Toni Servillo è uno dei 25 più grandi attori del 21esimo secolo per il NYT

Nella Top 25 del quotidiano statunitense, stilata dai critici A.O. Scott e Manohla Dargis, l'attore italiano si piazza al settimo posto: Servillo è stato "l'avatar centrale" nel lavoro di Paolo Sorrentino. Ecco motivazioni e classifica completa.

Gianni Fiorito / Indigo Film / Medusa Film Toni Servillo in una scena del film La grande bellezza

Toni Servillo è stato inserito dal New York Times nella lista dei 25 più grandi attori e attrici del 21esimo secolo. L'attore italiano occupa la settima posizione di questa speciale classifica stilata dal quotidiano statunitense.

Il Times ha affidato ogni scheda a penne prestigiose quali A. O. Scott e Manohla Dargis o ad una firma di spicco del mondo del cinema. Qualche esempio: i ritratti di Willem Dafoe e Catherine Deneuve, Viola Davis e Song Kang Ho sono firmati da, rispettivamente, Julian Schnabel e Marjane Satrapi, Denzel Washington e Bong Joon-ho.

Quello di Servillo è di A. O. Scott e fa riferimento soprattutto al sodalizio con Paolo Sorrentino, iniziato con L'uomo in più e proseguito con Le conseguenze dell'amore, Il divo, La grande bellezza e Loro.

Jep Gambardella, l'uomo che non voleva essere semplicemente un mondano ma voleva diventare "il re dei mondani", quello che non voleva solo partecipare alle feste ma avere il potere di farle fallire, occupa un posto di primo piano nel quadro che Scott fa dell'attore.

Con il suo bel viso sgualcito e la sua impeccabile eleganza, Servillo evoca una versione più solida della 'farfalla sociale', il mondano che Marcello Mastroianni interpretò nella Dolce vita: un partecipante-osservatore distaccato e vagamente depresso in un vorticoso spettacolo di edonismo.

La "simbiosi" sviluppata con il regista napoletano è qualcosa di "più intrigante e sostanziale della bellezza". Un legame che ricorda alcune enormi collaborazioni del passato: Martin Scorsese e Robert De Niro, Vittorio De Sica e Sophia Loren, John Ford e John Wayne.

Servillo è stato "l'avatar centrale" nel lavoro di Sorrentino, uno "scavo della corruzione e dell'ipocrisia – ma anche dell'improbabile gloria e dell'assurda resilienza – dell'Italia di oggi".

L'attore l'ha fatto incarnando due dei più potenti e polarizzanti leader politici nella storia recente del Paese: Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi.

Scott immagina cosa sarebbe successo negli Stati Uniti o in Gran Bretagna se lo stesso attore fosse stato scelto per interpretare Richard Nixon e Barack Obama, Winston Churchill e Margaret Thatcher.

Il divo e Loro, nelle parole del giornalista, non sono "biopic convenzionali" perché Sorrentino "non è un realista". Appartengono piuttosto alla tradizione del "theater of power" di Harold Pinter, in cui Servillo, sommerso da un trucco "grottescamente artificiale", "a volte somiglia a un burattino o a una vignetta politica".

Servillo enfatizza la scaltrezza rettiliana e la vanità segreta di Andreotti, la disinvoltura e l'autocommiserazione di Berlusconi. Anche se non si è esperti dello squallore nascosto della politica italiana, si può sentire l'energia comica selvaggia di queste performance, e il fuoco morale dietro di esse. Queste persone sono vere! Tutte queste cose – omicidi, mazzette, tradimenti, orge – sono successe davvero!

"Come un attore shakespeariano che scava nella maestosità e nella mostruosità di re antichi o immaginari", l'attore casertano non fa semplice o raffinata satira.

Servillo rende vivida la stravagante umanità – e il mistero profondo – di uomini che vivono per piegare il mondo alla loro volontà. E ne cattura anche la loro solitudine.

Il prestigioso riconoscimento assegnato a Servillo dal New York Times è stato commentato con entusiasmo da Claudio Gubitosi, il direttore di Giffoni Opportunity.

L'attore, uno "splendido costruttore di emozioni", è stato tra gli ospiti di #Giffoni50. In quell'occasione, Servillo ha spiegato che "il messaggio più contagioso che viviamo in questa edizione è l'amore per la vita in un momento storico che invece ci abitua alla morte".

Il cinema è l'occasione per rilanciare argomenti più complessi. È un'opportunità che consente ai ragazzi di conoscere la varietà del mondo e che fa loro amare la vita. Conservare lo stupore dell'infanzia è fondamentale.

Prossimamente vedremo Toni Servillo in tre film molto attesi. L'attore tornerà a lavorare con Sorrentino per È stata la mano di Dio, l'autobiografia (descritta come "un romanzo di formazione allegro e doloroso") ispirata a infanzia e giovinezza a Napoli del regista (con evidente richiamo alla Mano de Dios maradoniana) che sarà distribuita da Netflix.

Servillo sarà inoltre il re dei comici napoletani, il grande attore e commediografo Eduardo Scarpetta, nel biopic Qui rido io di Mario Martone.

In questi giorni, infine, è sul set sardo di Dall'interno di Leonardo Di Costanzo (il regista di L'intrusa e L'intervallo), nel quale l'attore è un agente della polizia penitenziaria in un carcere dell'isola ed è affiancato da un altro volto sorrentiniano: Silvio Orlando.

Gianni Fiorito / Vision Distribution/Tempesta Film/Amka Films ProductionsSilvio Orlando e Toni Servillo in una scena del film Dall'interno
Silvio Orlando e Toni Servillo nel film Dall'interno di Leonardo Di Costanzo

La lista completa dei 25 più grandi attori e attrici del 21esimo secolo compilata dal New York Times vede ai primi tre posti Denzel Washington, Isabelle Huppert e Daniel Day-Lewis.

  1. Denzel Washington
  2. Isabelle Huppert
  3. Daniel Day-Lewis
  4. Keanu Reeves
  5. Nicole Kidman
  6. Song Kang Ho
  7. Toni Servillo
  8. Zhao Tao
  9. Viola Davis
  10. Saoirse Ronan
  11. Julianne Moore
  12. Joaquin Phoenix
  13. Tilda Swinton
  14. Oscar Isaac
  15. Michael B. Jordan
  16. Kim Min-hee
  17. Alfre Woodard
  18. Willem Dafoe
  19. Wes Studi
  20. Rob Morgan
  21. Catherine Deneuve
  22. Melissa McCarthy
  23. Mahershala Ali
  24. Sônia Braga
  25. Gael García Bernal

Washington è "fuori categoria" secondo il NY Times.

Il giornale lo dipinge come "un gigante dello schermo" e una "presenza fiammeggiante", capace di passare con nonchalance da Shakespeare ad August Wilson.

Un attore che spesso e volentieri è stato "meglio dei film in cui ha recitato".

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