C'è una storia vera dietro a Il Collezionista di Ossa?

Columbia Tristar Il poster de Il collezionista di ossa

Il collezionista di ossa è un film thriller del 1999 ispirato al romanzo omonimo di Jeffery Deaver. Ecco la trama e una storia vera che, in qualche modo, sembra trarre ispirazione dalla pellicola.

Diretto da Phillip Noyce e interpretato da Denzel Washington e Angelina Jolie per quanto riguarda i ruoli principali, Il collezionista di ossa (titolo originale The Bone Collector) è un film thriller del 1999.

La pellicola ha ottenuto un buon successo commerciale nel mondo, tanto da riuscire a guadagnare ben 150 milioni di dollari a livello globale contro un budget di produzione di 47 milioni. L'avvincente trama de Il collezionista di ossa, che ha conquistato gli spettatori grazie ad una storia coinvolgente e alla bravura dei suoi interpreti, ha indotto in molti a chiedersi se il film sia stato ispirato da fatti reali, oltre che al celebre ed omonimo romanzo di Jeffery Deaver che ha introdotto il personaggio di Lincoln Rhyme anche per i suoi libri successivi.

Deaver, Jeffery Il collezionista di ossa
Deaver, Jeffery

Il collezionista di ossa

7,90 €

Non ci resta che procedere con ordine, ricordando la storia de Il collezionista di ossa e cercando di capire se, effettivamente, libro e film abbiano qualche attinenza con fatti o situazioni realmente accadute.

Il collezionista di ossa: la trama del film

Nel 1998 a New York City, l'esperto di medicina legale Lincoln Rhyme è costretto a letto dopo un incidente che lo ha lasciato completamente paralizzato dal collo in giù. Amelia Donaghy, un agente di polizia recentemente reclutato, scopre un cadavere mutilato sepolto nei pressi di una vecchia linea ferroviaria. Per via di alcuni oggetti simili a degli indizi trovati sulla scena del crimine, Rhyme conclude che tutto sia stato appositamente collocato dal killer, per lanciare un messaggio. In seguito decide di unire le sue forze con quelle di Amelia, inizialmente esitante, colpita dai suoi naturali istinti forensi.

L'assassino, nel frattempo, finge di essere un tassista e, prima dell'incontro tra Rhyme e Amelia, rapisce i coniugi Alan e Lindsay Rubin. Di Alan è il corpo scoperto da Amelia alla stazione ferroviaria, mentre Lindsay si rivela essere viva ma in serio pericolo. Utilizzando gli indizi trovati sulla ferrovia, incluso un pezzo di carta strappata, Rhyme rintraccia con successo il luogo in cui si trova la donna. I detective e Amelia arrivano però troppo tardi e  Lindsey viene ustionata a morte da un tubo di vapore aperto. Amelia trova un pezzo di osso di Lindsay vicino al suo corpo e un altro pezzo di carta.

Rhyme ordina alla bella poliziotta di recidere le mani di Lindsay, che sono saldamente incatenate al tubo, come prova, ma l'agente si rifiuta e si precipita fuori dalla scena del crimine.

Il killer continua la sua "opera" e rapisce uno studente della New York University, che viene portato in un macello abbandonato e legato a un palo. Il misterioso criminale recide chirurgicamente un pezzo di osso dal corpo dello studente, lasciando una ferita aperta che attira i topi vicini. Amelia e Rhyme, usando ancora una volta gli indizi lasciati dall'assassino sulla scena del precedente omicidio, trovano il corpo della vittima mutilato dai ratti. Amelia trova un altro pezzo di carta e un pezzo di osso.

La pressione delle indagini e il coinvolgimento di Amelia e Rhyme nel caso cominciano ad avere gravi ripercussioni sulla salute e sulla stabilità mentale dello stesso Rhyme. Thelma, badante e infermiera personale dell'esperto forense, rivela ad Amelia che l'uomo vorrebbe uccidersi per paura di convulsioni che potrebbero lasciarlo in uno stato vegetativo permanente.

Dopo aver messo insieme il messaggio che l'assassino sta inviando alla polizia usando dei pezzi di carta lasciati su ogni scena del crimine, Amelia e Rhyme arrivano a un vecchio romanzo poliziesco chiamato Il collezionista di ossa, dove viene rivelato che l'assassino sta replicando i crimini del libro...

Senza svelarvi il finale della storia, l'invito è chiaramente di gustarvi questa pellicola, che di certo non deluderà i grandi amanti del genere thriller e le storia del grande scrittore di best seller Jeffery Deaver.

Anatoly Moskovin, la storia del "vero collezionista di ossa"

Come abbiamo anticipato, il film de Il colezionista di ossa non si ispira a dei fatti realmente avvenuti ma al noto romanzo omonimo di Jeffery Deaver. Eppure, è possibile trovare riscontro nella realtà di un caso non identico, ma simile, avvenuto alcuni anni fa e che vede come protagonista Anatoly Moskvin.

Quest'uomo, noto per essere un esperto linguista, filologo e storico russo, nascondeva una diabolica identità segreta. Moskvin è stato arrestato il 2 novembre 2011 dalla polizia che stava indagando su una serie di profanazioni gravi avvenute nei cimiteri di Nizhny Novgorod (città natale di Moskvin) e dintorni. Gli investigatori scoprirono ben 26 corpi mummificati di bambine di età compresa tra i 3 e i 15 anni nell'appartamento e nel garage di Moskvin. I video che vennero diffusi dalla polizia hanno mostrato al mondo i corpi seduti su degli scaffali e dei divani in piccole stanze piene di libri, carte e in uno stato di disordine generale.

Sebbene nella sua casa fossero stati scoperti solo ventisei corpi, Moskvin fu sospettato di aver dissacrato fino a 150 tombe, dopo che la polizia ha trovato numerosi corredi funerari come targhette metalliche rimosse dalle lapidi. La polizia finì con lo scoprire anche le istruzioni necessarie per realizzare le "bambole", mappe dei cimiteri della regione e una raccolta di fotografie e video raffiguranti tombe aperte e corpi dissotterrati, sebbene nessuna di queste prove potesse essere effettivamente collegata in modo definitivo ad almeno uno dei corpi trovati nell'appartamento.

Secondo quanto emerse dalle indagini, i corpi provenivano principalmente da cimiteri della regione di Nizhny Novgorod. Moskvin, dal canto suo, collaborò attivamente con gli investigatori, ai quali rivelò di aver realizzato le "bambole" nel corso di oltre dieci anni. I suoi genitori, via dalla città per gran parte dell'anno, non erano a conoscenza delle sue macabre attività. Dopo una valutazione psichiatrica, venne stabilito che Moskvin soffriva di una forma di schizofrenia paranoica. Durante un'udienza del 25 maggio 2012, il tribunale del distretto Leninsky di Nizhny Novgorod ha ritenuto Moskvin non idoneo a essere processato penalmente e fu pertanto condannato a "misure mediche coercitive".

In un'intervista, dai tratti alquanto inquietanti, rilasciata dopo il suo arresto, Moskvin ha dichiarato di provare grande simpatia per i bambini morti, convinto, inoltre, che potessero essere riportati in vita dalla scienza o dalla magia nera.

Come potete vedere, è dunque davvero labile il confine tra realtà e finzione (cinematografica, nel caso de Il collezionista di ossa).

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