Escape Room: la trama e il finale del film di Adam Robitel

Diretto da Adam Robitel nel 2019, Escape Room è un horror psicologico di gran successo che ha sorpreso gli spettatori grazie (anche) al suo inaspettato finale. Ecco cosa succede.

Warner Bros. Una scena di Escape Room

Prodotto con un budget di poco più di 9 milioni di dollari, Escape Room si è rivelato - almeno da un punto di vista commerciale - un gran successo cinematografico nel 2019, arrivando ad incassare oltre 155 milioni di dollari nei cinema di tutto il mondo. Per chi non lo sapesse, un'escape room (o anche gioco di fuga dal vivo), altro non è che è un gioco di logica in cui i concorrenti, rinchiusi in una stanza appositamente allestita, devono risolvere enigmi, indovinelli, utilizzare elementi strutturali e non della stanza stessa per trovare una via di fuga e vincere il gioco.

La pellicola, diretta da Adam Robitel (Insidious - L'ultima chiave), ha ridefinito in chiave thriller-horror il concetto di evasione di escape room, ponendosi a metà strada tra film cult come Cube, Hostel e Saw - L'enigmista

I 100 minuti del film Escape Room si sono conclusi con un finale aperto che ha lasciato spazio ad una nuova storia, dopo tutta una serie di rimandi causati principalmente dalla pandemia di Covid-19. In attesa del sequel, pertanto, è bene andare a rispolverare brevemente la trama di Escape Room, analizzando soprattutto il suo controverso finale che lascia allo spettatore ben altro che corpi senza vita e trappole sanguinose.

La trama in breve

Warner Bros.Escape Room: scena
Una scena di Escape Room

La trama di Escape Room ruota attorno a un gruppo di sei adulti che ricevono dei misteriosi (e mai richiesti) inviti per prendere parte ad un'escape alquanto coinvolgente.

I partecipanti vengono invitati a raggiungere un posto che si trova a Chicago, con la promessa di un premio di 10mila dollari per il vincitore del gioco. L'escape room sembra apparentemente messa in piedi da una società chiamata Minos Escape Rooms (sembra abbastanza chiaro il riferimento all'ineludibile labirinto di Minosse).

I personaggi che ci vengono presentati sono apparentemente molto diversi gli uni dagli altri:

  • Zoey, una studentessa universitaria di fisica
  • Jason, un ricco uomo d'affari
  • Ben, un garzone con problemi di alcolismo
  • Mike, un camionista
  • Amanda, veterana della guerra in Iraq
  • Danny, grande appassionato proprio di escape room

Una volta cominciato il gioco, l'escape room si rivela sin da subito una trappola mortale con una stanza che è in realtà un forno gigantesco. Ma l'escape room farà poi approdare i concorrenti in una stanza ghiacciata, e infine in una sala da bar capovolta su un enorme pozzo. A morire per primi sono rispettivamente Ben e Amanda.

Come finisce Escape Room?

I giocatori sopravvissuti riescono - finalmente - a scovare qualche indizio che rivela lo scopo del terribile gioco a cui stanno partecipando. Mike, Ben, Zoey e Jason entrano in una stanza attrezzata come una stanza d'ospedale con sei letti. Ben presto i 4 protagonisti si rendono conto che la stanza è stata allestita in modo da ricordare loro un'esperienza traumatica del passato di cui sono stati gli unici sopravvissuti. Si scopre così che Zoey è sopravvissuta ad un incidente aereo, Mike ad un incidente in miniera, Ben ad un incidente in auto e Jason ad un incidente in barca. 

Quella che per i giocatori viene concepita come una vera e propria tortura psicologica, altri non è che quindi un gioco appositamente realizzato per mettere questi sopravvissuti ad eventi catastrofici l'uno contro l'altro.

Dopo aver compreso che l'escape room è una sorta di "esperimento sociale", Ben, Mike e Jason tentano di risolvere l'enigma della stanza: un test di natura fisica per cui occorre portare la frequenza cardiaca di un concorrente al di sotto di una certa soglia. Ad avere la peggio è il povero Mike. Zoey, invece, apparentemente impazzita comincia a distruggere ogni telecamera presente nella stanza.

Zoey spiega agli altri il suo gesto apparentemente inconsulto motivandolo con una teoria della fisica nota come effetto Quantum Zeno. La studentessa, dopo aver ripensato a quanto accaduto nelle stanze precedenti, immagina che le persone responsabili del gioco non stiano osservando passivamente il gioco, ma siano coinvolte attivamente in esso. Distruggendo le telecamere ciò non sarà più possibile per loro.

Del gas velenoso comincia a riempire la camera, e i tre uomini del gruppo scappano lasciandosi indietro Zoey, che insiste per terminare il suo lavoro di distruzione. Quando il gas riempie la stanza, la giovane sopravvive respirando attraverso una maschera di ossigeno, immaginando che nessuno - non potendola vedere - sappia che è ancora viva. Quando alcuni membri della società Minos si recano a ripulire la stanza, Zoey li attacca e riesce a cavarsela.

Dopo un'efferata lotta contro Jason, Ben sopravvive all'ultima stanza e incontra il Game Master, che gli spiega alcune delle motivazioni alla base del "gioco": tutti i partecipanti - di volta in volta - sono uniti da un'esperienza condivisa (sono atleti, studenti, sopravvissuti ad eventi tragici, etc.). Per giustificare l'escape room il Game Master fa riferimento a quelli che sono stati tutti gli "sport sanguinosi" della storia dell'umanità. I giocatori possono essere quasi paragonati a dei gladiatori, con lo spettacolo che è a beneficio esclusivamente del pubblico: "uno sport per coloro che hanno ancora sete di barbarie". Peccato che non sia prevista la possibilità di vittoria per nessuno dei partecipanti. Lo show a cui gli spettatori del film hanno assistito potrebbe dunque essere paragonato ad una sorta di Grande Fratello in chiave horror, con delle prove che di volta in volta non concedono la possibilità di ottenere dei premi ma - forse - di salvare la propria vita.

Il Game Master tenta di uccidere Ben, ma per fortuna arriva Zoey, che con il suo compagno di avventura riesce a sopraffare il maestro del gioco.

Ben e Zoey riescono a sopravvivere, ma non ad ottenere giustizia. Una volta condotta la polizia sul luogo del gioco, scoprono che tutto è stato smantellato, a discapito della loro credibilità. Anzi, l'ingegnosa Zoey viene schernita da un anagramma sul muro, che ha senso solo ai suoi occhi e che recita le parole "Wootang Yu" - una scritta misteriosa, in precedenza apparsa anche in altre stanze dell'Escape Room. Mentre gli agenti non le danno alcun peso, Zoey capisce che la scritta probabilmente sta a significare: "Nessuna via d'uscita".

Ad ogni modo, l'incubo sembra essere finito per Ben e Zoey, che per alcuni mesi vanno avanti con le loro vite. I due si rincontrano dopo sei mesi a Chicago, con Zoey che sembra però non darsi pace per l'ingiustizia subìta da coloro che non ce l'hanno fatta nell'Escape Room e che non hanno ottenuto neppure una degna sepoltura. Zoey convince Ben a seguire un ultimo indizio, nascosto nel logo dell'azienda, e che sembra rivelare come la sede della Minos Escape Room sia a Manhattan, New York. I due decidono dunque di volare verso la Grande Mela in cerca di giustizia.

La pellicola abbandona improvvisamente i due protagonisti per catapultare visivamente gli spettatori in quello che sembra essere un aereo di linea in caduta libera. I passeggeri urlano per paura di morire, gli assistenti di volo lavorano freneticamente per tentare di arrivare alla cabina di pilotaggio e impedire all'aereo di schiantarsi.

Una nuova escape room? No, per lo meno non ancora. Si scopre che questo è il nuovo test che la compagnia Minos ha realizzato e che intende utilizzare per una escape room che vorrebbe installare all'interno dell'aereo che Zoey e Ben prenderanno per raggiungere New York. Un misterioso sorvegliante che spiega di come i due avranno ora il 4% di possibilità di sopravvivere a questo nuovo gioco, pronto a cominciare.

I momenti finali di Escape Room sembrano fornire una chiara anticipazione di quello che sarà il sequel, destinato a mostrare la vera potenza della Minos Escape Rooms. Come in una sorta di sguardo dietro le quinte, ci è permesso scoprire che tante sono le persone coinvolte già solo nella simulazione dell'escape room sull'aereo, inducendo tutti noi spettatori a chiederci quanto possa essere folle, profonda e radicata la follia di alcuni (molti) esseri umani assetati di sangue e desiderosi di respirare l'altrui terrore.

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