The Third Day: il finale spiegato e tutte le domande irrisolte

HBO The Third Day: la spiegazione del finale e il significato dell'isola

Un viaggio di sola andata per tutti i misteri nascosti sull'isola di Osea, un luogo magico e che i suoi abitanti definiscono come "l'anima del mondo".

The Third Day non è solo una serie TV, ma anche un vero e proprio esperimento attuato da gli ideatori Felix Barrett e Dennis Kelly e da HBO. La serie mostra l'arrivo di Sam (Jude Law) e Helen (Naomie Harris) sull'isola di Osea in due momenti diversi della vita. L'isola però non è un normale pezzo di terra in mezzo al fiume, ma viene considerato dagli abitanti del luogo come qualcosa di mistico.

Nel corso dei 6 episodi che compongono la serie TV - divisa in 3 blocchi: inverno, autunno ed estate - sono tante le domande che sorgono sul vero significato del viaggio di Sam e soprattutto sull'affidabilità del suo racconto.

INDICE

Cosa succede nell'ultimo episodio?

HBOThe Third Day il finale della serie TV

L'episodio si apre con i due protagonisti, Sam e Helen, che si incontrano per la prima volta dopo diversi mesi. Sono in piedi sul molo con l'estuario del fiume Blackwater alle spalle. Sam sembra essere diventato il capo del culto dell'isola, vestito da santone e con i capelli lunghi. Helen fatica persino a riconoscerlo, ma Sam ha per lei una notizia straordinaria: Nathan, il figlio che hanno perduto anni prima è vivo e la aspetta sull'isola nella Casa Grande. Helen non ci crede e sa benissimo che suo figlio, purtroppo, è morto da tempo. Spinta dalla sicurezza di Sam decide però di seguirlo sull'isola, insieme alle figlie Talulah e Ellie e scoprire la verità.

Il bambino con i capelli ricci che Sam gli presenta non è Nathan anche perché è piccolo e se Nathan fosse ancora vivo dovrebbe avere 16 anni. "Questo è un altro ragazzo in tutto" gli dice Helen "Cristo! Non è nemmeno dello stesso colore!". Helen è convinta che Sam sia divorato dal dolore e e vuole semplicemente sapere che fine hanno fatto le 40.000 sterline che ha rubato e andarsene da quel luogo. Intanto, sempre sull'isola, procede la battaglia per il predominio e Jess si prepara a conquistare il luogo per la sua neonata figlia (che chiama Epona) con l'aiuto di Jason e Larry.

Arrivano alla Casa Grande e Jason uccide il signor Martin con un'enorme ascia e anche la signora Martin viene drogata e annegata. I protagonisti riescono a fuggire e alla fine è proprio Sam che abbraccia il suo lato oscuro e uccide Jason, salvando Ellie, e spara anche a Larry.

Sam rimane a Osea con quello che considera Nathan, mentre Helen lascia l'isola con le loro due figlie. Capisce che non può attendere che la strada emerga nuovamente dall'acqua e così mette le figlie su una barca Ellie e Talulah insieme al pacchetto di soldi che Sam le ha restituito. Poi spinge la barca rimanendo nell'acqua gelida fino all'altra costa. La serie si chiude su Ellie e Talulah che si rannicchiano contro la madre per riscaldarla mentre arriva il mattino.

La spiegazione del finale

HBOThe Third Day i misteri irrisolti

Spiegare The Third Day non è un'impresa semplice perché i significati sono molti e si perdono tra quelli più tangibili e quelli simbolici. La serie TV parla essenzialmente dei tentativi molto differenti di due genitori di affrontare la morte del figlio. Un evento traumatico vissuto in modo differente dai protagonisti: da una parte Sam che non accetta la perdita e che parte per una folle ricerca di verità e vendetta, finendo per credere alle teorie, a tratti mistiche, degli isolani. Una ricerca che alla fine della serie lo divorerà uccidendo l'uomo che era e facendolo rinascere come padre del culto di Osea.

Helen invece è più pragmatica, è andata avanti, sa che non può perdersi nel dolore perché ha due figlie da crescere. Deve dimostrarsi forte per loro e anche per il marito che sta lentamente andando in pezzi. Anche se essere dura come la "pietra", come spesso viene definita da Ellie, è difficile e doloroso proprio come il cammino intrapreso da Sam.

Molte cose rimangono sospese, irrisolte, e forse e proprio il bello di questa serie. Lo spettatore però ha bisogno di sapere la verità e quindi la serie ne suggerisce una quando la signora Martin rivela a Helen che Goltan ha effettivamente rapito Nathan per volere degli isolani, ma il ragazzo è morto prima di poter arrivare dai Martin. Una verità che Helen non cercava, ma che ha comunque trovato. Una soluzione che Sam rifiuta perché il suo Nathan è ancora lì vivo e vegeto. Anche se quel bambino è in realtà il figlio del precedente capo del culto di Osea e una ragazza che forse potrebbe essere stata Epona.

Una storia di morte, di culti assurdi che rapiscono bambini e li sacrificano. Una vera follia, specie per qualcuno come Helen che ha smesso di credere ma, se fosse vero? A volte c'è bisogno di un atto di fede ed è quello che sceglie di fare Sam. Crede che l'isola sia magica e gli abbia restituito Nathan, bloccata nel tempo a quando è scomparso e per questo ancora piccolo. Crede che l'isola l'abbia chiamato lì per un motivo, diventare il capo di Osea e crescere quello futuro. Essere un padre e un protettore, tutto quello che Sam ha sempre desiderato. Una prospettiva che getta un'aurea mistica su tutta la produzione e che lascia lo spettatore libero di credere a ciò che vuole.

Nathan dell'isola è davvero il figlio di Sam?

HBOSam in The Third Day

Naturalmente la domanda rimane e continua a rimbombare per giorni dopo il finale della serie. Il vero Nathan è stato rapito dagli isolani, è morto, la signora Martin non lascia dubbi, ma è possibile fidarsi delle sue parole? The Third Day affida la sua narrazione a personaggi ambigui che raccontano solo la loro versione dei fatti.

Tutto il viaggio dello stesso Sam viene completamente ribaltato da Helen alla fine della serie che racconta dei trascorsi più reali e definiti. La visione dei fatti di helen non lascia spazio all'interpretazione. Nathan è morto e quello è solo un bambino che Sam crede essere suo figlio. Eppure anche la donna ha un sussulto quando quel "falso Nathan" la raggiunge e gli dice qualcosa che la stupisce. Le dice che sa che non intendeva dirgli ciò che gli aveva detto quel giorno e conclude con "So che mi hai sempre voluto". Un qualcosa che solo il vero Nathan poteva sapere.

Ancora una volta la verità è divisa è scegliere a cosa credere è l'unica soluzione.

Il mistero legato ai soldi

HBONaomie Harris in The Third Day

Le 40.000 sterline rubate da Sam sono stati una continua fonte di mistero dall'inizio della serie. Perché Sam corrompeva un funzionario cittadino? Perché ha preso i soldi e se ne è andato? Nel finale, finalmente, Helen gli fa queste domande. Quando raggiungono la chiesa, dove Sam uccide Larry e l'altro uomo consegna ad Helen il pacco con il denaro perduto, lei nuovamente a Sam: "Perché hai preso questi soldi?" La risposta del marito però lascia gli spettatori, e la stessa Helen, interdetti: "E se fosse tornato a casa?" le dice Sam riferendosi a Nathan "E se fosse tornato a casa e noi non fossimo lì? ".

Risulta chiaro che non c'è davvero un motivo dietro al "furto" del denaro se non quello di coinvolgere la moglie in questa disperata ricerca del figlio scomparso. Sam sa bene che Helen è andata avanti, ma non vuole, anzi cerca di trascinarla nel suo dolore e lo fa con l'unica cosa con cui può convincere una donna tanto realista, rubando i soldi e di conseguenza il futuro delle sue figlie.

Il significato dell'isola e la sua "magia"

HBOLa magia dell'isola di Osea

Osea esiste davvero, è un isola abitata nell'estuario del fiume Blackwater. Si trova in Essex, nell'Inghilterra orientale. Non c'è magia sull'isola naturalmente, è stata un rifugio per alcolista, ha ospitato una casa di cura e adesso viene usata da musicisti per registrare i loro album.

Anche nel mondo della serie TV non c'è davvero magia sull'isola è solo un luogo di ritrovo di un folle culto che ha finito per stregare Sam. Almeno secondo quanto crede Helen, stando al marito l'sola è davvero l'anima del mondo e un po' come quella di LOST ha bisogno di un capo, un protettore o un padre. L'isola potrebbe essere la metafora del figlio perduto di Sam. Potrebbe davvero essere Nathan, incarnata in quel bambino ritrovato.

In fin dei conti però, che Osea sia o meno magica o "l'anima del mondo", come sostengono i suoi abitanti, importa poco alla storia. La serie infatti non mostra mai come gli eventi dell'isola si propagano nel "mondo reale". Mostrarlo avrebbe interrotto la sensazione di mistero che si avverte per tutte le puntate e inoltre avrebbe spostato l'ago della bilancia sulla visione realistica del mondo di Helen.

Invece Osea rimane un enigma. Forse l'isola non esiste realmente ma è un luogo immaginario, un luogo in cui Sam è bloccato e dove porta avanti la sua ricerca del figlio morto. Un luogo da cui Sam riesce a tornare solo in alcuni momenti, quando l'acqua si abbassa. Una prigione aperta da cui non vuole scappare. Come dicono nella serie TV stessa "Il dolore ha una sua misura" e quello di Sam è grande come un'isola.

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