Anche Shrek e Il cavaliere oscuro nel National Film Registry, la lista dei film Usa più influenti di sempre

Nell'elenco del 2020, spiccano tra i 25 film pure L'uomo dal braccio d'oro di Otto Preminger, Arancia meccanica di Stanley Kubrick e musical come Grease e The Blues Brothers: ecco la lista completa.

Warner Bros. Entertainment Un primo piano di Heath Ledger in una scena del film Il cavaliere oscuro

Il National Film Registry, il registro di film scelti dal National Film Preservation Board (NFPB) degli Stati Uniti per la loro conservazione nella Biblioteca del Congresso, ha inserito Shrek di Andrew Adamson e Vicky Jenson, Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan e The Hurt Locker di Kathryn Bigelow tra i 25 film "culturalmente, storicamente o esteticamente significativi" del patrimonio cinematografico americano.

Ogni anno, dal 1988 ad oggi, il NFR seleziona 25 titoli scelti a partire dai suggerimenti dei cittadini. L'unico criterio che il Board segue è cronologico: i film devono essere stati realizzati almeno dieci anni prima della loro selezione. 

La lista del 2020, annunciata dalla responsabile Carla Hayden e presentata sul sito ufficiale dell'NFR, varia da successi al botteghino come Grease e Il cavaliere oscuro, passa per film di culto come La preda della belva e The Blues Brothers e include anche vecchi documentari e cortometraggi quasi dimenticati.

Ecco la lista completa del 2020:

Suspense (1913)

Durante gli anni Dieci, le donne registe hanno avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo del cinema come forma d'arte. Una delle prime fu Lois Weber: questo corto, diretto con Phillips Smalley e tra i primi "home invasion", ha avuto un impatto decisivo nella storia dell'horror. 

Charlot ingombrante [Kid Auto Races at Venice] (1914)

La prima apparizione al cinema di The Tramp, il personaggio di Charlot di Charlie Chaplin. Un corto di dieci minuti, girato da Henry Lehrman su un set reale: una gara automobilistica a Venice con un vero pubblico ad assistervi.

Pane (1918)

Considerato un "fotodramma sociologico", Bread di Ida May Park sottolinea ancora una volta il punto di vista femminile: quello di un'ingenua ragazza di provincia che sogna il successo e, arrivata a New York, scopre sulla propria pelle che il sesso è il prezzo da pagare per raggiungere la fama.

La battaglia del secolo (1927)

Il cortometraggio di Clyde Bruckman e Hal Roach con la coppia comica più amata da diverse generazioni di spettatori: Stan Laurel e Oliver Hardy, Stanlio e Ollio. Uno dei primissimi film del duo e capolavoro della slapstick comedy.

With Car and Camera Around the World (1929)

Girato in un periodo che va dal 1922 al 1929, il documentario di Walter Wanderwell ed Aloha Wanderwell Baker è il diario del giro del mondo in auto fatto dalla coppia a bordo di una Ford Model T, filmando persone, culture e luoghi storici su pellicola 35mm.

Due cuori in cielo (1943)

L'adattamento firmato Vincente Minnelli (all'epoca esordiente) di un classico del musical di Broadway, Cabin in the Sky. È ricordato soprattutto perché primo film girato a Hollywood con un cast tutto di attori neri, da Ethel Waters e Eddie Rochester Anderson a Louis Armstrong e Duke Ellington.

La preda della belva (1950)

La storia di Ida Lupino – attrice, sceneggiatrice e regista rivoluzionaria e controcorrente – è tutta da riscoprire. Quasi tutti i suoi film furono censurati all'epoca, come questo Outrage del 1950, incentrato sulla violenza (e la successiva colpevolizzazione) subita da una ragazza in procinto di sposarsi.

L'uomo dal braccio d'oro (1955)

Uno dei primi film di Hollywood che affronta apertamente e in maniera schietta e coraggiosa il tema scottante della dipendenza dalla droga. Otto Preminger dirige uno strepitoso Frank Sinatra: memorabili anche i titoli di testa di Saul Bass e la colonna sonora jazz di Elmer Bernstein.

I gigli del campo (1963)

Grazie al film di Ralph Nelson, tratto da un romanzo di William E. Barrett, Sidney Poitier diventa il primo afro-americano a vincere un Oscar come miglior attore protagonista. Una parabola edificante sull'apertura verso l'altro e la necessità del rispetto reciproco.

Arancia meccanica (1971)

La base del romanzo di Anthony Burgess, la performance di Malcolm McDowell e dei suoi Drughi, le scenografie pop, i dialoghi surreali, le musiche di Beethoven e Rossini, hanno reso il capolavoro di Stanley Kubrick un cult senza tempo.

Sweet Sweetback's Baadasssss Song (1971)

Il terzo lungometraggio da regista di Melvin Van Peebles, "dedicato a tutte le sorelle e i fratelli che non ne possono più dell'uomo bianco", è un autentico "film-guerriglia" rivoluzionario e imitatissimo. La storia dell'orfano Sweetback, cresciuto in un bordello e in fuga per aver salvato un esponente delle Black Panther da alcuni poliziotti razzisti e corrotti, ha fondato il cinema black moderno.

Wattstax (1973)

Nell'agosto del 1972 l'imponente Los Angeles Memorial Coliseum diventa il luogo del più imponente raduno di musica black: il Watts Summer Festival, l'evento organizzato dalla storica etichetta di Memphis Stax Records e subito ribattezzato "la Woodstock dei neri". Nel doc di Mel Stuart, i monologhi di Richard Pryor si alternano alle esibizioni di colossi come Isaac Hayes, Rufus Thomas e The Staples Singers.

Grease (1978)

Il film del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John, già un enorme successo a Broadway, è diventato un cult post-moderno, una pietra miliare dei musical al cinema. Un'opera che non passerà mai di moda.

The Blues Brothers (1980)

Il capolavoro di John Landis con John Belushi e Dan Aykroyd nei panni di Jake ed Elwood Blues "in missione per conto di Dio" non invecchia mai. Un tributo alle divinità del soul e dell'R&B, incarnate da Ray Charles, James Brown, Aretha Franklin, Cab Calloway e John Lee Hooker.

Illusions (1982)

Julie Dash, nata e cresciuta nella comunità black di Harlem, gira questo cortometraggio come tesi di laurea all'UCLA. Ambientato durante la Seconda guerra mondiale, il film esplora la natura delle politiche discriminatorie di Hollywood, la fantasia e l'illusione dell'identità razziale.

Losing Ground (1982)

Uno dei primi lungometraggi diretti da una regista afro-americana: Kathleen Collins. La storia è quella di una professoressa di filosofia (Seret Scott) e di un artista (Bill Gunn) che affittano per un mese una casa di campagna nel pieno della loro profonda crisi di coppia.

Il circolo della fortuna e della felicità (1993)

Wayne Wang riunisce un incredibile parterre di attrici (Tsai Chin, Kieu Chinh, Lisa Lu, France Nuyen, Rosalind Chao, Lauren Tom, Tamlyn Tomita e Ming-Na Wen) per portare sul grande schermo il romanzo bestseller di Amy Tan. L'emozionante saga di due generazioni di donne asiatiche-americane e dei loro legami affettivi.

The Ground (1993-2001)

Robert Beavers ha cominciato a girare film d'avanguardia nella metà degli anni '60 a New York, prima di trasferirsi in Europa con l'amico e regista Gregory J. Markopoulos. Questi due corti usano il paesaggio soleggiato di un'isola greca, le acque blu del Mar Egeo e le immagini di un uomo che lavora la pietra per evocare la "naturale sensualità del mondo fisico".

El diablo nunca duerme (1994)

Classe 1944, la regista messicana Lourdes Portillo indaga nei suoi documentari l'identità latino-americana e i suoi rapporti con la cultura statunitense. Con questo film torna nella sua terra natale, Chihuahua, per indagare sulle circostanze che hanno portato alla morte misteriosa dello zio Oscar, ufficialmente dichiarato suicida.

Buena Vista Social Club (1999)

Wim Wenders dedica un atto d'amore alla musica cubana e soprattutto ad un Paese che si sta perdendo. Grazie alla preziosa collaborazione di Ry Cooder, i concerti dei "super abuelos" diventano uno struggente ricordo del passato e testimonianza della preziosa tradizione caraibica.

Shrek (2001)

Non senza sorpresa, l'animazione sull'orco verde dal cuore gentile di casa DreamWorks entra nei 25 film da preservare del National Film Registry. La motivazione è tutta nel "fascino e la magia" del film, che "sembravano straordinari al momento della sua uscita" e la cui potenza "non è ancora diminuita negli anni successivi".

Mauna Kea: Temple Under Siege (2006)

Per la serie "Women Make Film", il documentario di Puhipau e Joan Lander esplora la battaglia per il Mauna Loa delle Hawaii, il più grande vulcano attivo del mondo: osservatorio astronomico strategico per gli scienziati, paesaggio culturale sacro per il popolo hawaiano.

Il cavaliere oscuro (2008)

Nel 2008 l'Academy ha attribuito un Oscar postumo a Heath Ledger, scomparso il 22 gennaio, per la performance del Joker nel secondo episodio della trilogia su Batman di Christopher Nolan. The Dark Knight "rompe" l'industria hollywoodiana degli anni Duemila e cambia per sempre le forme del blockbuster.

The Hurt Locker (2008)

Kathryn Bigelow è la prima – e finora unica – regista donna ad aver vinto un Oscar per il miglior film. Lo spiazzante diario di guerra della regista di Strange Days e Point Break, tratto dai reportage del giornalista Mark Boal, reinventa il war movie mettendo a nudo "i dilemmi etici dei soldati moderni".

Freedom Riders (2010)

Un documentario diretto da Stanley Nelson per PBS (la televisione pubblica statunitense) che ricostruisce la storia dei "Freedom Riders", i 400 attivisti per i diritti civili, bianchi e neri, che nel 1961 rischiarono la vita sfidando la segregazione e le leggi Jim Crow viaggiando insieme su treni e bus delle linee Greyhound attraverso il profondo sud.

La selezione dei film operata dal National Film Registry nel 2020 abbraccia quasi un secolo di cinema americano e fissa per la prima volta un primato storico: 10 di questi 25 titoli sono diretti da donne e 7 da autori neri.

"Con l'inclusione di registi così diversi – ha spiegato Carla Hayden – non stiamo cercando di stabilire dei record, ma piuttosto di porre le cose in chiaro, mettendo in luce il sorprendente contributo che le donne e le persone di colore hanno dato al cinema americano, nonostante si trovino ad affrontare ostacoli spesso schiaccianti".

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