Le 6 serie TV da guardare se sei fan di American Horror Story

American Horror Story è una serie unica nel suo genere. Ma se la amate, potete senza dubbio rivolgere la vostra attenzione anche alle 6 serie che vi consiglio qui: qualità, tematiche, atmosfere da non perdere. Rigorosamente del Nuovo Millennio.

HBO/Netflix/NBC/SYFY Collage delle serie simili ad American Horror Story

Non è semplice trovare serie simili ad American Horror Story: non si tratta solo di un’enciclopedia horror, ricchissima di citazioni, ma anche di saper costruire un’atmosfera densa, dark, stratificata sui livelli di lettura che offre allo spettatore grazie al sapiente lavoro di Ryan Murphy e Brad Falchuk.

American Horror Story, a 10 anni dal suo debutto, ci ha raccontato molte storie diverse, anche vere, con personaggi diversi e in qualche occasione legati fra loro. Ma ha sempre mantenuto una costante: raccontare l’orrore che si nasconde dentro l’animo umano servendosi della “maschera” horror per parlarci di noi. Della nostra oscurità. Delle nostre paure. Di tutto ciò che di oscuro popola questo mondo, che lo vediamo oppure no.

Ecco perché, nel consigliarvi le serie che seguono, non mi sono concentrata tanto sul formato della serie antologica, cioè con personaggi che cambiano da una stagione all’altra, bensì sull’atmosfera e sulla profondità della narrazione.

Ho pensato di spaziare anche nel tempo, ma restando negli ultimi 20 anni, quindi nel Nuovo Millennio, con la speranza di invogliare qualcuno a recuperare serie di qualche tempo fa, di grandissimo impatto emotivo, che meritano davvero di essere viste.

Con una premessa: la prima serie da vedere, se amate AHS, appartiene al secolo scorso ed è Twin Peaks (qui parliamo del finale). Non l’ho inserita in lista perché amo dare per scontato che tutti gli appassionati del piccolo schermo l’abbiano già vista, ma se non fosse così… Correte a rimediare. Non ve ne pentirete.

Tornando ai titoli selezionati, decisamente più recenti, la qualità è il denominatore comune di tutte queste serie. Serie che scavano nel profondo di quella stessa anima oscura da sempre al centro di American Horror Story.

Ratched

Non posso che partire da qui, e non solo perché la protagonista Sarah Paulson è una degli attori-icona di American Horror Story: qui ritroverete l’atmosfera della serie di Ryan Murphy e Brad Falchuk. In tutto e per tutto.

Perché l’orrore si nasconde sempre nel cuore dell’uomo, che lo manifesti come spirito del mostro che era stato in vita o in presenza. E qui, la storia dell’infermiera Ratched, presentata al mondo intero da Qualcuno volò sul nido del cuculo, si trasforma in un incubo sempre più profondo, stratificato, tentacolare.

Siamo nel 1947 e l’infermiera Mildred Ratched ottiene, non senza audacia e difficoltà, di iniziare a lavorare in un ospedale psichiatrico californiano, in cui il dottor Hannover utilizza crudeli tecniche sperimentali per “curare” i suoi pazienti…

8 episodi per la prima stagione, la seconda già confermata e 3 nomination ai Golden Globes. Perfetta per i fan di AHS.

Penny Dreadful

Siamo di fronte al titolo perfetto per gli appassionati di American Horror Story: un’enciclopedia del genere horror, una serie antologica, un cast oltre ogni aspettativa, una storia che affonda le proprie radici nel cuore dell’uomo e della sua malvagità.

Se siete fan dell’horror, letteratura gotica inclusa, e ancora non conoscete questo capolavoro, Penny Dreadful vi farà impazzire.

La prima storia, lunga 3 stagioni, è ambientata nella Londra del 1891, ma ci porterà a viaggiare fino al Nuovo Mondo per raccontarci l’incubo di Vanessa Ives (Eva Green in quello che è senza dubbio il ruolo della sua vita) la cui migliore amica Mina Murray (sì, avete capito bene: una delle protagonista del Dracula di Stoker) è stata rapita dai vampiri.

Inizia così un viaggio fra Dracula e L’esorcista, Frankenstein e Il ritratto di Dorian Gray, con tutta la letteratura classica del genere riveduta e corretta per adattarsi a una serie corale che intreccia in maniera geniale le vite del padre di Mina, Malcolm Murray (l’ex 007 Timothy Dalton), Victor Frankenstein (Harry Treadaway, Mr. Mercedes) e la sua creatura (Rory Kinnear, Skyfall), Abraham Van Helsing (David Warner, icona horror con i film della Hammer) e Dorian Gray (Reeve Carney, La neve cade sui cedri)… Tanto per citare qualche nome celebre. Ci sono poi altri interpreti d’eccezione, da Josh Hartnett (Pearl Harbor) a Billie Piper (Doctor Who), ma Eva Green ruba la scena a chiunque.

La serie ha dato origine a uno spin-off, Penny Dreadful: City of Angels, in cui Natalie Dormer (Elementary, Game of Thrones) nella Los Angeles del 1938 incarna lo spirito stesso dell’odio, che semina zizzania e spinge l’uomo a commettere i crimini peggiori, scatenando la propria innata violenza fra l’ascesa del nazismo e la lotta sociale fra americani e messicani sullo sfondo di una città profondamente intollerante. Nel cast torna Rory Kinnear, affiancato dal grande Nathan Lane (Piume di struzzo), Daniel Zovatto (It Follows) e Kerry Bishé (Argo). 

Hannibal

La storia del personaggio nato dalla pena di Thomas Harris e diventato un’icona del cinema grazie all’interpretazione di Anthony Hopkins ne Il silenzio degli innocenti ci riporta indietro nel tempo. Quando il dottor Hannibal Lecter (uno straordinario Mads Mikkelsen, recentemente confermato nel ruolo di Grindelwald nel prossimo capitolo di Animali fantastici e dove trovarli) lavora come stimatissimo psichiatra e nessuno, ancora, sospetta la sua doppia vita: stimato professionista di giorno, feroce serial killer e cannibale di notte. Profondo conoscitore della natura umana, il dottor Lecter viene spesso consultato dalla polizia, in particolare dall’agente dell’FBI Will Graham (un altrettanto straordinario Hugh Dancy, già visto in Homeland e The Big C), con il quale instaura un legame mentore-allievo mentre Will impara l’arte del profiling, che dovrà applicare al dottor Lecter…

Laurence Fishburne (Morpheus in Matrix) interpreta Jack Crawford, il capo di Will, e Gillian Anderson (l’agente Scully di X-Files) è la dottoressa Bedelia Du Marier.

Una serie emotivamente impegnativa, coinvolgente, ricchissima di tensione. Una lenta discesa all’inferno. Da vedere, con tutte le sue 3 stagioni.

Bates Motel

Terza storia-prequel su un personaggio icona della storia del cinema, e non è un caso. Questa volta tocca a Norman Bates, l’indimenticabile protagonista di Psyco di Alfred Hitchcock, legato nell’immaginario collettivo al volto di Anthony Perkins.

Ma cosa succede se il suo volto diventa quello del giovane e talentoso Freddie Highmore (The Good Doctor) per raccontarci la storia di Norman da adolescente e il suo rapporto con la madre Norma Louise (Vera Farmiga, che come sempre ci incanta)?

Lo racconta Bates Motel, in 5 straordinarie stagioni che esplorano tutti i tabù della storia di Psyco, adattandola ai giorni nostri per trasformarla in un viaggio infernale che precede le gesta mostruose del Norman adulto che tutti conosciamo.

Un cast eccezionale - con Nestor Carbonell (Richard in Lost), Olivia Cooke (Ready Player One) e Ryan Hurst (Beta in The Walking Dead) - ci prende per mano e ci conduce, passo dopo passo, nel labirinto della mente di Norman e della sua vita. Un viaggio ipnotico.

Carnivàle

I numeri non mentono: 2 stagioni e 5 Emmy Awards.

(Ri)vedere Carnivale è come addentrarsi nella quarta stagione di American Horror Show, intitolata Freak Show, e restavi intrappolati.

Siamo infatti nell’America degli anni ’30, immersi nelle vite della compagnia di un circo che viaggia per il Paese e accoglie un uomo misterioso, Ben Hawins (Nick Stahl, Terminator 3), in fuga da qualcosa o da qualcuno. In realtà, Ben è in fuga da se stesso e da un mondo che non è in grado di capirlo e accoglierlo: possiede un potere straordinario, capace di donare la vita ma anche la morte, e ha in sogno visioni profetiche con un personaggio ricorrente, Padre Crowe (Clancy Brown, Sleepy Hollow, Le ali della libertà). Ma per quanto cerchi di fuggire, Ben non potrà sottrarsi al proprio destino, finendo al centro dell’eterna lotta fra il Bene e il Male…

Una storia che vi conquisterà, se ancora non la conoscete. Con il marchio di qualità garantito da HBO, la firma di Daniel Knauf (Dracula, The Blacklist) e un cast ricchissimo di volti noti. Da Clea DuVall (Ragazze interrotte) a Time DeKay (White Collai) e Amy Madigan (L’uomo dei sogni), da John Savage (Il cacciatore, Hair) a Carla Gallo (Bones) e Adrienne Barbeau (1997: Fuga da New York).

Channel Zero

Prodotta per 4 stagioni e creata da Nick Antosca, già sceneggiatore di Hannibal, Channel Zero è perfetta per chi ama American Horror Story.

Ci regala infatti una serie antologica, con 4 storie e personaggi diversi per le 4 stagioni.

Siamo di fronte a racconti horror che, come da selezione, ruotano attorno alla natura oscura dell’umanità. Anche quando deve affrontare creature o presenze soprannaturali.

Lo psicologo dell’infanzia Mike Painter (Paul Schneider, NOS4A2) torna nella sua città natale, persuaso che un vecchio programma TV per bambini sia legato alla scomparsa di suo fratello e di molti altri bambini.

La giovane Margot Sleator (Amy Forsyth, The Path) visita una casa dell’orrore destinata a cambiare per sempre la sua vita.

Le sorelle Alice (Olivia Luccardi, It Follows) e Zoe (Holland Roden, Teen Wolf) Woods decidono di scoprire se le leggende metropolitane relative ad alcuni luoghi della città in cui si sono trasferite siano fondate, pagando a caro prezzo la curiosità.

Infine, nella quarta e ultima stagione, gli sposini Tom (Brandon Scott, 13 Reasons Why) e Jillian (Maria Stern, Persuasion) e Tom Hodgson, esplorando la porta della cantina della loro nuova casa si troveranno ad affrontare un passato inconfessabile…

Attenzione al cast: io vi ho parlato a grandi linee delle 4 storie e dei loro protagonisti, ma vi aspettano anche altri nomi degni di nota, da Rutger Hauer (Blade Runner) a John Carroll Lynch (American Horror Story, appunto) e Jeff Ward (Agents of S.H.I.E.L.D.).

Channel Zero è arrivata con grande ritardo (quasi 4 anni) anche in Italia, su Starzplay.

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