12 serie simili a Ginny & Georgia che indagno sul rapporto tra madri e figlie

Rapporti tra madri e figlie, cittadine ipocrite e problemi adolescenziali: 12 serie da vedere se vi è piaciuta la storia ideata da Sarah Lampert.

Netflix Le protagoniste della serie Netflix Ginny & Georgia

Ginny & Georgia è la serie Netlix che ha fatto parlare di sé principalmente per due motivi. Il primo è che in pochi giorni ha scalato la classifica dei prodotti più visti sulla piattaforma. Il secondo è che ha fatto arrabbiare Taylor Swift. La cantante se l’è presa per l’ennesima battuta sulla sua vita privata e i numerosi ragazzi avuti negli anni. Ma Ginny & Georgia non risparmia proprio nessuno, come è possibile notare guardando la serie.

Ideato da Sarah Lampert, lo show ha esplorato il rapporto tra la giovanissima madre Georgia interpretata da Brianne Howey e la figlia Ginny dell’attrice Antonia Gentry. La trama coinvolge i due personaggi femminili impegnati nella loro nuova vita a New England, dove madre e figlia vivono insieme al piccolo fratello di quest’ultima Austin (Diesel La Torraca). Mentre Georgia cerca di sfuggire dal suo passato, il quale sembra tornare a disturbarla e a minacciare la sua nuova vita, l’adolescente Ginny si scontrerà con i problemi dell’età, tra il suo essere mulatta in una città di ricchi bianchi e l’esplorazione della sfera sentimentale e sessuale.

Tra stilemi convenzionali e il cercare di creare un dialogo attorno a temi caldi contemporanei, Ginny & Georgia mischia dinamiche da soap opera al carattere di una serie che cerca di essere irriverente e concentrata sui tempi che stiamo vivendo. Un legame indissolubile tra due protagoniste, nonostante i problemi che possono presentarsi all’orizzonte. Se avete finito Ginny & Georgia e cercate altre storie che indagano i rapporti tra madri e figlie, che si concentrano sui disagi giovanili e che lo fanno con un retrogusto melodrammatico, ecco 12 serie da vedere che fanno al caso vostro. 

Una mamma per amica

Non c’è stato nessuno che, per parlare di Ginny & Georgia, non abbia nominato Una mamma per amica. La ragione è evidente. Anche se nel nucleo famigliare della serie troviamo anche il piccolo Austin, è ovvio che le vere protagoniste sono Brianne Howey e Antonia Gentry. Pur intraprendendo due storyline separate, il legame tra madre e figlia rimane un punto fondamentale del racconto, sia quando va sottolineando le differenze e gli scontri che possono generarsi tra madre e figlia, sia per il sostegno e l’amore reciproco che riescono a restituirsi.

È perciò inevitabile portare la mente a quelle Gilmore Girls e alla relazione tra Lorelai e Rory. Anche la protagonista Georgia ha avuto sua figlia Ginny quando era ancora una ragazzina, ponendo poca distanza d’età tra i due personaggi. Sono inoltre le protagoniste stesse della serie a fare un esplicito riferimento a Lorelai e Rory, una delle tante citazioni pop che punteggiano la serie. Georgia dice infatti a Ginny che in fondo loro sono una versione di Una mamma per amica, solo con più tette.

Desperate Housewives

Come già affermato, Ginny & Georgia non nasconde la propria aria da melò, anzi, ne fa vero e proprio carburante per la sua storia. Un’aria da melodramma che diventa alquanto pungente, soprattutto quando va concentrandosi attorno a identità segrete e a misteri da dover risolvere. Ci sono conflitti passati, morti improvvise, eredità su cui combattere e continui intrecci, più o meno torbidi, tra personaggi. 

Quale classico andare a riprendere quindi se non Desperate Housewives, la serie che tra il 2004 e il 2012 ha riempito con le sue otto stagioni la TV mondiale grazie ad intrighi, nefandezze e risvolti scioccanti. La patina di perbenismo e ipocrisia borghese che si respira in Ginny & Georgia ha molto a che vedere con la superficiale tranquillità del quartiere fittizio di Wisteria Lane. L’apparente serenità delle casalinghe disperate nasconde, infatti, i segreti più disdicevoli. Quelli di una serie TV che ha preso il sogno americano e ne ha mostrato l’egoismo. Tutto condito da un sano tocco camp, che non guasta mai.

Jane The Virgin

Abbiamo detto che Ginny & Georgia ha, all’interno del proprio stile, un vago sentore da soap opera. Questo diventa predominante nel tono stesso della serie, soprattutto nelle dinamiche tra i personaggi e come quest'ultimi vengono messi in scena. La regina, però, delle soap opera contemporanee è senza ombra di dubbio Jane The Virgin, che oltre a una scrittura invidiabile che ha portato gli spettatori ad innamorarsi del prodotto tramesso su The CW, ha unito la TV di qualità a un genere essenziale e troppo spesso incompreso della serialità.

Jane The Virgin permea di sé il concetto stesso di soap opera. Prima di tutto è basata sulla telenovela venezuelana Juana la virgen. Secondo poi cerca di utilizzare proprio il concetto di soap opera per giocarci narrativamente sopra, utilizzandolo così in maniera meta-televisiva. Un esperimento riuscito e conclusosi dopo la sua quinta stagione, uscita nel 2019.

Euphoria

Seppur non centrando sempre perfettamente il punto e mostrando diverse ingenuità, il lavoro che Ginny & Georgia cerca di fare è quello di offrire uno sguardo sui giovani di oggi e la maniera in cui affrontano i temi sempre eterni dell’adolescenza. La serie pone l’occhio quindi su come viene vissuta la sessualità, su come vengono espressi i sentimenti e sulle conseguenze che possono portare. Quale miglior esempio da suggerire, dunque, se non Euphoria?

Se si vuole approfondire la tematica della giovinezza e l’impatto che i tempi attuali hanno su quest’ultima, la serie ideata da Sam Levinson è l’ideale. Euphoria mescola social media, tecnologia, stupefacenti, gender e sessualità in un’unica storia. Scrivendo personaggi ormai imprescindibili come la Rue Bennett di Zendaya e la Jules Vaughn di Hunter Schafer, Sam Levinson ha catturato l’essenza profonda di un’adolescenza corrotta, che cerca di farsi strada nel mondo adulto. Non sempre, però, è facile. E come lo riprende Levinson è di una bellezza dolorosa. 

Skins 

Rimanendo sui disagi giovanili, Skins è una serie che ha fatto scuola a tutte le narrazioni successive. Skins è nata dagli ideatori Jamie Brittain e Bryan Elsley ed è andata in onda dal 2007 al 2013 con le sue sette stagioni. La particolarità dell’operazione britannica è che si pone come una forma ibridata di serie antologica, visto il cambiamento ogni due anni del cast e l’aggiunta continua di nuovi personaggi.

Oltre ad aver lanciato gli attori Nicholas Hoult, Dev Patel e Jack O’Connell, Skins ha sconvolto il pubblico perché è stata tra le prime serie TV a trattare senza mezzi termini questioni controverse, soprattutto per ciò che riguarda l’ambito giovanile. Grazie proprio a Skins la serialità ha cominciato a trattare con attenzione argomenti come i disturbi mentali, le gravidanze, l’assunzione di droga e i problemi alimentari in riferimento a personaggi giovani ancora legati ai banchi di scuola. Una serie che ha sconvolto e appassionato, nonché tra le più famose produzioni seriali britanniche.

Dear White People

I personaggi di Ginny & Georgia, pur essendo madre e figlia, sono molto diverse sia caratterialmente sia, soprattutto, nel proprio aspetto. Se la Georgia di Brianne Howey è bionda e dalla pelle chiara, la giovane Ginny di Antonia Gentry è mulatta e ha capelli ricci, combinazione di un incontro interrazziale tra la madre bianca e il padre di colore. La serie creata da Sarah Lampert rende quella della differenza razziale una delle tematiche importanti della storia, punto focale per la personalità di Ginny e la maniera in cui vive il suo arrivo nella “bianchissima” New England. 

Per chi cerca una serie che ponga la propria attenzione sulle questioni razziali ed abbia, più o meno, la stessa presa di Ginny & Georgia, lo show adatto è Dear White People, il quale si basa sull’omonimo film uscito nel 2014. Il regista dell’opera cinematografica è Justin Simien ed è sempre lui a farsi realizzatore della serie TV. La serie Dear White People parla di un gruppo di giovani afroamericani che frequentano un’importante università americana dove la maggior parte degli studenti sono bianchi. Questo dà occasione al racconto di mettere in evidenza le tensioni che si possono creare a livello razziale, viste ogni volta dal punto di vista di un personaggio diverso.

Non ho mai…

Tra le serie comedy più divertenti targate Netflix è da nominare la spiritosissima Non ho mai…, storia della giovane protagonista Devi Vishwakumar interpretata da Maitreyi Ramakrishnan. La serie porta lo stampo della comica Mindy Kaling, la quale ha dato il via alla produzione assieme alla co-creatrice Lang Fisher

Devi Vishwakumar è un’adolescente statunitense che deve trovare un compromesso tra il suo essere nata e cresciuta negli Stati Uniti e le sue origini indiane, fatte di preghiere, rituali e modi di comportarsi spesso incongruenti con la vita americana. Tutto questo, inoltre, mentre cerca di elaborare la morte del padre, avvenuta improvvisamente e che la ragazza non vuole affrontare. Tra il desiderio di avere un ragazzo, il sentirsi accettate e a proprio agio con il proprio corpo e le tradizioni della propria famiglia, Non ho mai… offre allo spettatore del materiale davvero esilarante. Nonché inaspettatamente toccante.

Riverdale 

Chi probabilmente ha adorato Ginny & Georgia è già da tempo fan anche di Riverdale. Per chi, però, non aveva mai avuto intenzione di iniziarla e cerca qualcosa di simile al prodotto Netflix, è arrivato il momento di cominciarla. La serie TV di Roberto Aguirre-Sacasa è un teen drama che basa i propri personaggi sui fumetti della casa editrice Archie Comics. Anche qui si ha, all’apparenza, una cittadina perfetta in cui non sembra succedere mai nulla, ma che in realtà nasconde molti segreti sotto la sua superficie.

Ogni stagione di Riverdale fonda la propria narrazione su uno specifico mistero: nella prima abbiamo, infatti, l’omicidio del personaggio di Jason, proseguendo poi per la ricerca di un serial killer e continuando per il pericoloso gioco di ruolo Gryphons & Gargoyles. La serie sfocia in situazioni sempre già paranormali che ben presto si scollegano dalla realtà. Ma la maniera in cui vengono raccontati i rapporti tra i protagonisti è sempre incentrato sui loro desideri e sentimenti giovanili, rendendolo di fatto uno dei prodotti seriali teen per eccellenza.

Degrassi 

Degrassi non è, di per sé, una serie TV, bensì un franchise in cui si susseguono tre diverse generazioni di protagonisti con annesse storie di riferimento. Si comincia infatti dal 1979 con The Kids of Degrassi Street fino a chiudere nel 2017 con Degrassi: Next Class. Ogni serie ha come protagonisti i ragazzi della Degrassi Community School. La prima generazione è quella che parte dal finire degli anni Settanta e arriva fino ai primi Duemila. Dal 2001 al 2015 è poi il momento della seconda generazione con Degrassi: The Next Generation, per arrivare infine alla terza e ultima nel 2016/2017, prodotta da Netflix.

Ci sono, inoltre, dei veri e propri collegamenti tra Ginny & Georgia e Degrassi per ciò che riguarda il cast. L’attore Sav Bhandari è stato infatti tra i personaggi di Degrassi: The Next Generation dal 2007 al 2011, mentre Sara Waisglass e Chelsea Clark sono apparse in Degrassi: Next Generation. Se sentite, quindi, la mancanza degli attori di Ginny & Georgia, non può che essere la scelta giusta.

Parenthood 

Ideato da Jason Katims, Parenthood è un family drama di stampo più canonico, ma che può sostituire il vuoto lasciato da Ginny & Georgia, soprattutto in riferimento a storie e legami che vedono come protagonisti figli e genitori. Anche se, con Parenthood, la famiglia si allarga ed anche di parecchio.

La famiglia protagonista è quella numerosa dei Braverman, composta dalla madre single Sarah e i suoi figli, i quali sono andati a vivere tutti insieme dai genitori della donna. La serie Parenthood si basa sull’omonimo film del 1989 diretto da Ron Howard e vede tra i suoi protagonisti l’attrice Lauren Graham, la Lorelai di Una mamma per amica. 

Mom 

Per chi è amante delle sitcom, Mom è la scelta giusta. Prima di tutto viste le sue protagoniste Anna Faris e Allison Janney, che insieme compongono un duo esplosivo. E poi perché, attraverso i modi della comedy, cerca di parlare del rapporto tra una madre e una figlia in due diverse fasi della vita, quella più adulta e quella adolescenziale.

Mom non ha alcuna pretesa e comunque cerca di integrare alla risata anche temi decisamente delicati, quali l’alcolismo, le difficoltà economiche e le gravidanze precoci. Il tutto, però, non mancando mai del sorriso e puntando sull’ironia tipica del genere sitcom.

Pretty Little Liars 

Una ragazza morta, un gruppo di amiche ognuna con il proprio segreto, un mistero da risolvere. La trama di Pretty Little Liars è intrigante già di per sé senza che si andassero ad aggiungere anche relazioni proibite, identità svelate e messaggi enigmatici. Il tutto celato, ovviamente, sotto una patina glamour e fintamente gentile come quella della cittadina di Rosewood.

Pretty Little Liars, basata sulla serie di romanzi Giovani, carine e bugiarde della scrittrice Sara Shepard, ha fatto scuola alle moderne produzioni teen che vogliono contaminare all’interno della propria narrazione tanto il genere thriller quanto quello più convenzionale del dramma. Una serie che è diventata tra i guilty pleasure per eccellenza grazie alle sue sette stagioni, e di cui sembra che la HBO abbia in produzione un reboot dal titolo Pretty Little Liars - Original Sin

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