Buchi di trama nei film Marvel che potresti non aver notato

Il Marvel Cinematic Universe è popolato da moltissime storie, personaggi e vicende. Il lavoro per farli intersecare e combaciare tutti assieme è notevole, ma capita che talvolta qualcosa sfugga al controllo. Ecco alcuni plothole che forse non hai notato.

Marvel Studios Tony Stark nel terzo Iron Man, mentre ripara la sua armatura

Il lavoro che i Marvel Studios hanno fatto con un progetto più che decennale come quello del Marvel Cinematic Universe ha dell'incredibile. Vengono le vertigini solamente a pensare agli incroci che i vari sceneggiatori avvicendatisi nel corso degli anni hanno dovuto saper destreggiare, in un gioco di incastri che si porta dietro il sapore da retrogame come il Tetris. Dopotutto, se la tua saga prende il via con il più umano e meno "super" dei supereroi come Iron Man dell'inimitabile Robert Downey Jr. e arriva a districarsi fin nei meandri del cosmo più abissale dove si muovono i Guardiani della Galassia capitanati da Star-Lord, il ventaglio delle possibilità e dei possibili vuoti ai quali dover andare a mettere una pezza aumenta a dismisura. 

Ma soprattutto, se a entrare in gioco sono anche entità dai connotati divini come il distruttore Thanos, il più grande e simbolico villain di questo primo, grande ciclo di casa Marvel, avere mille occhi e mille mani a mettere mano al progetto può capitare di rivelarsi come un'arma a doppio taglio. Per questa ragione anche nel MCU si possono andare a scovare alcuni buchi di trama che possono far sorridere come storcere il naso, a seconda della loro portata e del loro peso all'interno di un universo che, nonostante tutto, manifesta l'incredibile qualità di un progetto industriale con le idee chiare e ben ferme sul percorso da voler seguire.

Visto che siamo qui per questo, immergiamoci a dare un'occhiata a una selezione di plothole più o meno ingenti.

Il ponte del Bifrost

Marvel StudiosIl Bifrost distrutto

Uno dei punti salienti del primo capitolo del franchise dedicato a Thor, diretto da Kenneth Branagh nel 2011, considerava la distruzione del Bifrost come picco drammatico dell'intera pellicola. Questo ponte infatti è in grado di collegare il popolo di Asgard ad altri mondi, e con la sua demolizione gli asgardiani finiscono per rimanere isolati nell'universo così come accade allo stesso Thor, separato ad anni luce di distanza dalla sua love-interest Jane (Natalie Portman).

Salvo che il figlio di Odino fa ritorno sulla Terra poco dopo nel primo crossover degli Avengers (J. Whedon, 2012), menzionando a giustifica del suo viaggio interstellare l'utilizzo di una non meglio specificata "energia oscura". Questo grande macguffin, che ha l'aspetto di una pezza messa per piegare il copione, finisce però per vanificare tutto il climax narrativo della pellicola dedicata al personaggio di Chris Hemsworth. Per di più, nel sequel The Dark World (A. Taylor, 2013) il ponte è riparato e al precedente fattaccio non viene nemmeno fatto riferimento.

Gamora e le sue orgini

Marvel StudiosIl personaggio di Guardiani della Galassia Gamora

Nel primo film Guardiani della Galassia (J. Gunn, 2014) la Nova Corps riferisce che Gamora, interpretata dall'ottima Zoe Saldana, è l'unica erede della propria specie in quanto unica sopravvissuta al massacro che Thanos ha compiuto sul suo pianeta natale, andato completamente distrutto e con esso il suo popolo.

Ecco, peccato che questa informazione venga totalmente rovesciata nel 2018 in Avengers: Infiniy War dei fratelli Russo, dove è lo stesso titano a rivelare a Gamora che il suo pianeta è ancora integro, con la popolazione sì dimezzata dal folle piano del personaggio di Josh Brolin, ma comunque esistente.

Giro giro gemma

Marvel StudiosIl Tesseract nelle mani di Loki

Nell'agenda criminale di Thanos c'è un solo e unico imperativo: collezionare le Gemme dell'Infinito per poter perseguire il suo piano di dimezzamento degli essere viventi in tutto l'universo. Bene, più facile a dirsi che a farsi: e infatti l'impresa del titano occuperà un intero ciclo di film in modo più o meno palese prima di poter vedere la sua ricerca arrivare finalmente al termine. Nel mezzo però ci sono un paio di scelte che paiono girare in tondo, come quella che compie nel momento in cui ottiene l'aiuto del mefistofelico dio dell'inganno Loki (Tom Hiddlestone).

Infatti, nel primo Avengers, Thanos invia il fratello di Thor a cercare il Tesseract, che trae forza dalla Gemma dello Spazio. Per la missione il titano decide di equipaggiare Loki con uno scettro che a sua volta trae potere dall'unica, agognata gemma che fino a quel momento è nelle sue mani, quella della Mente. Manco a dirlo, Loki finirà per perdere la gemma dando così lo sprint a un nuovo ciclo di avventure.

Il secondo Guanto dell'Infinito

Appare fugacemente nel Thor del 2011 come parte dell'immenso tesoro di Odino, ma sappiamo e fu confermato che l'introduzione di un Guanto dell'Infinito completo di tutte e sei le Gemme faceva parte sostanzialmente di un easter egg al quale non venne dato più di tanto peso in scrittura. Una scelta non molto lungimirante, visto la centralità che l'oggetto avrebbe assunto di lì a poco nei film successivi.

Vero anche che in Thor: Ragnarok (T. Waititi, 2017) l'Hela di Cate Blanchett liquida il guanto con un secco e perentorio "fake", andando a mettere una pezza a un'introduzione che originariamente doveva apparire come simpatica ma che è finita per rivelarsi solo come un grattacapo per la la continuità della storyline.

Armature telecomandate

Marvel StudiosIron Man 3 e alcune armature

Avviandosi allo scontro finale di Iron Man 3 (S. Black, 2013), Tony Stark utilizza la sua intelligenza artificiale Jarvis per attivare in remoto alcune delle sue armature che vengono inviate sul luogo dello scontro per aiutarlo nel fronteggiare la minaccia nel momento del bisogno.

Tutto bello, non c'è che dire, ma questa è una scena tanto spettacolare da un punto di vista visivo quanto in grado di sollevare qualche domanda sul perché Stark abbia aspettato sino a quel momento per facilitarsi le cose nell'affrontare il Mandarino (Ben Kingsley) che sino a quel momento, ricordiamo, lo riempie di mazzate a non finire.

Ego piglia tutto

Marvel StudiosKurt Russell come Ego

Nel secondo capitolo di Guardiani della Galassia, diretto sempre da James Gunn nel 2017, tra i punti salienti del racconto c'è l'arco narrativo di Ego (interpretato da Kurt Russell). Infatti egli ha piantato per tutta la galassia delle piante pronte a germogliare al momento giusto, che una volta pronte a sbocciare permettono a Ego di assorbire all'interno del suo essere tutto ciò che questi semi galattici vanno ad avvolgere.

Uno dei pianeti scelti è proprio (e ovviamente) la Terra, che vive veri e propri momenti di terrore, in una timeline posta all'incirca tra 2014 e 2015, dove intere città vengono scombussolate e messe sottosopra da questa entità galattica vegetale bluastra. In tutto ciò nessuno degli Avengers pare interessarsi a ciò che sta mettendo a soqquadro il pianeta, in uno stato di totale disinteresse da parte degli amati Vendicatori. Saranno stati in pausa pranzo?

A carica lenta

Marvel StudiosRobert Downey Jr. in Iron Man 3

Per alimentare l'armatura e tenere lontane le schegge che potrebbero ucciderlo dal cuore, Tony Stark crea una versione in miniatura di un reattore ARC con l'ausilio del Dr. Ho Yinsen. Questo è utilizzato per dare energia alla prima versione dell'armatura che permetterà a Stark di fuggire dal gruppo terroristico dei Dieci Anelli, e in seguito verrà rimpiazzato da una versione aggiornata e più potente da inserire nel petto di Iron Man.

Risulta quindi totalmente senza senso la scelta di scrittura che vede il miliardario gironzolare in Iron Man 3 mentre attende che l'armatura venga ricaricata, molto lentamente, da una batteria di un'automobile, mentre a portata di mano ci sarebbe una fonte di incredibile energia fornita dalla nuova versione del reattore ARC.

Bucky Barnes nasce due volte

Marvel StudiosSebastian Stan come Bucky Barnes

Durante una scena di Captain America: The Winter Soldier (Fratelli Russo, 2014) il Cap di Chris Evans si prende un momento per rendere omaggio a un memoriale dove incrocia lo spazio dedicato anche al compagno Bucky Barnes (Sebastian Stan). La prima linea recita che Barnes è nato nel 1916, mentre alla fine del breve scritto inciso sulla lastra si legge un "Bucky Barnes 1917-1944". Il piccolo mistero (che possiamo chiamare più facilmente svista) rimane insoluto.

In Extremis

Marvel StudiosTony Stark e Pepper Pots

Sempre in Iron Man 3 Tony Stark tira fuori dal suo vasto e profondo cassetto delle invenzioni una miracolosa tecnologia in grado di rigenerare tessuti e arti degli esseri umani con incredibile efficacia, Extremis. Difatti il miliardario playboy la utilizza per salvare la vita della sua compagna Pepper Pots (Gwyneth Paltrow), per poi far sparire nuovamente nell'oblio questa sconvolgente e non meglio identificata Extremis.

Basti pensare che tempo dopo, in Avengers: Age of Ultron (J. Whedon, 2015), Occhio di Falco (Jeremy Renner) viene sottoposto dallo stesso Stark a una ben più dolorosa e meno efficace cura per rimetterlo in sesto. Di Extremis, ovviamente, non si avrà più nessuna traccia.

Doctor Strange gioco troppo con il tempo...

Marvel StudiosCoeprtina di Doctor Strange

I fan della Marvel, come tutti i veri fan, si dedicano al gioco dei dettagli per tentare di trovare soluzioni a problemi apparentemente non adeguatamente tamponati. Questo è avvenuto anche in occasione della pellicola dedicata a Doctor Strange, diretta nel 2016 da Scott Derrickson, dove il personaggio di Benedict Cumberbatch sembra giocherellare un po' troppo con la timeline finendo per incasinare tutto.

Alcuni calcoli a partire da dettagli secondari del film sembrano collocare le avventure di Strange nel 2020, ma al di là di questo colpisce come già in Winter Soldier egli venga evidenziato come "personaggio di interesse", nonostante il film del Cap prenda posto nel 2014 così come la fase iniziale dello stesso Doctor Strange, che però solo in seguito diverrà un padrone del tempo. Quindi, com'è possibile?

...e Spider-Man prova a fare lo stesso

Marvel StudiosTom Holland nei panni di Peter Parker

Spider-Man: Homecoming prende il via dopo gli eventi che hanno portato alla parziale devastazione della città di New York in The Avengers, che ricordiamo essere ambientato nel 2012. Alcuni istanti dopo l'inizio del film un cartello ci fa viaggiare nel tempo evidenziando come le avventure del Peter Parker di quartiere (Tom Holland) prendano il via otto anni dopo quegli eventi.

Quindi, in teoria, siamo anche qui nel 2020, come nella supposta collocazione per Doctor Strange. Salvo che gli eventi epocali di Infinity War sono ambientati nel 2018, anno di uscita del film! Anche cercando di lavorare un po' di fantasia ricollocando nello spazio e nel tempo i vari capitoli, la conclusione alla quale si arriva è che semplicemente la timeline letta sotto quest'ottica non ha alcun senso logico.

Fonti consultate:

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