È morta Daria Nicolodi: attrice, sceneggiatrice e mamma di Asia Argento

Daria Nicolodi è morta a 70 anni. L'attrice lascia le figlie Fiore e Asia Argento e i tanti fan che ne hanno apprezzato la bravura in film come Profondo rosso.

Sigma Cinematografica Daria Nicolodi nel film Tenebre

Daria Nicolodi se n’è andata a 70 anni. L’attrice e sceneggiatrice è morta il 26 novembre 2020 per cause non chiarite dalla famiglia. A darne l’annuncio è stato l’ex marito e compagno di lavoro Dario Argento. La figlia Asia Argento ha salutato l’amata madre con un lungo post su Instagram molto commovente. 


L’incontro tra Daria Nicolodi e Dario Argento avvenne nel 1974. Lei era già un’attrice affermata. Aveva, infatti, lavorato a teatro con Luca Ronconi e recitato nel film La proprietà non è più un furto di Elio Petri al fianco di Ugo Tognazzi e Gigi Proietti. 

Iniziò così tra l’attrice e il regista una relazione professionale e amorosa, che portò alla nascita di Fiore e Asia Argento e a diversi film, tra cui Profondo Rosso, Suspiria, Inferno, Tenebre (foto in testata), Phenomena, Opera e La terza madre. 

Daria e la figlia Asia hanno calcato insieme le scene, recitando nel film Viola bacia tutti. Dodici anni più tardi, la madre si è lasciata persino dirigere dalla figlia nel film Scarlet Diva. 

È soprattutto l’infanzia di Daria Nicolodi a essere stata molto particolare. Il padre morì tragicamente cadendo da cavallo quando lei era ancora una bambina. La madre, invece, era la figlia del noto compositore Alfredo Casella, che Daria non conobbe mai.

Da bambina si ritrovò così circondata da donne, tutte molto colte e particolari. La madre Fulvia era una studiosa di lingue antiche, mentre la nonna materna Yvonne Muller Loeb Casella era una nota pianista, con una certa passione per l’occultismo. Fu la nonna ad avvicinare Daria a streghe e misteri e a fornirle molto del materiale che lei utilizzerà poi nella sua collaborazione con Dario Argento, continuata anche dopo la fine del loro matrimonio. 

A inizio anni ’90 la vita di Daria è stata funestata da un altro lutto: la morte tragica della primogenita Anna, avuta dalla relazione con lo scultore Mario Ceroli. Dopo la morte della figlia, ha lasciato Roma e ha vissuto come una nomade a Parigi, a Paterno, a Foxi in Sardegna e a Firenze, sua città natale. 

Nonostante l’abbandono delle scene, si è concessa negli ultimi anni alcune partecipazioni particolari come quella nella serie L'ispettore Coliandro dei Manetti Bros. e quella nella miniserie Il mostro di Firenze targata Sky. 

Tanti i messaggi di cordoglio sui social dedicati a una delle icone dell'horror italiano. 

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