AK vs AK, tutto sulla stramba commedia thriller indiana di Netflix

È una commedia o è un thriller? È tutto vero o tutto falso? Sono cose successe realmente o dietro a questo film con le superstar Anil Kapoor e Anurag Kashyap c'è un'abile strategia di marketing? Ecco il film di Natale più pazzo che troverete su Netflix.

Prendete uno dei divi più amati di Bollywood, uno dei registi indiani più importanti degli ultimi anni, metteteli insieme nei panni di sé stessi in una pazza commedia action meta-cinematografica e il risultato sarà AK vs AK.

Le iniziali stanno per Anil Kapoor e Anurag Kashyap, i protagonisti del film di Vikramaditya Motwane che arriva in streaming su Netflix a partire dal 24 dicembre 2020.

Ma cosa ci si deve aspettare da questo bizzarro progetto, molto strombazzato in patria e che tenta di affrancarsi dall'abbraccio ingombrante di Bollywood?

La trama

Prodotto da Andolan Films, AK vs AK racconta la storia di un regista visionario e senza scrupoli (Anurag Kashyap nei panni di se stesso) e di un famoso attore vecchia maniera, ovvero Anil Kapoor sempre nella parte di se stesso.

Il primo, enfant terrible che vuole sovvertire le regole dell'industria e creare un'opera d'arte rivoluzionaria, decide di coinvolgere il secondo a sua insaputa: per creare un blockbuster vincente e campione d'incassi al botteghino, gli rapisce la figlia Sonam per poi riprenderlo in diretta per dieci ore mentre il divo cerca disperatamente la ragazza.

L'esito della caccia sarà a dir poco travolgente.

Il cast

Figlio del produttore Surinder, Anil Kapoor è una delle stelle evergreen di Bollywood e un veterano del cinema hindi. Per capire le dimensioni del suo successo, basta pensare che il suo profilo Instagram vanta la bellezza di 4 milioni di follower.

Kapoor è un volto conosciuto in tutto il mondo grazie a The Millionaire di Danny Boyle, nel quale ha interpretato Prem Kumar, il conduttore del quiz televisivo Chi vuol essere milionario?, e a Mission: Impossible - Protocollo fantasma, dove si è trasformato nel tycoon delle telecomunicazioni Brij Nath.

Produttore, sceneggiatore e attore in oltre cinquanta film, Anurag Kashyap è soprattutto il regista di opere che rompono con la tradizione, apprezzate da pubblico e critica.

Dopo aver esordito nel 2003 con il crime thriller Paanch, censurato dall'Indian Censor Board per le scene crude e quindi non distribuito in India a causa del divieto, Kashyap ha diretto film come il durissimo poliziesco Gangs of Wasseypur (2012), il mystery noir Ugly (2013), l'action Bombay Velvet (2015), il thriller psicologico Raman Raghav 2.0 (2016) e la commedia romantica Manmarziyaan (2018), presentata ai festival di Toronto (con tanto di standing ovation) e River to River di Firenze.

Il regista "cult" indiano non è nuovo alle collaborazioni con Netflix: per la piattaforma ha già realizzato due cortometraggi delle antologie Lust Stories e Ghost Stories, ha contribuito alla serie procedurale Sacred Games (dal romanzo-fiume di Vikram Chandra) e diretto il dramma finanziario Choked: Money Talks, ambientato a Mumbai durante lo shock della demonetizzazione voluta nel 2016 dal Primo ministro Narendra Modi.

Nel cast di AK vs AK ci sono pure Sonam e Harsh Vardhan Kapoor, i veri figli di Anil.

Anche in questo caso, è una questione d'amicizia: Harsh Vardhan ha lavorato come assistente di Kashyap sul set di Bombay Velvet e ha recitato in Bhavesh Joshi Superhero, il secondo film diretto da Motwane.

Il regista

L'idea di AK vs AK è del regista, sceneggiatore e produttore Vikramaditya Motwane. Classe 1976, Motwane ha già diretto cinque film e collabora con Kashyap dai tempi di Dev.D (di cui ha scritto la sceneggiatura) e di Sacred Games.

In patria è apprezzato specialmente per Udaan, debutto del 2010 selezionato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, e per il successivo Lootera, adattamento del racconto L'ultima foglia di O. Henry con Ranveer Singh e Sonakshi Sinha.

Dietro questo "once upon a time in Bollywood", c'è persino un fatto accaduto (realmente?) sui social: una "lite" tra i due AK scoppiata via Twitter e riportata integralmente dal sito Wion

Gli insulti sono svariati, da "più grande truffa del cinema indiano" e "wannabe Tarantino" a "vecchio zio" e "bullo di Bollywood".

Tipico dramma indiano (ma c'è davvero poco da crederci) o scaltra strategia di marketing? Fatto sta che da quando è stato lanciato su YouTube lo scorso 7 dicembre, il trailer del film ha ottenuto oltre due milioni di visualizzazioni.

Kapoor è poi finito al centro di una polemica per l'uso "inappropriato" dell'uniforme dell'Indian Air Force (IAF), l'aeronautica militare indiana. La divisa IAF "è indossata in modo improprio – si legge sull'account Twitter dell'aeronautica – e il linguaggio utilizzato è inadeguato". 

Tutto non è conforme alle norme comportamentali delle forze armate indiane. Scene di questo tipo devono essere revocate.

Nel frattempo, AK e AK si sono prestati ad un altro video cliccatissimo in India, nel quale si scambiano addirittura le case.

Tutto vero o tutto falso? Citando i Queen di Bohemian Rhapsody, is this the real life? Is this just fantasy?

Per scoprirlo l'appuntamento è su Netflix dal 24 dicembre, con un film sgangherato e scorretto per un Natale speziato e tutto da ridere.

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