Dove si trova la casa di Non aprite quella porta? Le curiosità sui luoghi dei film

Parliamo del film originale, il capolavoro diretto da Tobe Hooper nel 1973: sapevate che il cottage di Leatherface e della sua famiglia è stato smontato e spostato in una località diversa da quella delle riprese?

Vortex/Cannon Films Gunnar Hansen in una scena del film Non aprite quella porta

Il sogno americano fatto a pezzi e maciullato a colpi di motosega. Nel 1974 esce al cinema Non aprite quella porta, ovvero The Texas Chainsaw Massacre, il film col quale Tobe Hooper realizza uno degli horror più brutali, politici e terrificanti di tutti i tempi.

Con le storie vere dei serial killer Elmer Wayne Henley e Ed Gein ben in vista, il regista sconvolge i canoni dello slasher non solo per lo stile crudo e realistico della messa in scena e per la presenza dell'iconico Leatherface (interpretato da Gunnar Hansen), ma per la scelta di una serie di location davvero inquietanti e suggestive.

Il viaggio sui set di Non aprite quella porta è un trip allucinatorio in quelle aree rurali e angoli remoti del Texas dove, secondo lo sceneggiatore Kim Henkel, "ci sono mostri, figli di consanguinei... che combinano le cose più atroci".

Il cimitero

Girato con un budget di appena 140mila dollari, Non aprite quella porta si apre sul luogo di morte e riposo per eccellenza: il cimitero di Newton. Quello che si vede all'inizio del film è il posto dove a diversi cadaveri sono stati amputati gli arti e la testa.

Nella realtà, si tratta del Bagdad Cemetery di Leander, costruito nel 1844 da Thomas Hornsby per la sua famiglia. L'area si è ampliata un anno dopo, quando sono arrivate dal Missouri le famiglie Smelsers e Dawsons e dal Mississippi i Branch.

Il canale YouTube di Dark Clown Studios, il sito creato dall'appassionato Alex Sanchez, ha realizzato questo tour sulle location cimiteriali del film.

Il confronto tra ieri e oggi è impressionante: il Bagdad Cemetery di Leander è rimasto praticamente inalterato rispetto alla caldissima estate del 1973 – c'erano tra i 35 e i 38 gradi – durante la quale è stato girato il film.

La pompa di benzina

Sally, Pamela, Jerry, Kirk e Franklin, i giovani e sprovveduti protagonisti del film giunti in Texas a bordo del loro furgoncino, restano a corto di benzina e si fermano ad una stazione malmessa (e che si rivelerà fatale) per fare rifornimento.

La pompa esiste davvero e si trova al 1073 della Highway 304 di Bastrop.

Dopo l'uscita del film e il clamoroso successo ottenuto in tutto il mondo, un fan ha comprato la stazione e l'ha trasformata in negozio, hotel e ristorante chiamato The Gas Station.

Ovviamente conservando lo stesso stile d'arredo che si ammira nel film di Tobe Hooper.

Al Gas Station, dove "the BBQ is still slaughtered" e si organizzano meet-and-greets con attori e registi horror, arrivano appassionati da tutto il mondo.

Le pompe per fare rifornimento e i distributori di Coca-Cola non ci sono più, ma all'occasione vengono rispolverati per fare felici i visitatori.

Il proprietario ha persino tenuto fuori il van verde per consentire le foto ricordo (è una replica del modello Ford Van E100) e si diverte a terrorizzare i passanti con una motosega come Leatherface.

Nel primo remake di Non aprite quella porta, quello diretto da Marcus Nispel nel 2003, la stazione di servizio si è spostata al 18726 di Cameron Road a Manor, sempre in Texas.

Pure in questo caso, la famiglia Weiss ha fiutato l'affare e ha usato quella location (posseduta dal 1956 ma esistente dal 1891 grazie a Richland Saloon) per rilanciare The Cele Store, ristorante specializzato in hamburger, BBQ ribs, brisket, pulled pork e costolette di maiale.

La casa di Leatherface e famiglia

Nel film Sally, Pamela, Jerry, Kirk e Franklin sono arrivati in Texas per verificare che la tomba del nonno di Sally e Franklin non sia stata oggetto di vandalismo e profanazioni. Quando rimangono a secco di benzina e non possono ripartire poiché la pompa non avrà rifornimento fino al giorno successivo, decidono di passare la notte nella vecchia villetta del nonno.

L'anziano benzinaio li avverte: quella zona ora è abitata da gente perversa e pericolosa. Incuranti del consiglio, i ragazzi sono attirati dal rumore di un generatore di corrente proveniente da una villetta nei paraggi. La scoperta che fanno uno dopo l'altro è agghiacciante: in quell'inquietante magione vivono Faccia di cuoio e la sua famiglia di macellai.

La due ville sono situate entrambe a Round Rock nei dintorni di Quick Hill, ma la casa emblema di Non aprite quella porta è quella che si trova a La Frontera. Oggi quella sperduta abitazione nel profondo Texas è stata smontata e spostata dalla location originaria a Kingsland, al 1010 di King Court.

La maggior parte delle riprese si svolsero proprio in quel cottage bianco e verde in stile Queen Anne dei primi del Novecento, costruito da Carl Carlson per la famiglia Thompson nel 1909.

Nel 1998 i proprietari dell'Antlers Inn, Barbara e Dennis Thomas, hanno acquistato la proprietà, l'hanno restaurata e trasformata nel ristorante Grand Central Cafe and Club Car Lounge.

Il restauro è stato accurato: dall'esterno si possono ammirare il portico bianco avvolgente, le rifiniture merlettate e il caratteristico tetto verde a "scala di pesce".

All'interno, invece, spiccano i pavimenti in legno duro lucidato e le tende nere.

Ovviamente non ci sono pezzi di cadavere che penzolano dal soffitto o animali imbalsamati appesi alle pareti: il ristorante ospita soprattutto dipinti e foto d'epoca.

Le uniche "tracce" per i fan del film sono rimaste nel Club Car Bar, dove alle pareti del bar e del salone al piano superiore sono appese alcune foto delle location dell'horror.

Il menù del Grand Central Cafe, invece, è piuttosto elegante: si va da antipasti sofisticati come il tonno scottato servito con salsa di immersione Thai e wasabi alla famosa Grand Central Steak Oscar, un filet mignon di 150 grammi con granchio freddo e rifinito con la salsa Béarnaise, specialità della casa.

Lo staff ad ogni Halloween si presenta ai clienti così.

La storia "culinaria" di Non aprite quella porta e del cottage vittoriano di Round Rock è stata accuratamente ripercorsa dallo chef e food blogger MM Pack sull'Austin Chronicle.

Sul sito Set Jetter, invece, è possibile consultare un'ampia galleria di scatti delle location, seguendo il percorso di Sally (o meglio, la fuga da Leatherface) fino dentro la cucina del ristorante.

Set Jetter ha pure aggiunto una mappa delle filming locations di tutta la saga di Texas Chainsaw Massacre.

Sabrina Wills di Antlers Inn and Resort ha rivelato a Fox 26 che ancora oggi, quando si gode del relax del Grand Central Cafe in piena solitudine, "si sentono rumori al piano di sopra, bottiglie di vino che si spostano eppure... lassù non c'è niente".

Quando sarà possibile tornare a viaggiare, non dimenticate mai il consiglio: "Don't mess with Texas".

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