Le 10 serie TV da guardare se ami Vikings

Da The Last Kingdom a Beforeigners, ecco una lista da assaporare al grido di "Skål!", in attesa di Raised by Wolves (la prima serie di Travis Fimmel post-Ragnar Lothbrok) e dello spin-off Valhalla.

Lars Olav Dybvig / Rubicon TV / HBO Nordic Ágústa Eva Erlendsdóttir in una scena della serie Beforeigners

Siete orfani di Vikings? State ancora fremendo per il finale della serie e il destino dei figli di Ragnar Lothbrok? Vi mancano Björn, Ubbe, Floki e tutti gli altri guerrieri norreni?

Se vi sentite in astinenza dopo aver fatto binge-watching sfrenato della seconda parte della sesta e ultima stagione, non preoccupatevi: c'è molto altro da guardare per sopperire alla mancanza.

Nell'attesa di Valhalla, lo spin-off prodotto da Netflix con Sam Corlett protagonista e ambientato cent'anni dopo gli eventi dello show-madre, ecco 10 serie TV con le quali colmare il vuoto lasciato dalla conclusione dell'epica saga di Michael Hirst.

The Last Kingdom

Carnival Film e lo sceneggiatore Stephen Butchard portano sullo schermo le Saxon Stories di Bernard Cornwell. Siamo agli albori della civiltà sassone in Britannia, divisa in sette regni e occupata dai vichinghi: il giovane sassone Uthred di Bebbanburg (Alexander Dreymon), discendente di un aldermanno ma cresciuto come un figlio dai norreni, rivendica il suo diritto di nascita e le proprie radici, non senza problemi. Disponibile su Netflix, il dramma storico britannico conta quattro stagioni, con una quinta in arrivo.

Knightfall

Chi cerca atmosfere cupe, visionarie e crude, deve tuffarsi sull'historical drama di Don Handfield e Richard Rayner. L'ambientazione è quella del XIV secolo, quando i cavalieri dell'Ordine dei Templari vengono traditi e sono messi a morte dal papato di Bonifacio VIII e dal Re di Francia Filippo IV. Il templare Landry de Lauzon (Tom Cullen), nonostante il fallimento delle Crociate, non si arrende, rinvigorito dalla notizia che il Sacro Graal è misteriosamente riapparso. Le due stagioni (nella seconda c'è persino Mark Hamill) sono disponibili su Netflix: non ci sarà una terza perché History ha cancellato lo show.

Norsemen

Mai prendere troppo sul serio i norreni. A smentire il mito del vichingo da battaglia ci pensa questa demenziale parodia norvegese che il Guardian ha definito come un incrocio tra Il Trono di Spade e i Monty Python. In effetti siamo proprio da quelle parti: gli abitanti della Norheim dell'anno 790 sono tanto sanguinari e calcolatori quanto goffi e divertenti quando sono alle prese con cose come l'omosessualità e la gestione d'azienda. La comedy è ideata, scritta e diretta da Jon Iver Helgaker e Jonas Torgersen. Le tre stagioni sono su Netflix. Il binge-watching è semplice: gli episodi durano mezz'ora e sono 18 in totale.

Britannia

Un fantasy drama corale e dal budget sostanzioso, creato dal drammaturgo Jez Butterworth (con il fratello Tom e l'executive James Richardson) per far immergere gli spettatori nel 43 dopo Cristo, quando l'imperatore Claudio mette a punto la conquista della Britannia per sottomettere i celti e si ritrova alle prese con i saperi magico-esoterici dei druidi. L'accuratezza storica a volte latita, ma i paesaggi mozzafiato (location tra la Repubblica Ceca e il Galles), il suggestivo misticismo e la colonna sonora di Neil Davidge fanno il loro dovere. Le due stagioni sono state trasmesse in Italia da Sky Atlantic: la terza dovrebbe arrivare nel corso del 2021.

Camelot

La saga di Re Artù secondo gli elementi tipici di una produzione Starz: sesso e intrighi, magia e caccia alla corona, spade affilate e combattimenti splatter. Nel cast d'eccezione spiccano Joseph Fiennes (Merlino) ed Eva Green (Morgana), mentre il giovane Artù è interpretato dal britannico Jamie Campbell Bower. Girata nella contea di Wicklow, in Irlanda, la serie ha una sola stagione da 10 episodi, andati in onda su Joi e ora disponibili su Infinity. Starz ha cancellato il fantasy nel 2013, ufficialmente a causa dei "conflitti di programmazione" nelle agende di Fiennes, Green e Campbell Bower.

Beforeigners

Nella Oslo di oggi vivono i "discronici": sono persone arrivate misteriosamente da tre epoche del passato (l'età della pietra, l'era vichinga e l'Ottocento) e che non possono tornare indietro. C'è chi è discriminato e chi si è adattato al presente, come la giovane detective norrena Alfhildr (Krista Kosonen), affiancata dai superiori all'esperto (e con problemi di dipendenza) Lars (Nicolai Cleve Broch) per risolvere un caso complesso: il ritrovamento di un cadavere nel porto della città. L'integrazione in chiave fantasy procedurale nella prima serie norvegese di HBO Europe, disponibile su RaiPlay e già rinnovata da HBO per una seconda stagione.

The White Queen

La mini-serie in 10 episodi (qui da noi l'ha trasmessa Sky Uno) basata sui romanzi di Philippa Gregory, ambientati nel quindicesimo secolo durante la Guerra delle due rose. Le protagoniste sono Rebecca Ferguson, Amanda Hale e Faye Marsay, rispettivamente Elisabetta Woodville (la "regina bianca" e moglie segreta di Edoardo IV), Margaret Beaufort (la "regina rossa" madre di Enrico VII) e Anne Neville (la "figlia del creatore di re" Lord Warwick e regina consorte di Riccardo III). Tre donne in aperto conflitto per il trono. Vanta due sequel: The White Princess (sul matrimonio tra Enrico VII e Elisabetta di York che metterà fine al conflitto) e The Spanish Princess, dedicato al problematico ingresso a corte della principessa Caterina d'Aragona.

Barbari

Ha debuttato lo scorso ottobre la serie tedesca che rilegge la battaglia della foresta di Teutoburgo e il confronto tra i giovani cherusci Thusnelda (Jeanne Goursaud) e Folkwin (David Schütter) e l'ufficiale romano Arminio (Laurence Rupp), amici d'infanzia chiamati a unire le forze sul campo di battaglia. I creatori Arne Nolting, Jan-Martin Scharf e Andreas Heckmann hanno voluto fornire un punto di vista inedito dello scontro di Varo. Agli spettatori il risultato è piaciuto e Netflix, la piattaforma che ospita la serie, l'ha già rinnovata per una seconda stagione.

The Bastard Executioner

Unica stagione da 10 episodi (FX l'ha cancellata causa bassi ascolti) per la serie di Kurt Sutter, il regista e sceneggiatore di The Shield e creatore di Sons of Anarchy. Nel Galles del XIV secolo, l'ex soldato Wilkin Brattle (Lee Jones) cerca vendetta quando i baroni del regno gli massacrano la famiglia: da quel momento Wilkin diventa per tutti il boia Gawain Maddox. Lo show ha diviso il pubblico e la critica tra entusiasti e detrattori. Brutalità e gore, paganesimo e realismo feroce, almeno, sono assicurati.

Raised by Wolves - Una nuova umanità

L'ultima serie di questa lista non ha nulla a che vedere con le precedenti: è una distopia sc-fi che segna la prima esperienza nel mondo della serialità di Ridley Scott (produttore e anche regista dei primi due episodi) e il ritorno post-Vikings di Travis Fimmel. L'attore australiano è Marcus, un soldato alle prese con le conseguenze della guerra tra gli atei militanti e l'ordine religioso dei Mitraici che ha devastato la Terra.

L'unica speranza per l'umanità è l'approdo su Kepler 22-b di Madre (Amanda Collin) e Padre (Abubakar Salim), due androidi mandati sul pianeta per tentare di colonizzarlo. Ma avere a che fare con i culti degli umani non è mai semplice.

Accolta con entusiasmo negli Stati Uniti e già rinnovata per una seconda stagione, Raised by Wolves è più adatta ai fan di Battlestar Galactica che a quelli dei Vikings.

Poco importa: siete pronti a riabbracciare Ragnar Lothbrok?

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