L'acchiappasogni - Dreamcatcher, la spiegazione del film tratto dal libro di Stephen King

L'acchiappasogni, tratto dal romanzo di Stephen King, infrange l'ultimo tabù. E ci racconta una storia di amicizia, sacrificio e dedizione. Ecco la spiegazione e le tematiche del film con Damian Lewis e Donnie Wahlberg.

Warner Bros. L'acchiappasogni, il film di Lawrence Kasdan

Una grande tensione. L'interpretazione perfetta del cast, a cominciare da un ipnotico Damian Lewis (Homeland, Bilions) per proseguire con un Donnie Wahlberg (Band of Brothers, Blue Bloods) che tocca le corde del cuore. All'interno di un film con un cast con grandi nomi: Morgan Freeman, Thomas Jane, Jason Lee, Timothy Olyphant, Tom Sizemore...

La trasposizione cinematografica di The Dreamcatcher - L'acchiappasogni, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, porta la firma del grande regista Lawrence Kasdan (Il grande freddo), che ha firmato la sceneggiatura insieme a una delle penne d'oro di Hollywood, William Goldman (Tutti gli uomini del Presidente, Il maratoneta).

L'acchiappasogni è un ottimo thriller paranormale, carico di suspense, che non è stato compreso fino in fondo dal grande pubblico. Perché?

Proviamo a capirlo insieme.

La storia di The Dreamcatcher - L'acchiappasogni

L'amicizia di vecchia data, un episodio di violenza condiviso da bambini, con il salvataggio di Duddits, preso di mira dai bulli perché considerato "diverso" e protetto da quattro ragazzini - Jonesy, Beaver, Pete e Henry - e la scoperta dei grandissimi poteri speciali di Duddits, donati ai suoi protettori come ricompensa.

Nel corso degli anni, crescendo, i ragazzi imparano a usare il dono di Duddits, che è il più potente, speciale e straordinario essere che abbiano mai incontrato. Una volta all'anno, gli amici di sempre si ritrovano per andare a caccia, ma qualcosa è in agguato.

Da molto tempo, Duddits li ha messi in guardia contro Mr. Gray. Il mostro della storia di The Dreamcatcher è un alieno ostile intenzionato, come nelle storie di fantascienza classiche, a conquistare il mondo. Controlla i parassiti alieni che infettano tutto ciò che toccano, spingendo l'esercito a circondare la casa nel bosco in cui i protagonisti si erano ritrovati, come ogni anno.

Duddits, gravemente malato, dovrà portare a termine la missione a cui è sempre stato destinato: salvare il mondo.

Il tabù dei tabù

Iniziamo dall'aspetto più scomodo del film. C'è qualcosa che salta subito agli occhi degli appassionati di horror e fantascienza, ne L'acchiappasogni: il film infrange, con una delle scene più memorabili, uno dei grandi tabù narrativi arrivando a violare il corpo umano nelle sue parti più intime.

Dopo gli alieni emersi dallo squarcio provocato nel petto dei loro ospiti (e non lo dico a caso: Alien viene esplicitamente citato nella sceneggiatura), dopo gli invasori che s'impossessano del cervello umano con i vermi che entrano dagli occhi, dopo un'infinità di creature che hanno fatto degli umani le loro case, ecco che il mostro di turno passa direttamente dall'intestino.

E la lunga, terribile sequenza della lotta contro ciò che cerca di riemergere dal WC dopo essere stato espulso è stata per molti spettatori insopportabile. Fastidiosa e disturbante proprio come sono i tabù. Ma resta anche uno dei punti di forza della narrazione, nel suo aspetto simbolico: cosa può turbarci di più di un mostro che ci aggredisce nell'intimità del nostro bagno? Nulla. O forse solo un'altra cosa. Solo qualcosa che indugia nella nostra mente...

Warner Bros.L'acchiappasogni: una scena
L'acchiappasogni: una scena dal film

Gli indifesi

Gli indifesi sono da sempre al centro delle storie di Stephen King. Dai ragazzini di Stand by Me a quelli di It (e siamo ancora una volta nella stessa cittadina immaginaria, Derry), i più fragili e indifesi sono fra i personaggi meglio riusciti nella narrazione del re dell'horror.

E ne L'acchiappasogni non fanno eccezione: Duddits (Wahlberg) arriva a toccare le corde del cuore. Sì, siamo al cospetto di un film che infrage un grande tabù, che ci spaventa con lo sguardo folle di Jonesy (Lewis), che ci urta con l'orrore claustrofobico degli spazi piccoli contrapposti alla vastità del paesaggio innevato in cui i protagonisti cercano di sfuggire al mostro, ma anche con lo spazio metaforico della mente.

Tenere nascosti i segreti della mente, i ricordi, i punti deboli: sembrerebbe ciò che i più indifesi non sono in grado di fare, ma Stephen King ci racconta ancora una volta la straordinaria forza di chi consideriamo (ingiustamente) debole per la sua fragilità, come Duddits.

Ne ho parlato qui per arrivare al secondo punto da chiarire, quello più controverso per i lettori di Stephen King.

Warner Bros.L'acchiappasogni: Duddits
L'acchiappasogni: Donnie Wahlberg è Duddits

La natura di Duddits

Superato il tabù, a creare il problema maggiore per gli spettatori che avevano già letto il romanzo (uscito nel 2001, cioè due anni prima del film), L'acchiappasogni cambia radicalmente la natura di Duddits.

Il fascino del magazzino della memoria in cui ciascuno di noi archivia i propri ricordi, e che Duddits insegna a esplorare e proteggere ai suoi amici - fino a quando i vizi dell'età adulta rendono l'accesso alla memoria a gran parte di loro - contrasta con il piano di conquista di Mr. Gray, con l'orrore di quel virus che rischia di infettare l'intera città di Derry, e poi il Maine, e poi il mondo intero.

Duddits possiede le chiavi del regno, la straordinaria capacità di avere accesso alle menti altrui, i poteri telepatici (e non solo) che hanno cambiato anche le vite dei suoi amici, la dimostrazione tangibile che non è un fragile, bensì una creatura semplicemente speciale, diversa a modo suo in un orizzonte in cui "normale" non ha alcun significato.

Ed è proprio qui che il film compie l'unico errore imperdonabile da parte di chi ha già letto e amato la sua storia.

Il film sceglie di raccontarci che Duddits è un alieno, proprio come Mr. Gray: appartiene a un altro mondo, ed è sempre stato destinato ad affrontarlo in uno scontro all'ultimo sangue, con lo scopo di proteggere il pianeta che l'ha accolto. Così come i quattro ragazzini protagonisti avevano protetto lui.

Nel romanzo, però, Duddits non è il nemico giurato di Mr. Gray per natura: è un semplice, imperfetto, eccezionale essere umano.

Una creatura così compassionevole, generosa e altruista che sceglie di morire per i suoi amici, per le persone che l'hanno ripudiato, offeso e isolato così come sceglie di morire per quelle che l'hanno amato e protetto.

Warner Bros.L'acchiappasogni: Damian Lewis
L'acchiappasogni: Damian Lewis è Jonesy

Le tematiche

L'acchiappasogni, come vi ho già accennato, ruota attorno alle tematiche classiche della narrativa di Stephen King.

La minaccia - che viene dall'esterno, per la precisione addirittura da un altro pianeta, ma anche dall'interno, dalle nostre menti - può essere sconfitta solo grazie al sacrificio, all'amicizia, al coraggio dei più deboli, i "losers", i Perdenti di It, quei ragazzini destinati a diventare adulti che non potranno mai lasciarsi alle spalle il loro passato.

Come gli adulti sopravvissuti a It tornano a Derry per affrontare il mostro, anche i protagonisti de L'acchiappasogni dovranno fare i conti con quell'episodio del passato che ha cambiato le loro vite.

I bulli, però, sono cambiati. Non sono più ragazzini stupidi e crudeli: sono alieni invasori, creature biologicamente (e in parte anche intellettualmente) superiori che seguono la propria natura, attaccando i più deboli.

Ci sono sempre i bulli, nelle storie di Stephen King, tanti tipi diversi di bulli. E ci sono sempre gli eroi, quasi sempre ragazzini, il cui superpotere è sempre lo stesso: l'amicizia.

Il sacrificio di Duddits, la sua immensa capacità di amare, il suo spirito altruistico rappresentano la vetta di quel sentimento di solidarietà, compassione, aiuto reciproco e dedizione che Stephen King mette sempre al centro delle proprie storie.

Come ha fatto con L'acchiappasogni. E come il mondo, soprattutto adesso, dovrebbe imparare davvero a capire.

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