Mank, la vera storia dietro al film e il legame con Quarto Potere

Mank di David Fincher racconta la vera storia dietro alla scrittura della sceneggiatura di Quarto Potere, ma per farlo si ispira a un libro che si discosta molto dalla "versione ufficiale" riconosciuta dai critici e dagli storici.

Netflix Gary Oldman sul set

Diretto da David Fincher a partire da una lunga sceneggiatura scritta dal padre Jack, Mank si propone di raccontare allo spettatore come e perché sia stato scritto Quarto Potere. Il film del 1941 diretto da Orson Welles è universalmente riconosciuto come un capolavoro assoluto del cinema, tanto da guadagnare a più riprese il primo posto delle classifiche che tentano di riassumere i più bei film (statunitensi e non) della storia del cinema di tutti i tempi. Mank esplora la genesi travagliata della sceneggiatura originale inizialmente intitolata L'americano, da cui Welles trasse la pellicola. 

Studiato per decenni da storici e critici, Quarto Potere è considerato la miglior creatura artistica diretta e firmata da Orson Welles. La sceneggiatura premio Oscar è però co-creditata da Herman J. Mankiewicz, che appare per primo nei titoli di testa. Notissimo sceneggiatore hollywoodiano a cavallo tra gli anni '30 e '40, Mank era un fine conoscitore del mondo di Hollywoodland e un frequentatore della cerchia di amici e amanti del magnate dei media William Randolph Hearst, a cui il protagonista del film è ispirato in maniera palese ma non ufficiale. 

Quella raccontata dal film di David Fincher è quindi una versione storicamente fedele della storia vera, ma non la più accreditata e quotata tra gli esperti. Il padre Jack Fincher, morto prima che il film potesse portare su schermo il suo film, si era infatti ispirato a un controverso saggio firmato dalla nota critica Pauline Kael nel 1971. Pubblicato sulla rivista New Yorker l'articolo Raising Kane (allevando Kane) sosteneva la tesi che Orson Welles non meritasse di comparire come co-sceneggiatore della pellicola, scritta quasi interamente da Mankiewicz. 

Il saggio di 120 pagine è il punto di partenza da cui Jack Fincher ha scritto la prima versione della sua sceneggiatura nel 1990. Il copione era pronto già a metà anni '90 e David Fincher voleva dirigerlo una volta ultimato The Game (1997), ma non riuscì a trovare un finanziatore. Nel 2003 il padre Jack è morto. Solo nel 2019 Fincher è riuscito a trovare i fondi necessari a girare il film, grazie alla proposta di Netflix

Come Mank scrisse Quarto Potere

Il primo incontro tra Herman J. Mankiewicz e Orson Welles si tenne in una camera d'ospedale. Lo sceneggiatore si era infatti rotto una gamba ed era costretto a letto. Il prodigio della radio ammirava da tempo il lavoro di Mank e voleva che fosse lui a scrivere il film che lo avrebbe lanciato al cinema. Welles aveva ottenuto dalla RKO delle condizioni incredibili per l'epoca per girare il proprio film d'esordio: assoluta libertà creativa sul soggetto e possibilità di girare senza intrusioni e tagli da parte dello studios, oltre che a un budget generoso.

La prima versione del copione s'intitolava L'americano e circolò per Hollywood prima che il film venisse completato. Quando si diffuse la voce che il film era un caustico ritratto del magnate dell'editoria William Randolph Hearst (con cui il protagonista Kane condivide numerosi tratti biografici e professionali), il potente uomo d'affari fece tutto ciò che era in suo potere per screditare la pellicola e fermarne la sua distribuzione. Si racconta che offrì centomila dollari (una cifra notevole per l'epoca) alla RKO per acquisirne i diritti, in modo da entrare in possesso delle copie su pellicola e distruggerle. RKO rifiutò, ma la cattiva stampa che il film si guadagnò a causa degli attacchi frontali dei quotidiani di Hearst incisero in parte sul botteghino. All'epoca le stesse testate dipinsero Quarto Potere come un disastro economico, mentre le cifre (pur non esaltanti) erano lontane dal completo fallimento. 

RKO e Welles resistettero agli attacchi di Hearst e ottennero un certo riconoscimento critico, culminato in nove candidature agli Academy Awards. Il destino ha voluto che il film vincesse un Oscar proprio nella categoria della sceneggiatura, portando una statuetta ai due protagonisti della storia, nessuno dei quali era presente alla cerimonia di premiazione. In seguito durante un'intervista Orson Welles parlò del film come del "suo" progetto, al che Mankiewicz s'indispettì, rivelando che l'opera era stata composta per la maggior parte da lui. Secondo Mank, Orson Welles gli avrebbe anche offerto un bonus di diecimila dollari se si fosse tirato indietro, facendo apparire solo il nome di Welles sulla sceneggiatura. Alle accuse di Mankiewicz Welles rispose che sin dall'inizio si era parlato di mettere il suo nome alla sceneggiatura e di aver lavorato in maniera sostanziale al soggetto, rivendicando fino a poco prima della morte il suo coinvolgimento nel progetto. 

Nel suo saggio del 1971 - fortemente criticato dagli storici del cinema- la critica Pauline Kael avanza dei dubbi circa la co-paternità della storia. Un'attenta analisi del soggetto rivela come la storia somigli per struttura e tematiche ad altri lavori di Mankiewicz, senza dimenticare che nel soggetto ci sono molti innesti tratti dalla sua stessa autobiografia. Per esempio il celebre dettaglio dello slittino e dell'importanza che ricopre per Kane sarebbero lo specchio di una bicicletta che da piccolo lo sceneggiatore si vide rubare e della cui perdita soffrì enormemente. Inoltre Mankiewicz conosceva da vicino Hearst e la sua cerchia di amicizie, per cui alcuni dettagli (come la scelta del nome Rosebud e le dicerie ad esso legate, riportate nel film di Fincher) sono presumibilmente da attribuirsi alla sua penna. 

NetflixLa sceneggiatura di Quarto Potere alla sua prima bozza
La sceneggiatura di Quarto Potere alla sua prima stesura con il titolo "American"

La ricostruzione di Kael venne fortemente criticata dagli storici del cinema e smontata da saggi successivi. Rimane il fatto che Orson Welles - figura molto controversa e al centro di numerose diatribe per tutta la sua carriera- gode di un'enorme popolarità tra la critica, che reagì con particolare violenza alla tesi della collega, anche sulla base dell'ammirazione incondizionata di cui godeva il regista all'epoca. Quarto Potere è stato studiato per decenni e parecchi punti della sua lavorazione rimangono incerti. Se il contribuito di Welles è innegabile, soprattutto a livello registico, tra i suoi meriti c'è anche quello di essersi saputo attorniare dei professionisti più brillanti dell'epoca per il suo debutto alla regia, sfruttando il loro lavoro a proprio favore. 

Quella di Jack Fincher è quindi una ricostruzione romanzata basata su un certosino lavoro di dettaglio storico, con alla base un'interpretazione di quanto successo tutt'altro che universalmente condivisa. D'altronde anche The Social Network, altro film notissimo di Fincher, è stato girato a partire da una sceneggiatura non originale che "aggiusta" la storia della fondazione di Facebook per veicolare con più efficacia il suo messaggio. 

  • Sì e no. 

    È ispirato alle vere vicende storiche dietro la genesi della sceneggiatura di Quarto Potere (1941) di Orson Welles, ma è stato scritto a partire da un saggio del 1971 considerato molto controverso. 

    Nello stesso la critica Pauline Kael sostiene che Orson Welles si sia arrogato senza meriti la paternità della sceneggiatura di Quarto Potere. La critica però finora è stata concorde nel dare credito alla versione secondo cui anche Welles contribuì attivamente a scrivere il film. 

    La tesi del film di Fincher invece è che Herman J. Mankiewicz abbia scritto da solo la prima stesura del film.

  • il film di David Fincher racconta come e perché lo sceneggiatore Herman J. Mankiewicz abbia scritto un film considerato il grande capolavoro del cinema statunitense: Quarto Potere (1941). 

    Ripercorrendo vita e carriera dello sceneggiatore, Mank sposa la tesi secondo cui fu in realtà lo sceneggiatore statunitense a scrivere integralmente la prima stesura del film e solo più tardi Orson Welles abbia preteso di venir riconosciuto come co-sceneggiatore. 

  • Mank è il diminutivo con cui era noto lo sceneggiatore di Quarto Potere Herman J. Mankiewicz. Il diminutivo era usato anche dai suoi familiari, a causa della complessa pronuncia del suo cognome, di origine tedesca. 

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