assad lotta fra la vita e la morte mentre l'organizzazione di Wad viene smantellata. Assad si sveglia e Nete resta libera.

Zentropa EntertainmentsPaziente 64: Carl e Assad
Paziente 64: Carl e Assad nel film

La spiegazione di Paziente 64: la denuncia del passato e il richiamo al nazismo

Il titolo del romanzo e del film fa riferimento a Nete: il paziente numero 64 era lei. La ragazza che il padre stesso aveva consegnato alle mostruose mani del dottor Curt Wad, e agli orrori dell'isola di Sprogø.

L'isola ospitava realmente la struttura al centro della trama, uno dei molti luoghi in cui, in un passato non lontano, le donne venivano rinchiuse quando "creavano problemi".

La storia è piena di luoghi simili, sparsi in tutto il mondo. Gravidanze al di fuori (ma non solo) del matrimonio, malattie mentali, omosessualità o semplice ribellione giovanile: tutto, quando si trattava di una donna, rappresentava un valido motivo per rinchiuderla in un inferno in terra e gettare la chiave.

Le violenze, gli stupri, le misure punitive - fisiche e psicologiche - e i cosiddetti percorsi rieducativi: tutto ciò che Paziente 64 ci racconta nel suo film, in certe sequenze davvero cruento, è fondato su fatti avvenuti. Se non solo a Sprogø, certamente nel resto del mondo.

Ma c'è anche un altro forte richiamo al passato: gli interventi che il dottor Wad continua a eseguire arbitrariamente - e a insaputa delle pazienti - nella Danimarca contemporanea ricordano la tristemente nota "selezione della razza" che compariva fra gli spregevoli ideali della filosofia nazista.

Una volta erano gli ebrei, oggi sono gli immigrati: Paziente 64 non fa giri di parole per ricordarci che il passato è sempre in agguato e che la storia ha la drammatica tendenza a ripetersi.

La delirante teoria evolutiva del dottor Wad, e l'omicidio di Assad da parte del poliziotto corrotto che sosterrà la sua versione, fanno riferimento a un mondo che non esiste più. In mondo in cui, è vero, ci si adattava al luogo di nascita, ma in cui era anche difficile, se non impossibile, spostarsi e scegliere dove vivere.

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Il romanzo e il film spiegano il grande spazio di manovra di Wad tramite i legami col deep state, mentre nella realtà il passato dell'isola di Sprogø si legherebbe al cosiddetto "piano danese", che avrebbe previsto una selezione della razza tramite i fatti di Sprogø.

Ma non ci sono prove evidenti del piano danese, solamente le tracce di crimini compiuti contro donne che non rispondevano ai canoni pretesi dalla società, e che non si voleva che avessero figli affetti dalle loro stesse "tare genetiche", come le consideravano i medici di allora.

Si trattava infatti spesso di ragazze povere, o dal basso quoziente intellettivo, che per comodità delle famiglie venivano rinchiuse a Sprogø per non essere più un problema...

E che la Danimarca dell'epoca preferiva tenere lontane dagli occhi, dimenticandole in un luogo oscuro.

  • La storia del film Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata è ispirata ai veri fatti avvenuti sull'isola danese di Sprogø dove, fra il 1923 e il 1961, la struttura mostrata nel film - realmente esistita - veniva usata per rinchiudere giovani donne indesiderate dalle famiglie per i loro comportamenti giudicati ribelli, per i loro atteggiamenti di libertà sessuale o per le loro inclinazioni.

  • Il film Paziente 64 - Il giallo dell'isola dimenticata è tratto dal libro dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen: Paziente 64 (I casi della Sezione Q). Appartiene alla saga letteraria che ha per protagonista l'ispettore di polizia di Copenhagen protagonista anche del film, Carl Mørck.

  • La saga di Jussi Adler-Olsen dedicata a I casi della Sezione Q, con protagonista l'ispettore di polizia di Copenhagen Carl Mørck, conta 8 capitoli.

    I titoli dei libri sono:

    1. La donna in gabbia
    2. Battuta di caccia
    3. Il messaggio nella bottiglia
    4. Paziente 64
    5. L'effetto farfalla
    6. La promessa
    7. Selfie
    8. Vittima numero 2117

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