C'è qualcosa di vero nella storia di Shakespeare in Love?

Ha vinto sette Oscar, ma non ha raccontato una storia reale. O almeno, non del tutto.

Miramax Una scena di Shakespeare in Love

L’epoca d’oro e splendente del Globe, il teatro più famoso di Londra, viene raccontata da un patchwork abilissimo tra realtà e fantasia in Shakespeare in Love, vincitore di sette Oscar nel 1999, tra cui quello per il Miglior film, Miglior attrice protagonista (Gwyneth Paltrow), Miglior attrice non protagonista (Judi Dench, nei panni della regina Elisabetta), Miglior attore non protagonista (Geoffrey Rush), Miglior regista (John Madden) e anche Migliori costumi, Miglior trucco, Miglior colonna sonora.

Tra i premiati anche la Migliore sceneggiatura originale, a cura di Marc Norman e Tom Stoppard, che hanno mescolato finzione e realtà per tratteggiare un particolare, inedito e brillante ritratto di Shaskespeare.

A ritirare la statuetta su quel palco c’era anche Harvey Weinstein, corresponsabile di quel successo.

Un film che ha fatto la storia raccontando con uno sguardo incantato e romantico il lato più affascinante della vita del poeta più famoso d’Inghilterra, William Shakespeare.

Non può essere considerato un biopic, ma chi volesse scoprire la sua storia può considerare qualche particolare attendibile?

Shakespeare in Love non nasce per raccontare la storia con accuratezza, ma per intrattenere e meravigliare, proprio come le commedie di Shakespeare. 

Il professore Adam Hooks del Dipartimento di inglese dell’Università dello Iowa dichiara a Biography di aver amato il film anche perché ha fatto un collage delle dicerie su William Shakespeare.

Il motivo per cui gli studiosi sembrerebbero apprezzare questo film è che è molto chiaro, molto conscio e molto consapevole di giocare con tutte queste fantasie biografiche che sono state attribuite a Shakespeare nel corso degli anni.

Posto che non è un film da vedere per la sua ricostruzione accurata, cosa c’è di vero all’interno di questa storia?

Il periodo storico

Shakespeare in Love è ambientato nel 1593, un periodo in cui William Shakespeare viveva a Londra ma poco si sa sulla sua storia in quegli anni, come ha detto anche lo stesso regista John Madden al New York Times.

La cosa fantastica è che si sa così poco di questo periodo da non rimanere intrappolati da nessun tipo di circostanza storica.

Diversi documenti storici attestano la presenza del poeta nella capitale nel 1592, momento in cui già era noto in ambito teatrale.

Il suo talento era sempre più apprezzato, tanto che Samuel Schoenbaum in "Shakespeare. Sulle tracce di una leggenda" riporta che il tipografo Henry Chettle, che aveva lavorato con un suo detrattore, Robert Greene, ne scriveva così, lodando il carattere di Shakespeare: "[Celebro] la rettitudine della sua condotta, che attesta della sua onestà, e della sua grazia arguta nello scrivere, che depone bene sulla sua arte."

Nel film si racconta dell’impresario teatrale Philip Henslowe (Rush) che per sfuggire ai debiti promette una parte dei guadagni della nuova commedia di Shakespeare, Romeo e Ethel, la Figlia del Pirata.

MiramaxI protagonisti di Shakespeare in Love
Shakespeare innamorato

Alcuni fatti reali sono "controbilanciati" da altrettanti anacronismi: ad esempio nel film viene ignorata l’epidemia di peste, che costrinse i teatri a chiudere fino al 1594.

Ma scendendo nel particolare e approfondendo, scopriamo che le inaccuratezze sono disinvoltura. Shakesperare e Marlowe erano a Londra in quel periodo, ma la storia narra la genesi di Romeo e Giulietta, che però non venne rappresentato prima del 1596.

Oppure ad esempio il futuro sposo di Viola, il nobile Lord Wessex (interpretato da Colin Firth), parla delle sue piantagioni in America ma è anacronistico: la storia è ambientata almeno dieci anni prima dei dettagli raccontati.

MiramaxUna scena di Shakespeare in Love
Viola e Will sullo sfondo del Globe

Personaggi veri e inventati

Shakespeare in Love romanza le vite di personaggi realmente esistiti. Oltre al più noto e clamoroso, Shakespeare, ad esempio anche Henslowe è stato una persona reale: nato nel Sussex, è arrivato probabilmente intorno al 1570 a Londra, dove ha cominciato a lavorare come capocomico, per poi fare successo (e macinare debiti) nel campo della produzione teatrale.

Henslowe si trovava proprio a Londra in quel periodo: si dedicava già da oltre 20 anni al confezionamento di spettacoli teatrali. Lo stesso vale per Christopher Marlowe (Rupert Everett nel film), che era letterariamente attivo in quegli anni e morì nel 1593.

In realtà la sua figura com’è raccontata, spiega sempre il professor Hooks a Biography, è ispirata anche al drammaturgo John Webster, coevo di William Shakespeare.

Marlowe all’epoca era considerato il più grande drammaturgo e, sebbene la storia ricostruisca un rapporto di rivalità con Shakespeare, nel film i due appaiono colleghi e anche complici.

Anzi, Marlowe dà consigli decisivi a Shakespeare sulla scrittura di quella che diventerà la tragedia romantica più amata e popolare della storia.

Una strizzatina d’occhio del film al fatto che ci siano diverse correnti ad attribuire ad altri la paternità delle opere di Shakespeare.

MiramaxRupert Everett in Shakespeare in Love
Rupert Everett è Christopher Marlowe

Non ci sono tracce storiche che testimonino il loro incontro alla taverna, ma nella finzione c’è più verità di quanto si creda, perché il film prende le ricostruzioni sulla vita del drammaturgo e le mescola in modo arguto, riprendendo non tanto l’accuratezza ma il mito e la mitologia intorno a questa splendida figura.

E Viola de Lesseps? Lei è completamente inventata. È la figlia di un ricco mercante che perde la testa per uno Shakespeare giovane, senza soldi e senza ispirazione diventandone la musa.

La storia riporta che le donne non potevano interpretare ruoli né maschili né femminili a teatro.

Più che un personaggio reale, Gwyneth Paltrow ne interpreta uno simbolico. Viola è ispirata alle schiere delle eroine delle commedie di Shakespeare. È appassionata e determinata come le eroine tragiche, e rappresenta un’emancipazione femminile alla ricerca di sé, espressa grazie al linguaggio coinvolgente della commedia.

Viola rappresenta anche il tema della gender fluidity, cara a tante opere di Shakespeare: il magma creativo dei travestimenti e degli scambi di ruolo viene celebrato proprio con questo personaggio. 

Tra i nomi del film realmente esistiti si possono citare anche quelle che ora sarebbero le “star di Hollywood": gli attori dell'era elisabettiana Richard Burbage (interpretato da Martin Clunes) e Ned Alleyn (Ben Affleck).

Romeo e Giulietta

Non c'è una cronologia precisa di quest'opera, per cui per quanto ne sappiamo il racconto di finzione di John Madden potrebbe avere anche qualche appiglio reale.

L’operazione tanto geniale e lodata dalla critica è stata la celebrazione letteraria e cinematografica di Romeo e Giulietta. Il racconto avviene senza addentrarsi nei percorsi della storia vera ma raccontandola con un taglio molto più fresco, ma soprattutto con un tono che emula l'opera, passando da commedia a tragedia.

In conclusione Shakespeare in Love è un film contemporaneo che riprende gli stilemi della commedia romantica (del presente) e li lega alle tragedie shakesperiane (del passato), rendendo così il racconto di questa figura storica molto più coinvolgente.

MiramaxGwyneth Paltrow in Shakespeare in Love
Viola e la sua ispirazione

È paradigmatico anche il modo in cui viene raccontato il poeta, che deve cannibalizzare una storia d’amore per trovare la sua ispirazione. In altre parole, è come se fosse stata Viola a originare l’opera e non l’opera stessa.

In realtà Romeo e Giulietta affonda le proprie radici nella letteratura medioevale e nelle antiche tragedie greche e latine. Ci sono riferimenti a Babyloniaka di Giamblico a Ephesiaka (Racconti efesii intorno ad Abrácome e Anzia) di Senofonte. Anzia, una donna che ha perso il marito, beve il veleno che in realtà è solo una pozione che le causa uno stato di morte apparente. Poi, però, viene salvata.

Altri spunti derivano da Ovidio e Le metamorfosi (la storia di Piramo e Tisbe) e da Dante stesso, che cita ne La divina commedia (Purgatorio) le famiglie rivali Montecchi e Cappelletti.

In altre parole non possiamo escludere che una Viola de Lesseps abbia potuto ispirarlo anche nella vita reale e che la finzione, senza saperlo, abbia parlato della verità.

Leggi anche

      Cerca