Tutti quadri di Achille Lauro a Sanremo 2021, spiegati: cosa sono e cosa significano

Dopo aver spopolato con i suoi look trasgressivi e provocatori sul palco dell'Ariston, Achille Lauro torna da ospite a Sanremo 2021, promettendo un "quadro", una performance artistica per ogni serata.

Achille Lauro / Instagram Achille Lauro a Sanremo 2021

Nel 2020 ha stupito, scandalizzato e conquistato l'Italia con la hit Me ne frego, ma soprattutto con gli incredibili look firmati Gucci sfoggiati durante le quattro serate del Festival di Sanremo 2021. Non ha vinto, ma ne è uscito vincitore morale e icona pop. Amadeus l'ha voluto anche a Sanremo 2021 e Achille Lauro torna da super ospite e artista concettuale, o così dice lui. Promette non cinque esibizioni, bensì cinque quadri. L'idea alla base sembra essere quella dell'arte performativa. Non solo una canzone dunque, ma un costume, un'atmosfera e un messaggio, che unirà divino, umano, solitudine, dolore, amore e arte. 

Cosa sono i quadri di Achille Lauro, cosa rappresentano e a quali canzoni sono abbinati? Ecco la galleria dedicata, in constante aggiornamento. 

Primo quadro (2 marzo): glam rock 

Nessun personaggio preciso, bensì un mood e una corrente musicale: quella del glam rock. Gary Glitter, Roxy Music, Slade e ovviamente David Bowie, punto di riferimento di Achille Lauro, già omaggiato con un look bella scorsa edizione. Il primo quadro di Achille Lauro guarda alla scena musicale inglese degli anni '70, dove i rocker sceglievano di esibirsi (e scioccare) con costumi sopra le righe per tagli, colori, abbinamenti. Scandalosi e glamour.

L'interpretazione di Lauro prevede capelli lunghi e turchini, una ruota di piume rosa abbinata a vertiginose zeppe dello stesso colore, coprispalle, una sorta di armatura argentea. Momento clou dell'esibizione a metà di Solo noi, canzone inedita presentata nel martedì del Festival. Una luce illumina lateralmente il voto del cantante, lasciando l'altra metà al buio. Una lacrima di sangue rosso gira silenziosa la sua guancia, mentre il cantante si asciuga con la mano l'altra guardia, sporcando le scie perfette delle lacrime. 

Sono la solitudine nascosta da un costume da palcoscenico, chiosa l'artista prima di lasciare il palco dell'Ariston. Peccato e peccatore, si era definito in conferenza stampa. 

Secondo quadro (3 marzo): il rock twist di Mina

Dio benedica chi gode. Alle 00:21 Achille Lauro annuncia così la sua presenza, insieme agli attori italiani Claudio Santamaria e Francesca Barra. Chi ha buona memoria riconosce negli attori e ballerini sul palco i protagonisti del video di Bam Bam Twist, in cui Achille Lauro ha deciso di omaggiare l'iconica scena di ballo di Pulp Fiction. Nello stesso pezzo viene citato il regista Quentin Tarantino. Essendo i due attori marito e moglie nella vita, possono osare una mossa quasi peccaminosa di questi tempi: un bacio appassionato tra i due. Per cogliere tutte le citazioni dell'esibizione, potete trovarle nel pezzo dedicato al videoclip

Lauro nel frattempo si sfila la giacca e gioca con la lunghissima treccia rossa che sfoggia. Il suo look è un omaggio a una grandissima della musica italiana, un'icona: Mina. Oltre all'iconica pettinatura, sfoggiata anche uno dei trucchi più rappresentativi della lunghissima carriera della Tigre di Cremona: trucco mascherina, sopracciglia rasate, allure androgina.

Il riferimento, citato dall'artista nel suo account Instagram, è la copertina di Rane Supreme vol. 2, disco di Mina uscito nel 1987.

Terzo quadro (4 marzo): sono il pop

Il pregiudizio è una prigione, il giudizio è una condanna: Dio benedica gli incompresi. Nella serata dei duetti anche Achille Lauro non si presenta da solo sul palco dell'Ariston, ma sceglie due compagne di viaggio intense e competenti. Ad aprire la sue esibizione è la spendida Monica Guerritore, che più tardi ricorderà che sono gli attori come lei a popolare l'Ariston per il resto dell'anno, o almeno lo erano quando i teatri erano ancora aperti. Sguardo diritto in camera, l'attrice recita un monologo su Penelope, il cui esempio è usato "come un bastone per colpire altre donne". 

La regia stacca e alle sue spalle vediamo una scena che ricorda l'antica Grecia ellenista: colonne bianche, alberi dalla chioma dorata. Su un piedistallo al centro c'è Achille Lauro, veste argentata, pelle dorata. Sembra una statua antica, ma per la prima volta dall'inizio del Festival, si sente l'emozione quando canta Penelope (brano del suo album del 2018 Pour l'amour), supportato da Emma Marrone. 

Nel quadro di Lauro il pop diventa il genere musicale incompreso per antonomasia, da sempre, dal passato classico al presente musicale. Un pop che soprappone all'artista un personaggio e chiede alla persona di diventare idolo, vittima di un ascolto distratto e superficiale. 

Quarto quadro (5 marzo): un tricolore punk rock

Dio benedica chi se ne frega, una bandiera tricolore e uno sposalizio rock con il suo storico chitarrista, che l'anno scorso bacio sul palco e con cui si fa bis. Achille Lauro col quarto quadro finalmente convince e non è un caso che per farlo decida di concedere un bel bis. Riporta i suoi cavalli di battaglia Rolls Royce e Me ne frego in un medley coinvolgente, con un outfit che mette a frutto poche idee ben messe in pratica: un abito di piume e tulle bianco. 

Tra la sposa Achille Lauro e il chitarrista e lo sposo produttore Dom Boss, oltre all'ospite Frenetik&Orang3, c'è un'ombra scura: Fiorello di nero vestito. Il mattatore si presenta sul palco con tanto di corona di spine (forse indossata per timore che Lauro baci anche lui?). Il comico siciliano canta insieme a Lauro (che ha bersagliato con battute e frecciate per tutte e tre le serate precedenti) e non rinuncia nel post show a ironizzare sul suo far parte di un quadro. In realtà l'effetto sembra quello di un uomo scosso da uno spettacolo che persino per Rai1 non è dirompente. 

Nel complesso il quarto quadro funziona meglio dei precedenti, perché ci crede il giusto. Rimane una certa delusione rispetto al silenzio di Lauro, che non approfitta dell'occasione per replicare al contestatore almeno su un tema che gli sembra essere molto caro, cioè quello della fluidità tra maschile e femminile. Alle volte il silenzio è d'oro, altre volte è un'occasione persa. 

Quinto quadro (6 marzo): 

Dio benedica Solo noi. Esseri umani. Serata finale e Achille Lauro stupisce puntando su una relativa sobrietà, almeno per gli standard dei suoi quadri. Prima che cominci a cantare C'est la vie (uno dei suoi primi successi, praticamente un ritorno alle origini per lui), viene introdotto da un solo di danza classica di Giacomo Castellana, étoile del Teatro dell’Opera di Roma. L'interpretazione è personale, sobria: si vede che è una canzone importante per Lauro. Finalmente, dopo tante intepretazioni e omaggi, sul palco c'è il giovane uomo che ha sbancato prima nella trap e poi all'Ariston e che scopriamo stasera la fama l'ha anche sofferta. 

A fine esibizione l'artista si apre la giacca, rivelando delle rose che spuntano dal suo petto. Comincia a stillare sangue dal petto, mentre si sente in sottofondo un montaggio sonoro di aspre critiche che ha ricevuto (si distinguono tra le altre le voci di Matteo Salvini, Maurizio Gasparri, Red Ronnie, Valerio Staffelli) per il suo modo di fare e per il suo modo di essere. Dopo dopo l'una l'artista torna sul palco "in borghese", precisando: 


sto imparando a farmi scivolare tutto addosso, ma non per tutti è così. 

  • Il cantante romano ha portato quinque "quadri" che incarnassero lo spirito di altrettanti movimenti innovativi della storia musicale:

    • il glam rock
    • il twist rock
    • il pop
    • il punk rock

    L'ultima rappresentazione è dedicata agli esseri umani ed è più personale: vede sul palco Achille Lauro nei panni di sé stesso. 

  • Il cantante romano con i suoi quadri rappresenta cinque movimenti musicali rivoluzionari dell'ultimo secolo (il rock, il punk, il glam rock, il pop), sottolineandone la forza anticonformista ma anche il cambiamento che gli stessi operano sull'identità dell'artista e sull'opinione della gente in merito alla sua persona. 

    A ogni corrente musicale è stato associato un look, un brano e una messa in scena. Per alcuni Achille Lauro si è fatto affiancare da ospiti di pregio: Monica Guerritore ed Emma Marrone per il pop, Fiorello, Frenetik&Orang3 e il suo storico chitarrista Dom Boss per il punk. 

  • Durante le cinque esibizioni (definite quadri dal cantante romano), Achille Lauro si è diviso tra inediti e cavalli di battaglia del suo repertorio: 

    • prima serata: Solo noi
    • seconda serata: Bam Bam Twist
    • terza serata: Penelope
    • quarta serata: Rolls Royce e Me ne frego
    • quinta serata: C'est la vie

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