Destiny 2: Oltre la Luce, la recensione: la Stasi si scatena su Europa

I Guardiani atterranno su Europa e abbracciano un nuovo travolgente potere. La recensione di Oltre la Luce, la nuova espansione dello sci-fi di Bungie.

Bungie Immagine promozionale di Destiny 2: Oltre la Luce

Bungie, dopo il divorzio da Activision annunciato a gennaio del 2019, ha ora il totale controllo sul presente e soprattutto sul futuro del suo Destiny 2. Di quello che arriverà nei prossimi anni abbiamo già qualche informazione (tre DLC dal 2020 al 2022) ma ciò che interessa oggi ai Guardiani che impugnano il controller (o mouse e tastiera) è il presente dello sparatutto sci-fi.

L'espansione Oltre la Luce, disponibile ufficialmente dal 10 novembre 2020, rappresenta la ripartenza, il nuovo inizio, la rinascita. Il team di sviluppatori - a cui si deve anche Halo, è bene ricordarlo - ha messo la freccia, ha svoltato e ha preso finalmente la sua strada. Ma come sono andate le cose con l'Oscurità? Bungie è (ri)partita con il piede giusto oppure ha tradito le aspettative di una community che ha sempre dimostrato fedeltà nonostante qualche evidente scivolone del passato?

La campagna principale

Oltre la Luce, come ampiamente anticipato dai trailer pubblicati sui canali social di Bungie e non solo, non si perde in inutili chiacchiere ma anzi schiaccia subito sull'acceleratore schierando sul terreno di gioco l'Ignota Exo, Eris Morn, Il Ramingo, Variks e soprattutto Eramis.

Siamo su Europa, una luna ghiacciata con il suo clima dinamico che lascia intravedere o nasconde completamente i segni dell'Età dell'Oro. Una nuova mappa costruita egregiamente, anche in verticale, splendida da esplorare (in particolare per chi presta particolare attenzione alla sfera narrativa di Destiny) e che regala un colpo d'occhio da togliere il fiato.

Ideologicamente, la campagna principale dell'ultimo DLC pone i giocatori in una posizione un po' scomoda. Questo perché siamo abituati a identificare un personaggio come villain per il suo modo di pensare e, di conseguenza, agire. Una figura frutto dell'immaginazione contro cui ci scagliamo senza pensarci due volte perché riteniamo che le sue azioni non siano in alcun modo giustificabili. In Oltre la Luce, invece, sembra scomparire il confine tra giusto e sbagliato. Il nemico di turno è Eramis, che ha puntato lo sguardo sul potere dell'Oscurità perché desideroso di riscattare il suo popolo, abbandonato vilmente dal Viaggiatore.

E se il nostro Guardiano fosse dalla parte sbagliata?

Eramis - alla guida del Casato della Salvezza - è un villain interessante per le sue sfumature, perché riesce a far dubitare il Guardiano, ma purtroppo la sua presenza si perde lungo la strada. Emerge invece Variks, che ancora una volta dimostra di saperci fare in quanto ad astuzia. Vi ricordiamo che è stato proprio il membro del Casato del Giudizio ad aver liberato Uldren Sov dalla Prigione degli Anziani. Un opportunista, furbo quanto basta per assicurarsi la sopravvivenza. Un elemento ben caratterizzato che trova il suo spazio anche dopo i titoli di coda della campagna principale, come vendor con cui interagire nel nuovo teatro di gioco.

Riducendo al minimo gli spoiler, sappiate che per arrivare ad Eramis dovrete prima eliminare Atraks, Kridis, Phylaks e Praksis. Loro sono i tenenti della Kell, esperti nell'utilizzo della Stasi. Siete dunque avvisati. Non pensate che giungere allo scontro finale sia però così semplice, anche perché è richiesto un certo livello per accedere alle varie fasi. Arriviamo così alla possibile (perché potrebbe non essere così per tutti i giocatori) prima nota dolente di questo DLC: gli incarichi secondari tra una missione e l'altra sono obbligatori per arrivare al livello richiesto, una forzatura che potrebbe far storcere il naso a qualcuno e che ha lo scopo di incrementare le ore di gioco, che altrimenti sarebbero molte meno. Attenzione però, non si tratta di una novità per Destiny 2, ma a conti fatti la longevità dell'espansione lascia abbastanza a desiderare.

Di questo escamotage, se così vogliamo definirlo, ci sono però anche lati positivi: la possibilità di poter esplorare Europa (c'è anche il Cosmodromo), provare nuove strategie di combattimento con la Stasi contro i malcapitati di turno e lanciarsi in eventi in compagnia di qualche amico online.

La Stasi

La grande (grandissima!) novità introdotta da Oltre la Luce per quanto concerce il gameplay è senza dubbio la Stasi. Si tratta di un nuovo potere elementale che si aggiunge alle note classi del vuoto, dell'arco e solare.

BungieImmagine promozionale di Destiny 2: Oltre la Luce

Lo Stregone Vincolatore può evocare un bastone di Stasi, appunto, che congela e immobilizza i nemici a suon di proiettili. L'attacco ravvicinato si traduce invece in una raffica di energia che, ancora una volta, congela i nemici. Il Cacciatore Revenant sfrutta a suo favore il potere dell'Oscurità per trasformarsi in una macchina da guerra micidiale sul campo di battaglia dopo aver rallentato i nemici. Silenzio e fragore è invece l'evocativo nome della super, che consiste in una coppia di kama che non lascerà traccia dei nemici. Infine, il Titano Behemoth può contare su un possente guanto di stasi che manda tutti al tappeto (state pensando a Thanos, vero?).

Avrete a questo punto capito che la Stasi non solo è partner dell'Oscurità, ma - paradossalmente - anche dei Guardiani che gioiscono nel 'brandire' tale energia. Non è forse questa una testimonianza della labilità del confine tra giusto e sbagliato a cui si accennava poco sopra? Il fine giustifica i mezzi? A voi la risposta.

Il nuovo potere che giunge con questo DLC è l'ingrediente in più richiesto a gran voce da molti giocatori. Cambiano le strategie in PVE, ma vengono stravolte quelle in PVP. A tal proposito è evidente una problematica che non può passare inosservata. Congelare i nemici significa aggiungere varietà agli scontri ma anche scatenare il caos in una arena dove la fortuna ha acquisito fin troppo rilievo. Si attende un bilanciamento. Al più presto.

La nuova incursione

Si scrive Cripta di Pietrafonda, si legge incursione. Su Europa si nasconde una struttura realizzata da Clovis Bray per un motivo specifico: custodire segreti. Ebbene, la caverna ha attirato l'attenzione di Eramis e dei suoi caduti superpotenziati. Indovinate un po' a chi tocca ostacolare l'avanzata della Kell? Ovviamente ai più valorosi e abili Guardiani della Torre. Ad attenderli un luogo oscuro, che ha celato per tanto tempo sconvolgenti verità.

Dal punto di vista narrativo, il raid ha molto da dire e questa è già una nota di merito. Per struttura e meccaniche poi Cripta di Pietrafonda non ha nulla da invidiare rispetto alle precedenti incursioni, anzi riesce a stupire (e divertire) come pochi eventi della stessa categoria. Come al solito sono richieste comunicazione, cooperazione e precisa divisione dei ruoli tra i membri della squadra. Senza un piano d'azione ben organizzato è praticamente impossibile completare con successo la missione.

Destiny 2 - Oltre la luce: il verdetto

Il DLC pone le basi per un Destiny 2 che appare, finalmente, rinato. Chi ha riposto in un cassetto lo sparatutto di Bungie ha ora ottimi motivi per tornare sui server: una lore ancora più ricca con una profondità narrativa non riscontrabile in altri titoli più blasonati, le personalizzazioni delle classi con la Stasi, una incursione totalmente riuscita, il pass stagionale Stagione della Caccia. Eccellente, come al solito, il comparto grafico-sonoro.

Nonostante la strada intrapresa sembra essere quella giusta, emergono però in Oltre la Luce alcune stonature che con un pizzico di coraggio in più sarebbero state subito individuate e stroncate. La campagna principale chiama in causa iconici personaggi che però chi ha il controller tra le mani non può utilizzare, e soprattutto si poggia fin troppo sugli incarichi secondari per allungare la durata di gioco. Alla lunga, questa è una struttura che può stancare. Infine, il player-contro-player andrebbe migliorato, ora - con la Stasi - a maggior ragione.

Voto 7,5/10

L'introduzione della Stasi è interessante per le sottoclassi, ma andrebbe bilanciato il PVP. Promosso a pieni voti il raid. Peccato per il poco spazio riservato ad alcuni personaggi nella campagna.

Pasquale Oliva

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