Cenerentola: 10 curiosità e retroscena sul film con Whoopi Goldberg e Whitney Houston

La Cinderella "black" di Rodgers e Hammerstein arriva finalmente nel catalogo di Disney+: ecco tutto quello che c'è da sapere (e che forse non sai) sul cult movie del 1997.

Walt Disney Television Brandy Norwood e Whitney Houston in una scena del film Cenerentola

Cenerentola di Rodgers e Hammerstein entra finalmente nel catalogo di contenuti di Disney+. La versione multiculturale della fiaba, remake televisivo del classico CBS del 1957 con Julie Andrews, è considerato uno dei TV movie più amati di tutti i tempi e un musical che ha fatto sognare generazioni di fan.

Il merito è soprattutto delle travolgenti performance musicali e del cast multietnico: la protagonista Brandy afroamericana, il principe Christopher il filippino Paolo Montalbán, due star black famosissime all'epoca come Whitney Houston e Whoopi Goldberg.

Costato 12 milioni di dollari, Cenerentola è andato in onda per la prima volta il 2 novembre del 1997 su ABC e ha incollato allo schermo qualcosa come 60 milioni di spettatori.

Ora che Cenerentola arriva nella collezione "Celebriamo insieme le Black Stories" di Disney+, ecco dieci curiosità tutte da scoprire su questo piccolo cult degli anni '90.

Il coraggio di Whitney Houston

L'attrice e cantante è la vera artefice di questo remake. Tutto nasce nel 1993, quando i produttori Craig Zadan, Neil Meron e Debra Martin Chase pensano di replicare il successo televisivo ottenuto da Gypsy, musical con Bette Midler diventato campione d'ascolti su CBS.

Cenerentola, già rifatto dal network nel 1965 con Lesley Ann Warren, è il titolo adatto. Michael Eisner, boss della Casa di Topolino che sta cercando qualcosa di spettacolare per lanciare la serie antologica "The Wonderful World of Disney", coinvolge i tre produttori, che gli propongono questa "bomba": Cenerentola con Whitney Houston.

La popstar dovrebbe interpretare Cenerentola: l'imbeccata è di Nicole David, all'epoca agente della Houston. Ma non tutti sono convinti. L'intervento di Robert Freedman è decisivo. I produttori e lo sceneggiatore fissano un appuntamento con Whitney e Bobby Brown in un hotel di New York. La Houston è convinta che le venga chiesto di interpretare Cenerentola, ma nelle prime bozze del copione il cast è completamente diverso.

Nel progetto è coinvolta la crema di Broadway: LaChanze come Cenerentola, Brian Stokes Mitchell nei panni del principe, Theresa Merritt in quelli della fata madrina e Dana Ivey nel ruolo della matrigna cattiva.

Whitney legge attentamente lo script, senza mai guardare il cast. La sua reazione alla sceneggiatura è entusiasta: accetta di recitare nel film, ma si rende conto che a 34 anni è troppo vecchia per diventare la protagonista. Non vuole replicare l'errore di Diana Ross, che nel 1978, 34enne come lei, è stata Dorothy in I'm Magic, il remake "black" del Mago di Oz di Sidney Lumet.

A quel punto la popstar mette al servizio del film il suo successo planetario, confermato in quel periodo da Uno sguardo dal cielo e dalle vendite stratosferiche di I Believe in You and Me, e strappa una richiesta essenziale: sarà la fata madrina soltanto se ci saranno inclusività e "diversity" nel cast. Comincia così il "rewriting" e la scelta della protagonista cade su Brandy Norwood.

La scelta di Brandy

Nel 1997 Brandy è già una piccola star. Figlia di un cantante e di un manager, ha debuttato tre anni prima con un disco R&B da milioni di copie vendute, è stata protagonista della sitcom Moesha, ha inciso Where Are You Now? con Lenny Kravitz per la colonna sonora di Batman Forever e Sittin' Up in My Room con Babyface per quella di Donne - Waiting to Exhale.

La "convocazione" arriva quasi per caso. Brandy è a casa nella sua villa a Carson, in California, quando squilla il telefono, risponde e dall'altra parte della cornetta c'è Whitney Houston. "Ti andrebbe di diventare Cenerentola? Io sarò la tua fata madrina", le domanda. La risposta non può che essere un sì: è così che nasce – dopo urla a squarciagola e corse sfrenate per tutta la casa – la prima Cinderella afro-americana.

Le paure della Disney

Alcuni dirigenti alla Disney sono nervosi e preoccupati per l'eccesso di diversità del cast. Senza fare nomi, Craig Zadan ha raccontato a Shondaland, il magazine lanciato nel 2017 dalla società di Shonda Rhimes, che un executive gli disse:

Se state progettando di dare a Brandy la parte di Cenerentola, perché allora non potete prendere Jewel? Così avrete una Cenerentola bianca e una fata madrina nera: sarà ancora multiculturale.

Zadan e gli altri tengono il punto e oppongono un netto rifiuto alla richiesta. "Jewel sarebbe stata un buco nell'acqua", ricorda Chase Martin.

Per vedere un'altra principessa nera in un film Disney dovranno passare altri 12 anni: la giovane Tiana del cartoon La principessa e il ranocchio.

Il lungo casting di Whoopi Goldberg

Portate a bordo Whitney e Brandy e preso Jason Alexander (Lionel) dal cast di Seinfeld, i produttori devono trovare la regina Costantina. Chase e Zadan sono in contatto da tempo con Whoopi Goldberg, ma inizialmente pensano a lei per il ruolo della matrigna.

L'attrice è molto impegnata e chiede tempo. Allora i producer si rivolgono a Bette Midler, che dice subito di no: troppo scomoda la parte della bianca "cattiva" con figlia "buona" e nera. L'unica che accetta questa sfida è Bernadette Peters, che si unisce alla sorellastre Veanne Cox e Natalie Desselle e al re Victor Garber, convinto dal coreografo Rob Marshall. Resta scoperto il personaggio di Costantina.

Chase parla senza successo con Julie Andrews e Michelle Pfeiffer. Il tempo stringe e la produttrice ci riprova con Whoopi. L'attrice ricorda a Shondaland quei momenti così:

Mi chiamano Craig e Neil. Mi chiedono: 'Allora, ci stai a interpretare la Regina?'. La mia risposta? Certo. Ci sono Whitney Houston e Brandy, e Victor è uno dei miei preferiti tra quelli con cui ho lavorato. Farò tutto quello che volete!

Il principe filippino

L'ultimo attore da scovare per questo lunghissimo casting è il principe Christopher. La scelta è tra un attore nero o latino. Chase organizza i provini a Los Angeles ma non è soddisfatta: scarta perfino Wayne Brady e Antonio Sabato, Jr.

Il casting si sposta a New York, dove si presentano Taye Diggs e un giovane Marc Anthony. Quando ormai i produttori sono sconsolati, l'ultima ora dell'ultimo giorno, sbuca dal nulla (e in ritardo) Paolo Montalbán.

L'unica esperienza che questo ragazzo di 23 anni vanta è da tappabuchi per The King and I a Broadway. "Apre la bocca – ricorda Debra Martin Chase – e canta come un angelo. Quasi boccheggiando, ci diciamo: 'L'abbiamo trovato'".

Perché Falling in Love with Love

Falling in Love with Love è una delle canzoni più famose di Cenerentola, affidata alla voce di Bernadette Peters. Rob Marshall sceglie il brano: è amico del paroliere Fred Ebb e gli chiede di poter adattare questo brano del musical The Boys from Syracuse di Lorenz Hart.

Ebb in persona partecipa (non accreditato) all'arrangiamento, prendendo in prestito un pezzo di The Prince Is Giving a Ball di Town Crier. Rodgers e Hammerstein vogliono dimostrare che persino un personaggio così negativo, in fondo, più che una perfida strega è "il prodotto di amare esperienze".

La registrazione delle canzoni

La colonna sonora del film viene registrata negli studi di Capitol Records prima ancora che le riprese siano del tutto concluse tra il cosiddetto "European Village" degli studi Universal e gli interni, girati negli stessi set MGM del Mago di Oz.

Per rendere più fluide le transizioni tra i dialoghi e le parti cantate, il regista Robert Iscove chiede ai suoi attori uno sforzo significativo: cantare da 8 a 16 battute dal vivo sul set prima di passare alla registrazione delle tracce.

Houston, Brandy, Paolo Montalbán e Bernadette Peters si dividono tra il set, la sala prove e lo studio in sedute lunghissime. Sono l'entusiasmo e la naturalezza di Whitney a rendere meno gravoso e stressante il lavoro.

La popstar mette tutti i colleghi a proprio agio: chiede a tutti cosa faranno nel weekend, racconta aneddoti su quanto sia "normale" un amico come Michael Jackson, invita Brady a conservare il suo approccio simpatico e spontaneo e a Paolo di dimenticare per un po' Broadway e cantare più "poppy, come George Michael".

I gioielli della Regina

Robert Iscove vuole che l'aspetto visivo del film richiami le opere di Gustav Klimt e Maxfield Parrish e affida la creazione dei costumi a Ellen Mirojnick.

Gli abiti più complicati da realizzare sono quelli per la regina Costantina. I gioielli in particolare richiedono parecchio lavoro, tanto che Mirojnick li realizza a mano con i suoi collaboratori. Peccato che i modelli di quella bigiotteria siano finti e quando Whoopi Goldberg li vede non ci sta.

No, no, non ci siamo. I miei gioielli devono essere veri. Andate da Harry Winston [il famoso gioielliere soprannominato il re dei diamanti, ndr] e scegliete tutto quello che volete. Non indosserò gioielli falsi. Prendete roba vera. Sono sicura che sarà un successo.

Così avviene: sul set l'attrice indossa gioielli veri dal valore di 5 milioni di dollari. Guardie armate arrivano negli studi quando c'è da girare, le mettono addosso i preziosi e glieli tolgono prima ancora che la Goldberg possa alzarsi dal trono!

Le comparse per la scena del matrimonio

Le scene del ballo e del matrimonio sono le più complicate da girare. Norwood e Montalbán devono provare negli spazi stretti dello studio in mezzo agli operatori perché Iscove ha avuto l'idea di girare con una Steadicam che si muove in direzione opposta ai passi di danza dei protagonisti.

Quando Brandy appare per la prima volta nel suo abito regale, metà delle persone presenti sul set scoppiano in lacrime per l'emozione. La vera difficoltà si presenta però l'ultimo giorno di riprese, quando c'è da girare il momento cruciale delle nozze.

Nonostante il budget monstre, i soldi sono finiti e i produttori devono chiedere altri quattrini alla Disney per avere il maggior numero possibile di comparse. L'executive che voleva Jewel torna a farsi vivo e nega il finanziamento per gli extras. La salvezza diventa Whoopi Goldberg.

L'attrice rinuncia a diaria e indennità e manda i contanti a casa del dirigente Disney, accompagnati da un biglietto che recita: "Ecco il mio contributo per le comparse per l'ultimo giorno". Quella scena, per come la vediamo oggi, è stata girata grazie ai soldi messi di tasca propria da Goldberg, Meron e Zadan.

L'impatto culturale

Lo sceneggiatore  Robert Freedman ha più volte ripetuto che "la nostra Cenerentola non è il film più femminista che esista, ma lo è rispetto alle altre versioni della fiaba".

L'obiettivo dichiarato della produttrice Debra Martin Chase è sempre stato quello di presentare una "black Cinderella" specchio di una società in continua evoluzione, capace di incoraggiare bambine e bambini di tutti i colori a sognare.

Dopo la premiere al TCL Chinese Theatre e la messa in onda, Brandy e Montalbán, Jason Alexander e Bernadette Peters sono sommersi di complimenti. Goldberg ricorda di aver visto il film per la prima volta in TV con la nipote di 6 anni.

Era estasiata. 'Nonna, sei una regina?', mi chiese. 'Sì, lo sono: sono una regina', le ho risposto. Cenerentola è qualcosa di magnifico proprio perché ti dà l'idea che tutto è possibile. 'Se tu sei una regina, allora io sarò una pittrice'.

Oggi Amarah Skye Martin, la nipote di Whoopi, ha 30 anni ed è una visual artist di successo.

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