Tutti i trucchi che i Marvel Studios usano per mantenere i propri segreti

Dai trailer modificati alle sceneggiature segretissime, fino a provini in location ignote, lavorare per i Marvel Studios è quasi come essere un agente segreto...

Disney/Marvel Studios La carica in Avengers: Infinity War

Correva l'anno 1989 e nelle sale stava per uscire Batman, attesissimo film dedicato all'eroe DC Comics con Tim Burton alla regia. In una apparizione televisiva allo show di David Letterman per promuovere la pellicola, il protagonista Michael Keaton si lascia sfuggire il colpo di scena più importante dell'opera. Il pubblico reagisce leggermente dispiaciuto, ma basta una battuta sul fatto che comunque gli spettatori accorreranno in sala a prescindere e si continua senza problemi a discutere del film. Una testimonianza di quanto il nostro rapporto con gli spoiler sia cambiato profondamente.

A oggi infatti l'asticella si è decisamente alzata dal punto di vista della segretezza sulle opere. Ci sono ancora compagnie che scelgono di offrire qualche informazione extra su ciò che potrebbe succedere nei film, ma in generale si cerca sempre di più di mantenere il pubblico all'oscuro di tutto. E in questo campo, i campioni assoluti sono senza dubbio i Marvel Studios.

È infatti al limite dell'incredibile come, nonostante abbiano in mano uno dei franchise più ricchi (e di conseguenza controllati e spiati) dello show business, siano riusciti a nascondere segreti enormi al mondo intero fino all'arrivo in sala o, dalla Fase 4 su Disney+. Non bisogna però credere che si tratti di un'impresa semplice da realizzare, anzi. Servono, come si suol dire, "estremi rimedi" e sono proprio questi che i Marvel Studios mettono in atto per proteggere i propri set da eventuali leak, al limite dell'incredibile. Scopriamo insieme quali sono i principali, per capire come fanno ogni volta a lasciarci a bocca aperta...

La segretezza parte dall'inizio, anzi prima

Disney/Marvel Studiosthanos armatura a inizio avengers endgame

I Marvel Studios non alzano il livello di protezione solo quando diventa necessario, cioè quando l'attore viene a conoscenza di qualcosa particolarmente rilevante. Al contrario, l'attenzione su questo aspetto è sempre elevata fin dall'inizio del processo di casting. Già quando valutano i possibili attori da coinvolgere infatti, gli Studios fanno diverse verifiche (i cosiddetti "background check") in cui controllano anche se in passato sono stati colpevoli di leak alla stampa. 

Superato questo esame, si passa alle vere e proprie audizioni e anche in questo caso si tratta di un processo che sembra uscito da una storia di spionaggio. Spesso gli attori non ricevono indicazioni dettaglia su quale sia il personaggio che dovranno interpretare infatti, con copioni realizzati apposta per i provini. E a volte, come ha raccontato Kat Dennings parlando della sua audizione per il primo film di Thor, anche la location dell'incontro è nascosta:

Quando ho fatto Thor, non sapevo neanche... Era talmente segreto che neanche sapevo per cosa stessi facendo il provino. [...] Ho firmato una cosa e sono andata a questo indirizzo, mi guardo intorno ed ero tipo 'Ma non c'è nessuno a questo indirizzo' e a quel punto è arrivato qualcuno su un golf kart e mi fa 'Sono qui per portarti al posto vero' [...] era un posto completamente diverso del tutto. È stato davvero folle.

La Marvel porta i segreti anche sul set

Disney/Marvel StudiosTony stark schiocco finale avengers endgame

Chiaramente questo è solamente il primo passo. Ogni fase del processo presenta contromisure dettagliate per prevenire eventuali leak, a partire dai tradizionali NDA. Si tratta di accordi di non divulgazione (l'acronimo significa appunto "Non-Disclosure Agreement") che chiunque sia coinvolto con la pellicola deve sottoscrivere, accettando penali in caso faccia trapelare informazioni segrete. Una precauzione basilare a cui se ne aggiungono ulteriori più complesse, basate principalmente sulla riduzione della circolazione dei dettagli. Perché in fondo, il modo migliore per proteggere un segreto è dirlo a meno persone possibile.

E così, non è detto che gli attori ricevano una sceneggiatura integrale, ma solamente le parti che devono imparare. A volte, soprattutto su set particolarmente protetti, anche queste ultime vengono distribuite solo all'ultimo momento. Ciascun interprete quindi arriva sul set senza sapere esattamente a quali sequenze dovrà dare vita, scoprendolo solo poco prima del ciak.

C'è comunque la possibilità, in alcuni casi, di avere accesso all'intero script. Gli attori principali possono quindi leggerlo ma, come ha svelato la Wanda Maximoff del MCU Elizabeth Olsen, ci sono rigide condizioni da rispettare. Parlando proprio dello script di Avengers: Infinity War, l'attrice ha raccontato che non era possibile portarlo a casa, ma avrebbe dovuto leggerlo in un'unica seduta, chiusa in una stanza vuota per cinque ore. E naturalmente prima di entrare avrebbe dovuto lasciare alla security il proprio smartphone per evitare qualsiasi leak. Considerati i rischi corsi quando John Boyega ha perso la propria sceneggiatura di Star Wars: L'ascesa di Skywalker, forse non si tratta di una precauzione così esagerata.

Disney/Marvel Studios/Sony Pictures Entertainmenttom holland e zendaya nel finale di spider-man far from home

Pensate che le contromisure si fermino qui? Siete fuori strada. A volte infatti, sfruttando la presenza di effetti speciali e green screen, gli attori sono tenuti all'oscuro di ciò che sta accadendo anche sul set stesso. Lo ha raccontato lo stesso Tom Holland, alias Spider-Man, in una convention del 2018:

Mi ricordo, per Avengers[: Infinity War] i fratelli Russo mi dicevano 'OK, tu stai qui e stai combattendo contro questo tizio e fai quello che devi fare' e io chiedo 'OK, ma contro chi sto combattendo?'. E loro mi hanno detto 'Beh,non possiamo dirtelo, perché è un segreto'. Al che io gli faccio 'OK, ma che aspetto ha?'. E loro 'Beh, non possiamo dirtelo perché rivelerebbe chi è', allora dico 'Quanto è grosso' e loro 'Beh, non possiamo dirtelo perché lo svelerebbe'. Quindi sono rimasto lì a prendere a pugni l'aria per 15 minuti.

E a volte, quando bisogna proprio proteggere i segreti, si raggiunge un livello ancora superiore, ingannando apertamente gli attori con sceneggiature fasulle che contengono informazioni errate. Uno degli esempi più memorabili riguarda una delle scene conclusive di Avengers: Endgame, quella del funerale di Tony Stark. Quella sequenza, in cui compaiono virtualmente tutti gli eroi del franchise ancora in vita, è stata presentata agli attori come un matrimonio all'arrivo sul set. E così sono riusciti a mantenere il segreto fino all'ultimo momento.

La missione continua anche a telecamere spente

Disney/Marvel StudiosCapitan America e Thor in Avengers: Age of Ultron

OK, il film è pronto e tra script fasulli e furgoni misteriosi per spostare il cast in location protette, non è trapelato nulla della trama. Missione compiuta? Assolutamente no, anzi è tempo di raddoppiare gli sforzi. Gli attori stanno per partire in un enorme tour mondiale di interviste e c'è il rischio che si lascino sfuggire qualcosa, anche involontariamente. Proprio per questo motivo, il cast è sottoposto a training specifici, sia per gestire al meglio i rapporti con la stampa, sia per riuscire a schivare al meglio anche le domande più insidiose. In questo senso, anche la scelta dei team non è casuale: è proprio per questo che Tom Holland, noto "spoileratore", è sempre affiancato dal più esperto Benedict Cumberbatch.

Anche la comunicazione è attentamente studiata per proteggere i segreti dei film Marvel. I trailer di queste opere infatti tipicamente contengono materiale quasi esclusivamente dalla parte iniziale dell'opera, ma soprattutto non è infrequente che abbiano scene volutamente modificate per confondere le acque. Celeberrimo in questo senso è il trailer di Avengers: Infinity War che mostra Hulk nella carica finale in Wakanda, per poi scoprire che Bruce Banner avrebbe perso temporaneamente la propria capacità di trasformarsi nel film. Consapevoli di quanto gli appassionati siano pronti a scandagliare ogni aspetto dei loro trailer, i Marvel Studios hanno capito come svelare solo quanto necessario.

Ci sono casi in cui le cautele si estendono anche al merchandising del film. La produzione di giocattoli, gadget e altro materiale richiede diverso tempo, per cui va avviata tempo prima dell'uscita della pellicola e questo è un rischio che però i Marvel Studios hanno imparato a gestire. In alcuni casi si è optato per rinunciare a una consistente quantità di profitti per proteggere i colpi di scena: è per questo motivo che, nonostante le richieste, i giocattoli di Baby Groot sono arrivati sugli scaffali molto dopo l'uscita di Guardiani della Galassia. In altri casi invece si è scelto di creare veri e propri falsi, come il celebre set LEGO con una Hulkbuster di War Machine legato ad Avengers: Endgame, nonostante nel film non sia mai comparsa un'armatura simile.

E poi l'arma più importante di tutte: i fan

L'attenzione dei Marvel Studios arriva spesso a coinvolgere anche la stampa. Quando infatti un'informazione, nonostante tutto, riesce a trapelare i leggendari "cecchini della Marvel" sono pronti a intervenire per riuscire a contenerne la diffusione, chiedendo eventualmente la rimozione degli articoli. È bene quindi tenere a mente che quando uno scoop esce dalle cerchie ristrettissime degli insider per raggiungere il grande pubblico, o è completamente falso o ha un qualche tipo di imprimatur (anche implicito) da parte degli studi. 

Forse però lo strumento più importante a disposizione dei Marvel Studios per proteggere i propri segreti si trova all'esterno della compagnia, e sono proprio i loro fan, "i più grandi del mondo". Gli appassionati del franchise hanno interiorizzato il mantra di protezione dei segreti per la saga e, che lo chieda Thanos o meno, spesso sono i primi a rifuggire dagli spoiler e a cercare di contenerne la diffusione qualora vi entrino in contatto, proteggendo tutti gli altri. Un atto di solidarietà che testimonia ancora una volta quanto questo franchise sia riuscito a crearsi un seguito incredibile, ancora solidissimo a distanza di anni.

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