Equinox: il finale e la spiegazione della serie horror di Netflix

Un horror soprannaturale, l'eterno conflitto fra scienza e fede, la verità finalmente svelata: ecco il finale di Equinox, la serie di Netflix che mescola horror e thriller soprannaturale.

Suggestiva, ricca di suspense e di mistero, con continui salti temporali fra il presente e il passato, Equinox ci ha raccontato in 6 episodi la storia di Astrid (Danica Curcic), la cui sorella maggiore Ida (Karoline Hamm) scompare insieme ad altri compagni di scuola la sera in cui festeggiano il diploma.

Molti anni dopo, Astrid è diventata una giornalista e, contattata da uno dei sopravvissuti a quella lontana sera, decide di tornare a casa per riaprire l'antica ferita e scoprire cos'è successo a sua sorella.

Rimettendosi in gioco, recuperando un rapporto molto difficile con la madre Lene (la bravissima Hanne Hedelund), creduta pazza per molti anni. Astrid scopre molto dagli incontri con Lene, mentre il padre continua a liquidare le rivelazioni della ex moglie come i deliri di una pazza. Ma naturalmente, come da tradizione horror, è tutto vero.

Gli scettici a volte si salvano, ma altre volte devono fare i conti con la realtà, anche quando è spaventosa. Come succede ad Astrid con le sconvolgenti scoperte sulla propria identità.

Fra ricordi, scoperte e rivelazioni sulla propria identità destinate a segnare il suo destino per sempre.

La leggenda di Ostara

Il sesto e ultimo episodio di Equinox, ambientato come da copione nel giorno dell'equinozio di primavera, ci svela la verità.

Il flashback che ci riporta all'istituto in cui Astrid è ricoverata vede il responsabile della struttura spiegare ai genitori della ragazzina la sua convinzione che Ida fosse Ostara, la dea pagana della fertilità.

L'intera storia di Equinox, come ci svela il finale, ruota attorno alle credenze su Ostara e l'equinozio (basate su vere credenze legate al paganesimo, alla magia wiccan e al potere degli equinozi).

Gli autori di Equinox hanno ricostruito con cura una serie di passaggi legati all'antico mito di Ostara e l'hanno trasportato nella Danimarca del 1999 - non a caso all'alba del Nuovo Millennio - e nella Danimarca di oggi, che insieme alla ricerca di Astrid ci fa fare un tuffo nel passato.

Il libro magico- il grimorio - di cui i ragazzi entrano in possesso nel 1999, tramite uno dei loro insegnanti che risulta avere un ruolo centrale nella vicenda, racconta i passaggi da compiere per avvicinarsi al rito pagano che identifica la nuova Ostara, perché dia vita a un nuovo figlio dell'equinozio... Ma Ida, scelta nel passato come la nuova Ostara, aveva spezzato la catena. Aveva deciso di non avere quel bambino, e la punizione per la sua ribellione è stata definitiva.

NetflixEquinox: Astrid
Equinox: Astrid, 21 anni dopo la scomparsa della sorella

L'identità di Astrid

Nel finale di Equinox, Astrid insieme alla madre guarda vecchie fotografie e si accorge che, in una foto scattata un mese prima della sua nascita, la madre non era incinta.

Grazie anche alle rivelazioni dell'autista, ricoverato in ospedale, Astrid comprende di non avere gli stessi genitori di Ida e di non sapere nemmeno chi sia in realtà.

La storia prosegue fra le scoperte di Astrid nel presente e il racconto del passato, con il momento in cui la madre scopre che Ida si è liberata del figlio di cui era in attesa. Sconvolta, avvisa la figlia che non deve uscire, che è in pericolo, che non sa che cosa ha fatto e cosa significa.

Ma Ida non la ascolta, non le crede, e decide di prendere comunque parte al rito di festeggiamento del diploma, con le varie classi che girano per i quartieri della città a bordo di furgoncini appositamente attrezzati.

Nello stesso momento in cui, nel passato, Ida svela di aver abortito, nel presente Astrid scopre che l'ex insegnante di Ida, Henrik (Alexandre Willaume) è in realtà il Konig, il diavolo della tradizione pagana con cui Lene ha stretto un patto, promettendogli il figlio di Ida... Mai nato. E ora, come Astrid intuisce, toccherà anche a lei pagare il prezzo per quel patto tradito molti anni prima.

NetflixEquinox: il viaggio dei ragazzi verso l'isola
Equinox: il viaggio dei ragazzi verso l'isola, nel passato

Scienza e fede

Il finale di Equinox, con la verità sul destino di Ida e la rivelazione di Lene sul patto stretto con Henrik e il figlio di Ida promesso da Lene per salvare la stessa Ida, gioca su una tematica molto sfruttata ma anche sempre molto attuale: il contrasto fra scienza e fede.

Il padre di Ida, convinto che la scienza fosse la soluzione, fa ricoverare Astrid in un'apposita struttura: crede che la medicina e la razionalità risolveranno i suoi problemi, faranno sparire gli incubi e quelle inquietanti visioni che Astrid manifesta dal giorno della sparizione di Ida.

Dall'altro lato c'è la fede cieca, il voler credere nel diavolo, nella magia e negli dei, come fa Lene - dimostrando di avere orchestrato il destino delle sue figlie.

Anche Astrid sperimenta personalmente la magia, in particolare la scoperta che la casa di Henrik è abbandonata da anni, mentre lei vi aveva soggiornato pochi giorni prima.

Il padre sceglie di credere nella scienza e in qualche modo si salva dal destino che coinvolge la sua famiglia.

Astrid e Lene scelgono di credere nella magia, di avere quindi fede nel soprannaturale, e vedono i propri destini incrociati con quelli di Henrik e di un mondo nascosto agli occhi di chi non crede.

Ida, scegliendo di non credere alle parole della madre - che ritiene delirante - finisce comunque per pagare il prezzo del patto. Perché? Semplice: era già entrata nel "gioco" della fede. Aveva creduto, aveva preso parte alla cerimonia sull'isola, aveva accettato di essere la nuova Ostara. Una volta fatto questo, ci racconta la serie, non si torna indietro. 

La fede diventa predominante, anche quando si cerca di richiamare la razionalità.

NetflixEquinox: la notte del mistero
Equinox: la notte del mistero sta per essere svelata

La verità svelata e il ritorno alla vita

Il finale di Equinox ci svela l'identità di Astrid e di Henrik, i ricordi dell'autista e il destino dei compagni di classe che avevano preso parte al rito sull'isola, ma soprattutto ci racconta quella sera. La sera del diploma. Il momento in cui l'autista frena bruscamente, mettendo fuori gioco gli studenti, perché in mezzo alla strada deserta c'è lui: il Konig.

Ed è a quel punto, solo a quel punto, che Astrid si avvia verso il proprio destino. Prende la barca e rema fino all'isola dove, dopo 21 anni, ritrova la sorella.

Astrid non farà mai ritorno. Non rivedrà la figlioletta e il marito. Non tornerà mai alla sua vita. Insieme a Ida, mano nella mano, si dirigerà verso la nebbia, verso il Konig che l'aspetta.

Per onorare l'antico patto stretto da sua madre, costretta a vivere nel senso di colpa e nell'angoscia, considerata pazza da tutti.

E in quel momento, solo quando il patto verrà onorato, gli studenti scomparsi nel nulla 21 anni prima potranno fare ritorno. Potranno tornare alle loro vite, lasciate in sospese in attesa che Astrid pagasse il debito di Lene.

Perché un patto col diavolo non si può sciogliere, e tutto il resto - innocenti inclusi - diviene ostaggio del tempo rubato da chi, a quel diavolo, ha tentato di sfuggire.

Leggi anche

      Cerca