Sebastian Stan come un giovane Luke Skywalker? Facciamo il punto

The Mandalorian ha cambiato le carte in tavola della saga di Star Wars, portando nuove teorie sul banco come quelle che considerano un possibile ritorno di Luke Skywalker nel corpo di Sebastian Stan.

Gage Skidmore su Flickr / CC BY-SA 2.0 Sebastian Stan in una foto

Per comprendere appieno le molte discussioni che stanno infiammando il web con teorie che vedono Sebastian Stan come il candidato ideale che andrà a prendere il posto di Luke Skywalker nella saga espansa di Star Wars, occorre prima fare un passo indietro sulle vicende che sono esplose recentemente nell'acclamata serie di The Mandalorian.

Infatti l'arrivo su Disney+ del capitolo XIII (o quinto episodio della seconda stagione) di The Mandalorian ha sconvolto tutte le carte in tavola non solo della serie, ma anche di un piccolo spicchio dell'universo di Guerre Stellari. In questa sede si cercherà di limitare al minimo gli spoiler di una puntata che è vivamente consigliato andare a recuperare nel caso si voglia continuare la lettura, ma è inevitabile dover porre la luce su alcuni snodi cruciali delle avventure che coinvolgono il mandaloriano Din Djarin e il suo protetto ribattezzato Baby Yoda.

Proprio quest'ultimo è al centro di un episodio che lo vede non solo ottenere per la prima volta un nome specifico che non sia il generico The Child con il quale era stato battezzato fino ad ora (ma che vi lasceremo il piacere di scoprire per conto vostro nel caso non lo aveste ancora fatto), ma anche ricevere un background sulla propria prima infanzia che viene svelato da uno dei personaggi più amati e che da moltissimo tempo i fan della saga volevano vedere in carne e ossa: Ashoka Tano.

Quest'ultima è infatti tra i protagonisti delle serie animate di The Clone Wars prima, chiusasi quest'anno con l'arrivo della settima stagione sulla piattaforma streaming di Disney, e di Star Wars: Rebels poi, interpretata in The Mandalorian da una perfetta Rosario Dawson che ne cattura appieno lo spirito e la fisicità.

E' proprio Ashoka (il cui personaggio ha un cameo vocale nella saga cinematografica tra le voci che parlano a Rey nel finale di Episodio IX) che il mandaloriano di Pedro Pascal cerca in giro per la galassia dall'inizio di questa seconda stagione, il cui incontro si concretizza nel capitolo già citato dall'emblematico nome di La Jedi.

In realtà attorno a questa definizione ruota molto di quello che riguarda l'identità della stessa Ashoka, che nonostante combatta al fianco del suo maestro Anakin Skywalker durante le Guerre dei Cloni, finirà per rigettare gli insegnamenti dell'Ordine Jedi dal quale si allontanerà definitivamente nella sesta stagione di The Clone Wars. 

StarWars.comRosario Dawson come Ashoka Tano

Questo breve excursus si rivela necessario per comprendere il perché delle azioni di Ashoka nel capitolo XIII di The Mandalorian, che dopo aver speso una notte a contatto con Baby Yoda e aver instaurato con lui una profonda connessione, rigetterà la proposta di Djarin di affidare a lei il bimbo al quale la donna dovrebbe impartire gli insegnamenti della via della Forza.

La motivazione è che The Child ha sviluppato un profondo attaccamento al mandaloriano e Ashoka riconosce in questa forte empatia tra i due una fonte d'intralcio alla via ascetica che un Jedi dovrebbe seguire. La soluzione che si trova al termine dell'episodio è che Mando raggiunga con il bambino il tempio Jedi sul pianeta di Tython, dove Baby Yoda potrebbe essere in grado di comunicare con altri Jedi attraverso l'utilizzo della Forza.

E qui si arriva finalmente al perché il nome di Sebastian Stan sia stato così fortemente rilanciato negli ultimi tempi come un adeguato sostituto di Mark Hamill nella possibile versione giovane di un Luke Skywalker. Infatti l'attore, conosciuto ai più per il suo ruolo nel Marvel Cinematic Universe dove interpreta Bucky Barnes al fianco di Captain America, ha attirato moltissime attenzioni su di sé dopo che una fanart di BossLogic lo ritrae nei panni proprio del leggendario Jedi figlio di Darth Vader.

Difatti i Jedi sparsi per la galassia al termine della guerra tra Ribelli e Impero (terminata nel cosmo narrativo di The Mandalorian da circa cinque anni) non sono poi molti. C'è sicuramente anche il mistero che avvolge la fine di Ezra Bridger, il giovane protagonista della già citata Star Wars: Rebels, che vede aumentare le sue quotazioni di apparizione proprio a causa di una frase pronunciata da Ashoka nel corso dell'episodio: "Dov'è il grand'ammiraglio Thrawn?".

Thrawn è un altro importante personaggio che arriva da Rebels, un imperiale acerrimo avversario di Tano e dei suoi compagni che scompare nel finale della serie proprio assieme a Ezra. Se da una parte questo rimando può rendere goloso il tentativo di far convergere in maniera più massiccia queste due linee narrative con l'arrivo anche di Ezra in The Mandalorian, è in realtà più probabile che questo possa rivelarsi come un gancio a una possibile serie live-action interamente dedicata ad Ashoka.

Nel sottobosco delle teorie si vocifera anche che a tornare possa essere invece il Maestro Mace Windu, l'iconico personaggio interpretato da Samuel L. Jackson nella trilogia prequel di Star Wars e che sia George Lucas che lo stesso attore hanno confermato essere sopravvissuto al violento scontro nel quale Windu è coinvolto in La vendetta dei Sith con l'imperatore Palpatine. Ancora Jackson ha ribadito più volte nel corso degli anni la sua volontà e disponibilità a tornare nuovamente nel franchise, così come hanno già fatto suoi colleghi come Ford, Fisher e Hamill ultimamente.

E proprio quest'ultimo è il primo a rilanciare Stan come suo naturale sostituto davanti a una telecamera, avendo scherzato più volte con l'attore a causa della fortissima somiglianza fisica che accomuna i due.

Certo, uno dei punti che potrebbe fare in parte desistere (o quantomeno riflettere molto attentamente) Disney nell'avventurarsi in questo tipo di scelta sono le aspre critiche vennero mosse al recasting di Han Solo ai tempi dello spin-off Solo (2018) diretto da Ron Howard, dove nei panni dell'iconica canaglia finì Alden Ehrenreich.

La portata divistica di Harrison Ford e Mark Hamill è sicuramente differente e quindi un possibile rimpiazzo da parte di Sebastian Stan sarebbe indubbiamente di minor eco di quanto non accadde (anche ingiustamente) all'uscita del film citato, ma questo rimane un fattore in gioco che rimane da considerare anche nell'ottica del recente utilizzo massiccio che è stato fatto di Luke nella trilogia sequel.

Le premesse indubbiamente ci sono così come anche la voglia dei fan di veder tornare alcuni volti noti a intrecciarsi in una produzione che sta facendo faville tra gli appassionati e anche tra i più scettici. Di sicurezze, invece, al momento no e tutte le teorie che si possono rintracciare in rete non sono altro che libere speculazioni dei fan pronti a raccogliere una ricca eredità che sta trovando la sua forma compiuta in una serie in grado di dimostrare tutto il potere transmediale della saga di Star Wars (c'è anche chi strizza l'occhio alla possibile comparsa di Cal Kestis, il Jedi protagonista del videogioco Star Wars: The Fallen Order).

Sarà estremamente interessante vedere come The Mandalorian riuscirà a gestire l'ampio peso delle aspettative e come si dimostrerà in grado di creare nuove connessioni all'interno del franchise, che seguano le orme delle teorie come quelle che coinvolgono Sebastian Stan o che vadano a prendere sorprendenti svolte come già avvenuto in passato.

Crediti:

"Sebastian Stan" by Gage Skidmore is licensed under CC BY-SA 2.0

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