Léon e la sessualizzazione della giovane Natalie Portman: 'Mi spaventò a morte'

Quando ha interpretato Mathilda nel film Léon, Natalie Portman aveva solo 12 anni. L'attrice ha commentato quell'esperienza, svelando di essersi sentita a rischio a causa della forte sessualizzazione del suo personaggio.

Gaumont Natalie Portman nel film Léon

Essere stata considerata una "Lolita" per il ruolo di Mathilda nel film Léon ha, in qualche modo, influenzato l'adolescenza e la giovinezza di Natalie Portman. L'attrice aveva 12 anni quando ha debuttato sul grande schermo come protagonista nel film di Luc Besson, al fianco di Jean Reno.

In Léon, la Portman ha dato vita a un personaggio sicuramente complesso per la sua giovane età. Mathilda, infatti, dopo il massacro della sua famiglia si rivolge a Léon, il vicino di casa sicario che, seppure inizialmente malvolentieri, decide di ospitarla. L'uomo le insegna il suo agghiacciante mestiere, mentre Mathilda in cambio si occupa della casa e gli insegna a leggere, finendo per innamorarsi di lui nonostante la vistosa differenza di età.

A distanza di oltre 20 anni da allora, Natalie Portman ricorda le riprese di Léon come un'esperienza che l'ha segnata profondamente. Come riporta People, l'attrice è intervenuta in queste ore nel corso del podcast di Dax Shepard Armachair Expert e, ripercorrendo le tappe salienti della sua carriera, si è soffermata proprio sul ruolo di Mathilda in Léon, che a tutti gli effetti le ha cambiato la vita o comunque, di certo, ha influenzato il suo modo di approcciarsi al sesso e agli uomini.

Ero decisamente consapevole del fatto di essere vista come una sorta di 'Lolita'. Essere sessualizzata a quel punto da bambina, penso mi abbia portato via la mia sessualità. Mi ha fatto paura, mi spaventò a morte.

Natalie Portman, all'epoca, ha cercato in tutti i modi di mettersi al sicuro e di proteggersi. Per farlo ha adottato un atteggiamento rigido e conservatore, rifiutando negli anni successivi qualsiasi ruolo comportasse scene d'amore o di sesso.

Ho cercato di apparire seria, conservatrice, per ricevere rispetto e non essere trattata come un oggetto. Per questo da adolescente non ho mai voluto girare scene d'amore.

"Molti si sono convinti del fatto che io fossi effettivamente troppo rigida e seria. Ho coltivato questo aspetto consapevolmente, perché mi faceva sentire al sicuro", ha aggiunto l'attrice. La Portman ha innescato un potente meccanismo di difesa che ha funzionato e l'ha protetta da attenzioni indesiderate:

A quell'età hai la tua sessualità, la tua voglia di scoprire ed esplorare. Non ti senti al sicuro quando uomini adulti si mostrano interessati a te. Ho capito molto velocemente, già a 13 anni, che se mi fossi espressa sessualmente mi sarei sentita insicura e che gli uomini si sarebbero sentiti autorizzati a trattare il mio corpo come oggetto, con mio grande disagio. 

GaumontNatalie Portman con Jean Reno
Natalie Portman con Jean Reno

Quello della sessualizzazione dei giovani attori e delle giovani attrici a Hollywood è un argomento molto discusso, ormai da diversi anni. La testimonianza di Natalie Portman non fa altro che avvalorare la preoccupazione nei riguardi della spinosa questione delle baby star che finiscono per diventare adulte sin troppo presto.

Oggi, a 39 anni, l'attrice è consapevole di essere stata fortemente sessualizzata per il ruolo di Mathilda, ma anche di aver fatto di tutto per tutelarsi dai rischi che ne sono conseguiti:

So di essere stata sessualizzata nel modo in cui sono stata fotografata o immortalata, e non è stata colpa mia. Questo, però, diventa comunque parte della tua identità pubblica.

Che ne pensate di queste dichiarazioni di Natalie Portman?

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