The Duchess dimostra che esiste un altro modo di essere donna in TV

La serie Netflix inventa una nuova antieroina femminile e in sole sei puntate crea una piccola rivoluzione nel panorama delle commedie in TV.

Netflix Katherine in una scena di The Duchess su Netflix

Quanti di voi hanno visto The Duchess? La domanda è legittima perché questo piccolo gioiellino Netflix è rimasto nell’ombra di Ratched, Emily in Paris, La Regina degli Scacchi e altri titoli che hanno fagocitato l’autunno e su cui la piattaforma ha decisamente investito. Eppure, questa serie ha tutte le carte in regola per piacere a tutti e – allo stesso tempo – per essere adatta a pochi. E non sono forse le storie divisive quelle che si rivelano più interessanti?

Prendiamo una scena a caso: lei lo chiama in lacrime e gli dice che ha bisogno di lui. Lui attraversa la città correndo mentre in sottofondo risuona una canzone d’amore. Ci sono tutti i cliché della tipica commedia romantica, ma The Duchess è tutta un’altra cosa. Appena poco prima, infatti, in un’altra scena, la protagonista aveva appena provato ad inseminarsi da sola con del seme procurato da un’altra donna in modi “non convenzionali”. Queste due immagini sono la sintesi di ciò che accade in sei puntate, quante bastano a The Duchess per riscrivere buona parte delle regole della serialità al femminile.

Di cosa parla The Duchess

Tutto è incentrato su quanto accade nella vita di Katherine: una donna, artista, imprenditrice che si ritrova un ex marito disfunzionale (ex frontman di una boyband), un fidanzato di cui non è convinta e una figlia – bambina fin troppo sveglia – con cui ha uno strano rapporto simbiotico. In mezzo ci sono il lavoro, le mamme delle compagne di classe e, soprattutto, la voglia di avere un altro figlio. Ed ecco uno dei nodi centrali di tutta la vicenda: la maternità. Katherine non vuole un secondo figlio perché l’orologio biologico fa tic tac, non lo vuole per coronare un sogno di famiglia, non lo vuole nemmeno per sentirsi più completa o riempire un vuoto. Lo vuole e basta, perché le fa piacere. E lo vuole da sola.

Katherine fa la differenza

Katherine ha bisogno di un uomo ma, in un modo squisitamente pratico. E se di solito sono i personaggi maschili ad "usare" le donne senza impegnarsi, qui è la protagonista femminile ad avere un inedito approccio con l’altro sesso. Katherine non sogna il principe azzurro (anche se praticamente c’è un principe azzurro dei nostri anni, ovvero un dentista, che vorrebbe diventarlo), non impiega il suo arco narrativo a cercare l’amore e starà bene o male a prescindere dalla presenza o meno di un’altra metà della mela. Katherine è una madre single in carriera, ma è molto più interessante quello che non è. Non è la componente fedele e mite della coppia. Non è la madre perfetta. Non è una dura che in realtà ha sogni romantici. Non è niente di tutto ciò che le tipiche protagoniste femminili sono in tv.

NetflixKatherine alza il dito medio: in the Duchess è uno dei personaggi più irriverenti della TV
Katherine in una scena di The Duchess, la serie TV su Netflix

Perché è un’antieroina nuova

Potremmo dire che somiglia a diverse antieroine di altre serie TV (ad esempio alla protagonista di Fleabag) ma, in un panorama già ristrettissimo fatto di personaggi femminili di questo tipo, Katherine è praticamente un unicum. Di solito, le donne che non aderiscono a “modelli caratteriali tipici” (parliamo di personaggi) non amano la moda, il make up o altri stereotipi spiccatamente femminili. Lei invece sfoggia outfit e accessori alla Sex and the City e vive in una casa alla moda, da rivista, dimostrando che esiste una terza via ai personaggi femminili polarizzati, che non ci sono solo ruoli anticonformisti o conformi all’essere donna in una storia generalista.

Il linguaggio delle parole e dei vestiti

Il linguaggio della duchessa è tutt’altro che aristocratico. E il riferimento non è solo alle battute scurrili, spinte, estreme ma anche e soprattutto a frasi di rottura, dissacranti, impegnative che la protagonista spesso scambia con una bambina. “Abortire è come abbattere un albero, è una cosa viva. Ma lo è davvero?”. The Duchess parla di femminismo senza moralismo, parla di amore senza essere stucchevole, parla di politica e società senza prendersi sul serio, parla di complicità madre-figlia senza le dinamiche alla Gilmore Girls. E lo fa con dialoghi volgari, serratissimi, brillanti. Un personaggio assurdo che attinge dal vero. Katherine Ryan è una comica dissacrante e la protagonista a cui dà corpo si chiama come lei. A RadioTimes la Ryan ha dichiarato che la storia attinge dalla sua vita e che anche lei ha “Una relazione madre-figlia centrale molto speciale” che è sempre stata “prioritaria rispetto a qualsiasi altra relazione nella vita”.

Una buona madre, a volte. Una cattiva persona, a volte. Si può essere tutto. Un nuovo racconto è possibile.

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