Questo è un uomo, la fiction Rai per il Giorno della Memoria

Tutto quello che c'è da sapere sulla docu-fiction dedicata a Primo Levi con Thomas Trabacchi, per ricordare la vita e l'opera dello scrittore piemontese che ha raccontato l'orrore dei campi di sterminio e la tragedia della Shoah.

Medusa Film / Colorado Film Un primo piano di Thomas Trabacchi sul set di Quo Vadis, Baby?

Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa sfondarono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz rivelando l'orrore del genocidio nazista al mondo intero.

Dal 2005 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha stabilito che il 27 gennaio diventasse una ricorrenza fissa e internazionale: il Remembrance Day, ovvero il Giorno della Memoria.

Per ricordare l'orrore della Shoah, la Rai dedica una programmazione speciale alle vittime dello sterminio e a tutte le persone che hanno protetto i perseguitati anche a rischio della propria vita.

La testimonianza più sconvolgente sull'inferno dei lager è quella fornita da Primo Levi nel suo capolavoro Se questo è un uomo, che diventa la docu-fiction Questo è un uomo con Thomas Trabacchi. Un film TV che, alle ricostruzioni di finzione, unisce interviste e materiali di repertorio.

La trama

Prodotta da Mario Rossini per Red Film in collaborazione con Rai Fiction e con il sostegno del Piemonte Film TV Fund, Questo è un uomo ripercorre la vita di Primo Levi dagli anni dell'infanzia a Torino alle sue esperienze nel campo di concentramento nazista, passando per la resistenza da partigiano antifascista, il lungo e travagliato viaggio di ritorno in Italia, narrato nel libro di memorie La tregua, e lo straordinario riscontro di pubblico ottenuto con le sue opere.

Tutto comincia nel marzo del 1982, l'anno in cui lo scrittore piemontese vince il Premio Campiello e il Premio Viareggio con Se non ora, quando?, il primo romanzo a pieno titolo di Levi che torna sulle vicende della Seconda guerra mondiale. Levi sta passeggiando da solo in montagna quando inciampa e si sloga una caviglia. Si ritrova ferito e sull'orlo di un precipizio. 

Red Film / Rai FictionUna scena del documentario "Questo è un uomo"

A salvarlo è uno sconosciuto. Quest'uomo misterioso gli presta soccorso, lo porta nella sua baita e dopo avergli praticato una fasciatura, gli dà ospitalità. È a lui che lo scrittore racconta la sua storia: le origini ebraiche, la passione per la scienza e la letteratura ereditata dal padre Cesare, gli studi al D'Azeglio e all'Università di Torino, l'entrata in vigore delle leggi razziali che "restituirono a me, come ad altri, il libero arbitrio".

Quando il papà si ammala di tumore, Primo si trasferisce a Milano in cerca di lavoro: qui entra in contatto con gli ambienti antifascisti militanti e si unisce al Partito d'Azione clandestino. Dopo l'8 settembre 1943, Levi si rifugia sui monti in Valle d'Aosta ma è arrestato il 13 dicembre: a quel punto decide di dichiararsi ebreo piuttosto che partigiano ed evitare così di essere fucilato. Due mesi dopo, il 22 febbraio 1944, viene stipato con altri 650 ebrei su un treno merci e destinato al campo di Auschwitz in Polonia.

Se questo è un uomo Il libro di Primo Levi
Se questo è un uomo

Il libro di Primo Levi

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Levi rimane ad Auschwitz fino al 1945. L'esperienza nel campo di sterminio lo segna profondamente. Decide di raccontarne l'umiliazione, l'offesa, la degradazione della dignità umana nel libro Se questo è un uomo, terminato nel 1947 e pubblicato da un piccolo editore, De Silva, a cura di Franco Antonicelli. L'unico a coglierne la portata dirompente è Italo Calvino, che definisce Se questo è un uomo un libro magnifico e Levi uno scrittore che "non cessa di parlare alle generazioni che si succedono".

Einaudi rifiuta quel manoscritto diverse volte – è bocciato sia da Natalia Ginzburg che da Cesare Pavese – e soltanto ne 1958 lo accoglie nei "Saggi": da allora l'opera diventa un successo internazionale, viene continuamente ristampata e tradotta in tutto il mondo. Le pagine dello scrittore piemontese, che si trasformano in un potente veicolo di consapevolezza della storia e di testimonianza di un avvenimento così tragico, rimangono nella memoria tra le più belle della letteratura sulla Seconda guerra mondiale.

Proprio quando il ritratto privato di uno degli scrittori italiani più conosciuti e amati all'estero sta per arrivare al presente, Levi scopre finalmente l'identità dell'interlocutore che gli ha appena salvato la vita curandolo e portandolo in quella casetta di montagna.

Il regista

Thomas Trabacchi, reduce dalla serie L'alligatore in cui ha interpretato il personaggio dello "zio" Beniamino, è Primo Levi nelle ricostruzioni di finzione di Questo è un uomo. 

La docu-fiction è diretta da Marco Turco, che ha anche scritto la sceneggiatura con Salvatore De Mola (già nella squadra di autori del Commissario Montalbano insieme a Francesco Bruni e Leonardo Marini) e Marco Spagnoli, giornalista e filmmaker specialista in film di montaggio come Hollywood sul Tevere, The Italian Jobs - Paramount Pictures e la serie Donne nel mito.

Classe 1960, Marco Turco è stato allievo di Ugo Pirro, Leo Benvenuti e Robert Mc Kee e dopo varie esperienze da aiuto regista, ha esordito alla regia negli anni '90 con cortometraggi, documentari, video e spot commerciali. 

Dopo il debutto nel lungometraggio con Vite in sospeso (1998), Turco ha diretto nel 2004 In un altro paese (documentario sui rapporti tra mafia e politica attraverso la ricostruzione delle vicende di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) e nel 2009 (dopo innumerevoli vicissitudini produttive) la love story multietnica La straniera, ispirata liberamente al romanzo omonimo dello scrittore iracheno Younis Tawfik.

Turco non è nuovo alle regie televisive di impegno civile per la Rai. Nel 2007 ha realizzato il biopic in due episodi Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu con Claudio Santamaria e nel 2010 la serie C'era una volta la città dei matti..., con Fabrizio Gifuni e Vittoria Puccini sulla vita dello psichiatra Franco Basaglia. 

Nel 2012 è stata la volta di Altri tempi, sulla battaglia della senatrice Lina Merlin per la chiusura delle case di tolleranza e l'introduzione del reato di sfruttamento della prostituzione, e nel 2015 del discusso L'Oriana, con Vittoria Puccini ne panni della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci.

L'uscita

La docu-fiction di Marco Turco è un TV movie da servizio pubblico e dalla giusta ambizione: ricordare sempre per cercare di contribuire a non far più accadere l'orrore.

Questo è un uomo va in onda in prima visione su Rai1 sabato 30 gennaio 2021 in seconda serata alle ore 22:45.

La docu-fiction include interviste a chi ha conosciuto e studiato Primo Levi: 

  • Marco Belpoliti
  • Edith Bruck
  • Noemi Di Segni
  • Anna Foa
  • David Meghnagi
  • Moni Ovadia
  • Giovanni Tesio

Quest'anno il ricordo di Primo Levi va in scena con incontri, lezioni, letture e riflessioni online organizzati dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi.

"Johnny's Place" by Quo Vadis, Baby? is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

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