Independence Day 2: come il finale lascia campo aperto a nuovi capitoli del franchise

Tra battaglie intergalattiche e inattese spinte pacifiste, l'arrivo di un possibile Independence Day 3 è ancora avvolto nel mistero. Di cosa potrà mai parlare la trama del film, ed è giusto sperare ancora nel suo arrivo?

20th Century Fox Jeff Goldblum, protagonista di Independence Day 2.

Uscito nel 2016, Independence Day 2 (noto anche come Independence Day: Rigenerazione) si proponeva certamente un obiettivo ambizioso. Continuare sulla falsariga del grande successo dell'originale Independence Day, che 20 anni prima aveva regalato al pubblico momenti entrati rapidamente nell’immaginario comune, come il discorso del presidente Whitmore.

Gli ingredienti per bissare il successo della pellicola originale c’erano tutti. A partire dalla conferma del regista Roland Emmerich, al ritorno di pilastri del cast originale, ovvero Bill Pullman, Brent Spiner e Jeff Goldblum, che riprendevano i ruoli del presidente Whitmore (ora ex presidente), del dottore Okun e di David Levinson. Le cose non sono andate del tutto nel verso sperato. Gli incassi globali, pari a 389 milioni di dollari (secondo dati Box Office Mojo), non sono stati accompagnati da un’accoglienza molto calorosa da parte della critica, con giudizi spesso poco lusinghieri.

Nonostante ciò, il finale di Independence Day 2 lascia campo aperto a un possibile sequel. Cercare di scoprire dove potrà andare a parare la trama di un possibile terzo capitolo, allora, non dovrebbe essere inteso come un semplice esercizio di immaginazione. Anche alla luce di alcune dichiarazioni dei diretti interessati.

Cosa succede nel finale di Independence Day 2?

Per capire dove potrà andare a parare un possibile Independence Day 3, sembra corretto riavvolgere il nastro e tornare alle ultime sequenze di Independence Day: Rigenerazione.

Ambientata a 20 anni di distanza dal primo Independence Day, la pellicola parla di un'umanità che si è ormai dotata di un programma di protezione contro le possibili invasioni aliene. Nonostante ciò, una nuova minaccia si staglia all’orizzonte. Si tratta degli Harvester, civiltà aliena che, dopo aver soggiogato diversi pianeti nell’universo, ha messo gli occhi sulla Terra.

Anche questa volta, la razza umana avrà la meglio sulla minaccia aliena, ma c’è di più. Durante la loro battaglia, questa volta Levinson e compagni hanno trovato un potente alleato. Ovvero una avanzata intelligenza artificiale che si manifesta sotto forma di sfera. Il suo scopo è quello di convincere gli umani a unirsi alla lotta delle altre razze aliene contro gli Harvester.

Alla fine del film, la sfera invita gli umani a unirsi all’alleanza universale. La minaccia degli Harvester era stata fermata provvisoriamente, ma per vincere in maniera definitiva bisognava agire tutti insieme, in una grande battaglia al centro dell’universo.

Di cosa potrebbe parlare Independence Day 3?

È evidente che il finale di Independence Day 2 sembra aprire le porte a una storia di ampio respiro, che questa volta non si concentra solo sulle faccende “terrestri”, andando a proporre una storia che coinvolge tutto l’universo.

Intervistato da Empire, poco dopo l’uscita del film, nel giugno 2016, Roland Emmerich sembrava avere le idee piuttosto chiare sulla direzione da dare a un possibile terzo film:

Il prossimo film sarà un viaggio intergalattico. Sarà ambientato al massimo uno o due anni dopo le vicende dell’ultima pellicola, certo non dopo 20 anni. Voglio mantenere lo stesso cast, specialmente i personaggi più giovani, e Jeff Goldblum e Brent Spiner faranno parte del progetto. Sarà divertente tenere insieme il gruppo.

L’idea di fondo, quindi, è che l’umanità sia ormai coinvolta in un conflitto galattico, che vede da una parte razze aliene unite contro la minaccia degli Harvester, sconfitti in Independence Day 2 ma di sicuro non annientati definitivamente.

Oppure il film potrebbe proporre una svolta per così dire pacifista, riprendendo una delle versioni scartate della sceneggiatura di Independence Day 2. Lo stesso Emmerich, dalle pagine di Empire, spiegava di aver ideato una possibile versione nella quale alieni e umani arrivavano a creare un rapporto non per forza basato sulla distruzione reciproca:

Eravamo appena dopo l’11 settembre 2001, io e Dean Devlin [produttore e sceneggiatore, n.d.r.] volevamo scrivere un film con un messaggio pacifista, ma non funzionava. Alcuni elementi di questa idea sono rimasti nella versione uscita poi nei cinema. Alla fine del film gli alieni sarebbero dovuti atterrare sulla Casa Bianca esclamando: ‘Veniamo in pace’, e questo è quanto. Era un’idea troppo debole.

Insomma, tra una battaglia intergalattica tra razze aliene e spinte pacifiste, il nuovo Independence Day 3 potrebbe riservare davvero sorprese. Ma perché il film non è ancora arrivato nelle sale?

20th Century FoxUna sequenza di Independence Day 2 con Jake Morrison e David Levinson

Perché il sequel di Independence Day 2 non è ancora arrivato nei cinema?

Sempre dalle pagine di Empire, Emmerich esprimeva nella maniera migliore possibile la condizione necessaria alla produzione di un nuovo Independence Day:

Se Independence Day 2 avrà abbastanza successo sì, ci sarà un terzo film, anche perché il finale è predisposto per un sequel.

Il fatto di non avere ancora notizie certe su Independence Day 3 sembra quindi ribadire lo scarso successo del secondo capitolo del franchise. E come si legge su Screenrant, ai silenzi si accompagnano anche azioni concrete. Come quella di Dean Devlin, che nel 2018 rispondeva così ai fan che chiedevano buone nuove sull’arrivo di un terzo capitolo:

Non saprei. Al momento, personalmente non ho intenzione di fare un nuovo Independence Day.

Di lì a poco, Devlin avrebbe annunciato di aver chiuso ogni rapporto con il franchise di Independence Day. Un contraccolpo non da poco, che si accompagnava anche ai nuovi equilibri commerciali portati dall’accordo di fine 2017 tra Disney e Fox – proprietaria del franchise. Una partnership che ha portato a nuovi scenari nel destino di diverse proprietà intellettuali – come Alien ed X-Men – e che per ora sembra snobbare le potenzialità di Independence Day.

Tra le ragioni dell’insuccesso di Independence Day 2, e del mancato arrivo di un terzo capitolo, va però sottolineata soprattutto l’assenza di Will Smith. La mancanza del capitano Steve Hiller è sicuramente un vuoto che l’arrivo di nuovi personaggi – come il Jake Morrison portato in scena da Liam Hemsworth – non è riuscito a colmare. L’assenza di Smith, ufficializzata durante la produzione di Independence Day 2, ha difatti costretto la produzione a stravolgere la sceneggiatura in modo repentino.

Privato della sua star più splendente, il film si è come accartocciato su se stesso.

Le idee di Roland Emmerich in merito a un possibile Independence Day 3

Anche Roland Emmerich sembra ormai rassegnato al mancato arrivo di Independence Day 3. In un’intervista del febbraio 2020, il regista dichiarava di non pensare più a un terzo capitolo. Il rimpianto maggiore, per il regista, sembra essere quello di non aver detto basta al momento opportuno, ovvero dopo l’uscita di scena di Will Smith:

Avrei dovuto dire semplicemente basta, perché all’improvviso stavo facendo qualcosa per la quale non potevo che criticarmi: un sequel.

Eppure, nonostante l’amarezza, Emmerich non nasconde l’entusiasmo di ritornare a lavorare nuovamente al “suo” franchise. Dalle pagine di Screenrant, il regista ha ammesso di avere nuove idee per un terzo capitolo:

Sì, assolutamente. Ho una grande idea per un sequel.

E d’altra parte, i piani per costruire un franchise in grande stile c’erano tutti. Come dimostra l’accordo per tre film siglato da William Fitchner, che in Independence Day 2 interpretava il generale Joshua T. Adams, personaggio la cui importanza sembrava quindi destinata ad aumentare. Oltre a Independence Day 3, pertanto, i piani iniziali prevedevano già preparativi per Independence Day 4.

Le ambizioni “intergalattiche” di Emmerich e soci, però, per ora sembra si siano scontrate con la dura realtà

Leggi anche

      Cerca