WandaVision, la recensione dei primi tre episodi della serie Marvel

I primi tre episodi di WandaVision preparano il campo a una serie Marvel decisamente atipica, ma non per questo poco affascinante.

Marvel Studios Un'immagine di Wanda e Visione

Sin dall'annuncio, il progetto WandaVision ha destato parecchia curiosità sia tra gli addetti ai lavori che tra i fan del Marvel Cinematic Universe. A differenza di serie TV come The Falcon and the Winter Soldier, lo show dedicato ai personaggi di Wanda e Visione sembrava da subito ben lontano dai ritmi e dallo stile a cui il MCU ci ha abituati nel corso delle varie Fasi, specie per un ritmo generale ben lontano dall'epica ad ampio respiro vista in film come Avengers: Infinity War ed Endgame. Il perché è facile da intuire: Kevin Feige - boss di Marvel Studios - deve aver pensato che la ripartenza del Marvel Cinematic Universe deve passare anche e soprattutto da Disney+. specie dopo il posticipo di Black Widow (ossia il film che avrebbe dovuto dare il via alla Fase 4 sul grande schermo, slittato a causa dell'emergenza sanitaria globale). 

Diretta da Matt Shakman e scritta da Jac Schaeffer, WandaVision è qualcosa a cui fan Marvel Studios non sono mai andati incontro nel corso di questi lunghi anni di successi cinematografici (a partire dal primo Iron Man, datato 2008). Parliamo infatti di una serie che, perlomeno dai primi tre episodi, mette totalmente da parte gli elementi d’azione tipici del filone dei cinecomic, lavorando su un piano "surreale" e maggiormente psicologico.

Dove eravamo rimasti

Dai primi tre episodi è però difficile intuire se e quando la coppia di protagonisti si renderà conto di stare vivendo in un contesto creato appositamente per loro, specie a seguito dei drammatici eventi di Infinity War ed Endgame: al fine di impedire a Thanos di conquistare la Gemma dell'Anima, Wanda tolse personalmente la vita a Visione grazie ai suoi poteri straordinari. Il Titano Pazzo, riavvolgendo il tempo grazie all'ausilio di una Gemma dell'Infinito, riuscì però a uccidere Visione una seconda volta sotto lo sguardo inerme della sua compagna. Dopo essere stata "polverizzata" dallo schiocco del guanto di Thanos, abbiamo visto Wanda tornare alla fine di Avengers: Endgame (affrontando il villain di persona), fino al sacrificio di Tony Stark per spazzare via il Titano una volta per tutte.

WandaVision ripercorre lo stile e il look delle sitcom di tempo (dagli anni '50, passando poi ai '60, ai '70 e così via), abbracciando di fatto ogni elemento tipico dell'epoca: il bianco e nero, il formato video in 4:3 (proprio come quello dei vecchi televisori a tubo catodico) e più in generale una regia e un ritmo che ricalcano moltissimo quello di alcuni tra i più celebri show televisivi del secolo scorso. Lo show Disney+ immerge lo spettatore in una realtà distorta, con una forte vena comica, in cui viene sempre e comunque messo in dubbio il fatto che tutto ciò che stiamo vedendo a schermo è in realtà una grande illusione, un "mondo dei sogni" più vicino a un incubo, in cui Wanda e Visione sono loro malgrado imprigionati per un motivo che inizialmente non ci è dato sapere (le prime carte verranno svelate solo a partire dal terzo episodio).

Vita da strega... in coppia

La piccola e ridente cittadina che fa da sfondo ai primi tre episodi è infatti perennemente pervasa da un alone di mistero e inquietudine, così come i due protagonisti principali: Wanda Maximoff, interpretata da Elizabeth Olsen (e comparsa per la prima volta in Avengers: Age of Ultron), vive una felice vita di coppia con Visione, interpretato da Paul Bettany, un androide nato dall'evoluzione di J.A.R.V.I.S., (l'intelligenza artificiale costruita da Tony Stark/Iron Man) il quale ha preso coscienza e forma umanoide grazie alla Gemma dell'Anima. Ogni cosa sembra essere al suo posto, dal lavoro gratificante di Visione all'amorevole - ma un po' invadente - vicina di casa, Agnes (interpretata da una bravissima Kathryn Hahn). La coppia vive il loro rapporto proprio come quelli di un programma televisivo d'altri tempi, con tanto di risate (finte) del pubblico e varie pubblicità tra uno sketch e l'altro, ricche - ricchissime - di strizzatine d'occhio all'universo Marvel, specie quello cartaceo. Appare però chiara l'artificiosità di questa realtà fin troppo bella per essere vera, spesso inspiegabilmente oscura e oppressiva oltre ogni ragionevole dubbio.

Non è chiaro infatti il perché i due ex-Vendicatori siano finiti in un sobborgo americano degli anni '50 (tanto che la coppia sembra spesso porsi lo stesso dubbio dello spettatore, creando un'interessante metareferenzialità), specie quando si è portati a notare elementi "bizzarri", fuori contesto o addirittura a colori in una realtà - ancora - rigorosamente in bianco e nero: che sia un ramo che sbatte per il vento contro la finestra, oppure un elicottero giocattolo in un cespuglio, o ancora un uomo uscire da un tombino con indosso una tuta da apicoltore (proprio così).

Marvel StudiosWanda e Visione in una scena del secondo episodio di WandaVision

WandaVision abbraccia molteplici cliché delle sitcom più classiche, dalla cena degli imprevisti col capoufficio di Visione e sua moglie, al gruppetto di vicine di casa intente a mettere in piedi uno spettacolo di magia "per i più piccoli" (e che vede i due presentarsi coi nomi d'arte Illusion e Glamour) che si rivelerà per i presenti inaspettatamente sorprendente. La regia è sempre sobria, frizzante, senza mai una parentesi stonata o fuori luogo. Certo, come specificato poco sopra chi cerca l'azione classica del Marvel Universe è meglio che rivolga le sue attenzioni altrove, sebbene questa caratteristica non risulta essere di certo un difetto, bensì una scelta precisa e ponderata (che, quasi sicuramente, darà i suoi frutti solo con il procedere dei vari episodi).

Schaeffer, assieme alla direzione produttiva del sempre attento Kevin Feige, non poteva trovare modo migliore per riprendere le fila del discorso Marvel dopo la fine della Fase 3 (avvenuta ufficialmente con Spider-Man: Far From Home): offrendo ammiccamenti ed Easter Egg in grado di mandare in brodo di giuggiole i fan Marvel più sfegatati, la Casa delle Idee ha messo sul piatto uno show confezionato ad arte (i titoli di testa in stile cartoon della seconda puntata sono davvero deliziosi), tanto che i primi tre episodi di WandaVision danno modo allo spettatore di sentirsi nuovamente "a casa", in compagnia di Wanda e Visione. Pazientemente, in attesa che tutte le (molte) domande trovino finalmente una risposta nei prossimi episodi della serie.

Voto 8/10

Cambiando completamente registro rispetto ai classici prodotti del Marvel Cinematic Universe, WandaVision sembra esplorare nuovi e inquietanti aspetti del mondo dei supereroi della Casa delle Idee.

Marcello Paolillo

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