Michael J. Fox annuncia un nuovo (e forse definitivo) ritiro dalle scene

Paul Gillin/CC BY-NC-SA 2.0 Michael J. Fox a una conferenza pubblica

Dopo avere lasciato una prima volta la recitazione nel 2000, Michael J. Fox ha annunciato un nuovo ritiro dalle scene. Nel suo ultimo libro di memorie, l'attore rivela che il Parkinson sta progredendo e i sintomi condizionano sempre di più la sua vita.

Era il 1991 e Michael J. Fox aveva 30 anni quando gli è stata diagnosticata la malattia di Parkinson. La carriera dell'attore sembrava destinata a incamminarsi inesorabilmente sul viale del tramonto (un medico gli ha detto che sarebbe stato "fortunato" se fosse riuscito a recitare per altri 10 anni), invece l'indimenticabile Marty McFly di Ritorno al futuro ha scritto per sé un'altra storia. Michael non solo ha continuato a lavorare con successo nel mondo del cinema e della TV, ma ha conquistato nomination e premi, tra cui 4 Golden Globe e 5 Emmy Awards.

Certo, il percorso è stato accidentato e non sempre facile. Nel 2000, l'aggravarsi della malattia ha costretto l'attore a fermarsi. Ma la star di Casa Keaton non ha gettato la spugna e prima come doppiatore, poi come attore (soprattutto per il piccolo schermo), è tornato nel mondo dello spettacolo.

Nel mentre, ha istituito la Fondazione Michael J. Fox, in prima linea nella ricerca di una cura per il Parkinson, si è impegnato in una grande attività di sensibilizzazione ed è diventato (ancora più) celebre per il suo incrollabile ottimismo

A quasi 30 anni di distanza dalla diagnosi che ha cambiato la sua vita e alla soglia dei 60, l'attore continua a guardare avanti, ma la sua visione del domani ha assunto una connotazione più "misurata e realistica", come rivela il titolo del suo quarto libro di memorie, No Time Like the Future: An Optimist Considers Mortality (in uscita il 17 novembre 2020). E la ragione di questo nuovo approccio è spiegata proprio nell'ultima autobiografia della star.

Il Los Angeles Times ha anticipato alcuni passi del "memoir" e uno suona come un nuovo addio alle scene, forse definitivo, da parte di Michael: 

C'è un tempo per tutto e il mio tempo di lavorare 12 ore al giorno e di memorizzare 7 pagine di copione è decisamente passato. Almeno per il momento... vado in pensione un'altra volta. Le cose potrebbero cambiare, perché tutto cambia. Ma se questa è la fine della mia carriera di attore, così sia. 

Il nuovo libro di memorie di Michael J. Fox, in cui l'attore parla del ritiro (forse definitivo) dalle scene Headline No Time Like the Future: An Optimist Considers Mortality
Il nuovo libro di memorie di Michael J. Fox, in cui l'attore parla del ritiro (forse definitivo) dalle scene
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Con il coraggio e la franchezza che hanno scandito ogni sua attività dal momento in cui ha rivelato pubblicamente di essere malato, l'attore scrive che la decisione di fermarsi di nuovo (probabilmente per sempre) non è dovuta solo all'avanzare dell'età, ma è collegata a doppia mandata al Parkinson.

Nel libro, la star di Ritorno al futuro rivela che la malattia sta iniziando a minare le sue capacità cognitive, causando perdita di memoria, confusione, allucinazioni e demenza, qualcosa che aveva "raramente preso in considerazione" e di cui aveva "men che meno parlato". Tra i segnali del progredire del Parkinson descritti dall'attore ci sono episodi come cercare le chiavi dell'auto quando sono anni che non guida, confondere le due figlie gemelle e dire "cosa ne pensi?" alla "persona che si trova alla mia sinistra, che non c'è". 

Le parole di Michael J. Fox sono un vero e proprio colpo al cuore per i fan e non solo. Ma anche in quello che sembra il momento più buio della sua lunga battaglia contro la malattia, la star dimostra di conservare il proprio spirito. In un altro passo di No Time Like the Future: An Optimist Considers Mortality condiviso dal Los Angeles Times, l'attore scrive di avere maturato una importante consapevolezza grazie a C'era una volta a... Hollywood di Quentin Tarantino, "uno dei miei film preferiti, di uno dei miei registi preferiti":

DiCaprio, che interpreta un attore cristallizzato in un ruolo da cowboy che ha visto giorni migliori, continua a sbagliare le battute... furioso con sé stesso per la sua incapacità cronica di mandare a memoria e recitare un dialogo... si rimprovera brutalmente per il proprio miserabile fallimento. Capisco il suo dolore. Ci sono passato. Ma in confronto a tutto il resto della mia vita, penso che non possa portare ad autocondannarmi. Il mio lavoro come attore non mi definisce come persona. 

E senza dubbio è così. Al di fuori del set, oltre ai personaggi sullo schermo, Michael J. Fox ha dimostrato e continua a dimostrare ogni giorno il suo valore di uomo, marito, padre e alfiere di una battaglia che riguarda milioni di persone. Ma è altrettanto vero che lascia al mondo del cinema e della televisione ruoli, film e serie memorabili. Voglia di vincere, la saga di Ritorno al futuro, Sospesi nel tempo, Casa Keaton, Spin City e Marty McFly, Alex P. Keaton e il vicesindaco Mike Flaherty fanno parte della storia dello spettacolo e sono a tutti gli effetti la sua eredità

Qualcosa che lo stesso attore, da appassionato di vecchi film e serie TV, probabilmente sa. Ma che in questo momento non può (non riesce a) ammettere:

[Mi fanno scivolare, n.d.r.] in un'altra realtà. Visitare un mondo che è esistito prima di me è una delle milioni di iterazioni dei viaggi del tempo... proprio come gli artisti di questi vecchi spettacoli, un giorno sopravviverò a me stesso nelle repliche. 

Di sicuro sarà così. Ma prima, i fan (e non solo loro) sperano di rivedere ancora Michael J. Fox sullo schermo. Perché come ha detto anche lui, le cose possono cambiare...

Photo cover credits: "Actor Michael J. Fox at Lotusphere 2012" by Paul Gillin is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

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