Io sto con gli ippopotami: 10 curiosità sul film con Bud Spencer e Terence Hill (e la sua abbuffata!)

Dalla mangiata colossale (che ha una durata record per la scena di un singolo film) agli aneddoti sulla canzone Grau Grau Grau e l'armonica a bocca di Slim, ecco dieci cose tutte da sapere sulla commedia ecologista della mitica coppia.

Metropolitan Cad / Pentavideo Terence Hill e Bud Spencer in una scena del film Io sto con gli ippopotami

Io sto con gli ippopotami è l'undicesimo film interpretato dalla coppia Bud Spencer e Terence Hill. Siamo alla fine degli anni Settanta e il produttore romagnolo Italo Zingarelli subentra a Giuseppe Colizzi dietro la macchina da presa firmando la sua terza regia, su sceneggiatura di Barbara Alberti, Mario Pagani e Vincenzo Mannino.

Stavolta si va in Africa per un safari, ma uno dei grandi classici del duo, diventato negli anni un vero e proprio cult movie, non può che sparare a salve.

Prodotto da Roberto Palaggi e girato in Sud Africa, Io sto con gli ippopotami è infatti una favola ecologista a suon di sganassoni, battute irresistibili e buoni sentimenti. Un atto d'accusa al traffico di animali e allo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali.

Sono svariate le curiosità legate a questa pellicola, che anche i fan di vecchia data del duo potrebbero non conoscere.

  1. La mangiata colossale
  2. L'aragosta (vera)
  3. L'intruglio delizioso
  4. La canzone Grau Grau Grau
  5. L'armonica a bocca
  6. Il cazzotto a Joe Bugner
  7. Terence e i leoni
  8. La scena del camion
  9. Le mani di Tony Binarelli
  10. Un successo internazionale

La mangiata colossale

Io sto con gli ippopotami contiene uno degli sketch più divertenti della coppia e una delle abbuffate più strepitose della storia del cinema: il lunghissimo pranzo dal signor Ormond.

Da quando Tom si fa largo a tavola e incarta il ciucciotto fino ai drink distesi su amaca e poltrona, l'abbuffata dura la bellezza di 7 minuti e mezzo!

Bud è animalesco ma tenero, Terence è scaltro ma altrettanto affamato. Una scena che procura ad ogni visione una fame da lupi perché, come amava ripetere Bud, "mangiare è una cosa seria".

L'aragosta (vera)

Un particolare non sfugge mai agli spettatori: l'aragosta divorata da Slim. La produzione diede all'attore un'aragosta falsa ma l'effetto non fu dei migliori. Terence allora decise di mangiarne una vera.

Facevo dei grossi bocconi, la camera si fermava in modo che potessi sputare. Facemmo così per tutta la scena, io mangiavo un boccone e poi lo sputavo!

L'intruglio delizioso

Ebbene sì: Terence Hill ha davvero bevuto il delizioso intruglio che "sembra cacca di pecora nana".

Dentro c'erano realmente caviale del Volga, burro, sale, pepe e... champagne!

La canzone Grau Grau Grau

La colonna sonora di Io sto con gli ippopotami è firmata da Walter Rizzati, l'autore delle musiche di due cult movie del cinema italiano di genere: Quella villa accanto il cimitero di Lucio Fulci e 1990 - I guerrieri del Bronx di Enzo G. Castellari.

La canzone centrale del film, Grau Grau Grau, è cantata da Bud Spencer in persona su testo scritto dall'attore stesso. Un inno ecologista in netto anticipo sui tempi, un brano buffo che si infila subito nel cervello e si fa fatica a dimenticare.

Rizzati ha rivelato che inizialmente al posto del verso del leone era previsto un triplice "ta pum!". Quando Bud l'ha ascoltato, ha pensato che fosse troppo simile ad una canzone militare e così l'ha modificato con il celebre "grau grau grau".

Watch out Mr. Lion don't bite me
Shout down, if you wanna go free
I'll hear when you call and I answer you all
Grau Grau Grau

Some people aren't nice to lions
Some people aren't nice to hippos
We better think twice let's try it be nice
Grau Grau Grau

Men are wild and the lions are wild,
that's what most people say
But I have seen that malice king
and lions just like to play
And I'm not drunk, it's not the sun,
that makes me feel this way
But lions are mart and minor wild
and children just like to play

So please Mr. Man don't shoot me
don't catch me, don't take me away
It's here where I live, let's forget and forgive
Grau Grau Grau

Men are wild and the lions are wild,
that's what most people say
But I have seen that malice king
and lions just like to play
And I'm not drunk, it's not the sun,
that makes me feel this way
But lions are mart and minor wild
and children just like to play

So please Mr. Man don't shoot me
don't catch me, don't take me away
It's here where I live, let's forget and forgive
Grau Grau Grau

Lo score è stato registrato alla RCA a Roma con una formazione che include virtuosi eccezionali come il trombonista Dino Piana e i trombettisti Oscar Valdambrini e Alberto Corvini.

L'etichetta romana Beat Records ha ristampato la colonna sonora del film con le 12 tracce dell'album del 1979 rimasterizzate in digitale e 11 bonus track mai pubblicate prima e ritrovate nei master stereo originali.

L'armonica a bocca

Nella canzone Freedom, a suonare l'armonica non è Terence Hill ma Franco De Gemini. Il musicista ferrarese ha suonato l'armonica in più di 800 colonne sonore, da West Side Story ai western di Sergio Leone.

Il Coro è quello dei Cantori Moderni diretto da Alessandro Alessandroni.

Le voci che si ascoltano nel brano Ciocio-ciociolosa, dal canto tradizionale sudafricano Shosholoza, sono quelle dei nativi del luogo: le comparse e i generici che appaiono nella scena del carico degli animali.

Il cazzotto a Joe Bugner

Il cattivissimo Ormond è interpretato da Joe Bugner, ex pugile ungherese-americano, professionista nella categoria dei pesi massimi e capace di affrontare Joe Fraizer e per ben due volte (senza finire al tappeto) Muhammad Ali.

Bugner si era ritirato dal ring alla fine degli anni Settanta ed era diventato un habitué dei film di Spencer con Lo chiamavano Bulldozer. Ma nella vita "c'è sempre uno più forte di te": nella scazzottata finale del film, Bud prese male le distanze e gli sferrò un gancio in piena faccia!

Terence e i leoni

Nella scena in cui Slim libera gli animali selvaggi, quello che si vede nella gabbia dei leoni è proprio Hill.

L'attore non ha usato una controfigura: Girotti ha raccontato che l'addomesticatore gli diede un bastone dicendogli semplicemente di stare "molto attento a non cadere".

Se fossi caduto i leoni mi avrebbero attaccato. Così camminai molto lentamente! Mi sono accorto soltanto dopo di quanto in realtà la scena fosse pericolosa!

La scena del camion

Walter Rizzati ha rivelato alla rivista Colonne sonore che nella scena con Bud che canta insieme ai bambini, c'era pure lui.

Io ero sdraiato a terra nel camion per dare gli attacchi, mentre la musica suonava in sottofondo e la camera-car riprendeva. In realtà in quella scena sono presente anch'io. Bud e Terence giocavano, si divertivano prima che recitare.

Le mani di Tony Binarelli

Le mani dell'uomo col turbante che fa il gioco delle tre carte con Slim sono di Tony Binarelli. Il prestigiatore romano aveva già "prestato" le sue abilità a Terence Hill nella mitica partita a poker di Trinità con "alzata tripla".

Binarelli, tuttavia, ha dato il meglio di sé nella scena nel casinò, come ha raccontato al programma Stracult.

Un successo internazionale

Uscito nelle sale nel dicembre del 1979, Io sto con gli ippopotami incassò al botteghino italiano oltre 7 miliardi di lire.

Il film è stato distribuito in tutto il mondo con i titoli più disparati. Quello internazionale è I'm for the Hippopotamus, ma in Colombia è diventato Dos superlocos en apuros, in Francia Cul et chemise e in Olanda De vier vuisten op Safari, traducibile come Quattro pugni al safari.

Se in Portogallo è Pela Medida Grande!, in Germania i distributori lo ribattezzarono Das Krokodil und sein Nilpferd, ovvero Il coccodrillo e il suo ippopotamo.

D'altronde la Germania è stata sempre innamorata di Carlo Pedersoli: c'è persino un verbo in tedesco, "sich budspenceren", che vuol dire "picchiare come Bud Spencer".

Quando l'attore è scomparso, all'età di 86 anni, il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, ha ricordato l'eroe delle scazzottate con un tweet commovente: "Pugno duro, cuore tenero, uomo fantastico. Riposa in pace, eroe della mia infanzia".

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