Come finisce È quasi magia Johnny? Il finale dell'anime (e le differenze col manga)

Li abbiamo conosciuti come Johnny, Sabrina e Tinetta, ma qual è la vera storia di Capricciosa Orange Road e come si conclude?

Studio Pierrot/Nippon Television Sabrina, Johnny e Tinetta, protagonisti di È quasi magia Johnny

“Quando a Johnny va che strane cose fa, lui può spostare tutto col pensiero. È timido e sincero di tutti tutto sa poiché legge nel pensiero...”

Impossibile non ricordare le parole della sigla di una delle serie più apprezzate di sempre. Nata su carta nel 1984 dalla penna di Izumi Matsumoto, la storia narrata in Kimagure Orange Road (o Capricciosa Orange Road, se preferite) è divenuta popolare in Italia grazie al suo adattamento animato, dall'improbabile titolo È quasi magia Johnny.

La vicenda ruota attorno a Kyosuke Kasuga/Johnny, un ragazzo goffo e impacciato che si innamora a prima vista della bella e ribelle Madoka Ayukawa/Sabrina. Tuttavia, quando la frizzante Hikaru Hiyama/Tinetta gli fa delle avances, il ragazzo non riesce a dirle di no. E così ha inizio la storia del più classico dei triangoli amorosi, un racconto sull'adolescenza fatta di momenti intimi e romantici, altri malinconici, altri ancora allegri e spensierati.

A fare da contorno alla serie di equivoci che la bizzarra situazione comporta, ci sono i poteri ESP (poteri extrasensoriali, come la telecinesi, il teletrasporto e lo slittamento temporale) che Johnny condivide con le sorelle minori e di cui fa quotidianamente uso per cercare (con scarsissimi risultati) di fuggire dai pasticci in cui si caccia a causa della sua perenne indecisione!

Il finale di Capricciosa Orange Road

Nonostante sia chiaro fin da principio che il cuore di Kasuga appartenga Ayukawa, il protagonista riesce ad ammetterlo a sé stesso solo alla fine del viaggio, dopo i 156 capitoli che compongo l'intramontabile opera di Matsumoto.

Certo, Kyosuke vuole bene a Hikaru, la ragazza che lo fa sorridere e che non ha paura di esprimere i propri sentimenti ad alta voce, ma il fascino magnetico di Madoka lo ammalia fin da principio, fin da momento in cui i due si incrociano su una scalinata lunga cento gradini.

Così, nel finale di Capricciosa Orange Road, Kyosuke è messo faccia a faccia con i propri sentimenti. Prima che Madoka parta per gli Stati Uniti per seguire i corsi in un conservatorio di Los Angeles, Kyosuke le rivela:

Io voglio bene a Hikaru-Chan. Però il mio affetto più che a quello di un fidanzato somiglia a quello di un fratello maggiore. Ed è così che mi sento... ma il sentimento che provo per te... è diverso.

Tuttavia, Madoka, che non ha ancora fatto chiarezza nel proprio cuore, ha fatto la sua scelta: desidera allontanarsi da Kyosuke per evitare di ferire Hikaru, perché è il tipo di persona disposta a mettere a tacere le proprie emozioni pur di non far soffrire le persone che ama. “Un giorno, quando riuscirò a parlare onestamente dei miei sentimenti, farò ritorno”, gli promette.

Tuttavia, proprio quando Madoka prende la sua decisione, Hikaru scopre di essere stata presa in giro troppo a lungo dal senpai e dalla sua migliore amica, realizza che tra i due c'è un legame più profondo della semplice amicizia e, nel giorno della partenza di Madoka, affronta entrambi. Malgrado sia ferita, si fa da parte, consapevole di provare un sentimento non corrisposto.

Nelle ultime pagine del manga, Kyosuke ripercorre di corsa i gradini di quella scalinata che gli ha permesso di incontrare Madoka ed è lì che i due si ritrovano.

“Affetto o amore?”, domando Kasuga alla ragazza di cui è da sempre innamorato.

“Affetto. Tuttavia, è infinitamente vicino ad amore, sai?”, gli risponde Ayukawa, prima di baciarlo.

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Il finale dell'anime

Il finale del manga rappresenta la chiusura di un cerchio, un ritorno al passato, a quell'incontro tra Kasuga e Ayukawa di cui leggiamo nelle prime pagine dell'opera, l'inizio di un nuovo viaggio e la promessa di “un'estate infinita trascorsa insieme durante i sognanti anni Ottanta”.

La serie animata si conclude pure con un ritorno al passato, un vero e proprio viaggio nel tempo, che permette a Kyosuke di incontrare Hikaru e Madoka ancora bambine.

Con l'aiuto dei poteri extrasensoriali del nonno, il Kyosuke che vive la sua adolescenza nel 1987 fa un salto indietro nel tempo di sei anni nel tentativo di scoprire chi sia stato il primo amore della sua Madoka, il ragazzo a cui lei ha dato il suo primo bacio.

Una volta sbalzato nel 1981 scopre con stupore che quel ragazzo è lui stesso e che, forse, il suo destino e quella della ragazza sono da sempre legati da un filo invisibile.

L'arco narrativo in questione non è una pura invenzione dello studio d'animazione, la storia con cui si conclude l'anime di Orange Road è presente anche nel fumetto e corrisponde ai capitoli che vanno dal 130 al 134 dell'opera di Matsumoto (per leggerli, è sufficiente sfogliare il nono volume della serie pubblicata in edizione deluxe da J-Pop tra il 2012 e il 2013).

Izumi Matsumoto/Jump ComicsUn'illustrazione di Ayukawa e Kasuga nel manga Kimagure Orange Road
Ayukawa e Kasuga in uno dei frontespizi originali del manga di Matsumoto

Tuttavia, c'è qualche differenza, perché l'adattamento anime dei suddetti capitoli, al di là dell'incipit, si discosta dalle pagine a fumetti. Se nel manga Kyosuke torna nel suo tempo insieme al nonno, che lo ha seguito nel suo viaggio nel passato per tenerlo d'occhio e fare in modo che non cambi gli eventi, nell'anime le cose prendono una piega diversa.

Madoka riceve una telefonata dalla madre, che le chiede di partire immediatamente per gli Stati Uniti. Così, la ragazza va alla ricerca di Kyosuke: vuole dirgli addio prima di andar via. Nella sua ricerca, si imbatte nel nonnino, che in questa versione della storia è rimasto nel proprio tempo, il 1987. Il vecchio capisce allora che c'è un solo modo per permettere a Madoka di salutare il nipote: mandarla indietro nel tempo! Quando Kyosuke riceva il suo bacio dalla piccola Madoka e i due si salutano promettendo di vedersi ancora, all'improvviso fa la sua apparizione la Madoka adolescente. Kyosuke le rivela la verità sui propri poteri esp prima di tornare nella propria linea temporale grazie all'intervento del piccolo cugino Kazuya (Paolo nell'edizione italiana doppiata da Mediaset).

Nel loro tempo, i due si scambiano un tenero bacio.

Il doppiaggio di Mediaset, le censure e la versione animata targata Dynit

L'opera di Izumi Matzumoto è arrivata in Italia solo nei primi anni Novanta, dopo la trasmissione di È quasi magia Johnny sulle reti Mediaset. Il successo del cartone animato, trasmesso nel mega-contenitore Bim Bum Bam, ha fatto sì che la casa editrice Star Comics pubblicasse la prima edizione del manga nel 1992.

Tuttavia, è d'obbligo ricordare che la storia che abbiamo conosciuto e alla quale ci siamo appassionati da piccoli era lontana anni luce da quella creata dal mangaka giapponese.

È quasi magia Johnny è stata infatti una delle serie animate più censurate nella trasposizione italiana. L'opera cartacea, pensata principalmente per un pubblico maschile di adolescenti (Kimagure Orange Road è uno shonen), nel nostro paese è stata trasformata e rimodellata in modo da poter andare incontro alle esigenze di un pubblico molto più giovane.

Non possiamo dimenticare che in Italia l'animazione giapponese era allora considerata una forma d'arte di seconda categoria costituita da una serie prodotti destinati esclusivamente ai bambini, associati quindi al solo mondo dell'infanzia. Spesso però sorgeva però un problema: la maggior parte dei prodotti che arrivavano in Italia non era originariamente pensata per intrattenere un pubblico così giovane. La soluzione al problema? Rimaneggiare argomenti più adulti e situazioni più mature affinché si adattassero al target desiderato.

Il risultato non è stato dei migliori ed È quasi magia Johnny ne è l'esempio lampante.

Al di là delle censure più evidenti, volte a spogliare l'anime di qualsiasi riferimento sessuale che potesse risultare inappropriato per un pubblico di giovanissimi, Orange Road è stato stravolto nella sua essenza. Ha perso le caratteristiche che lo contraddistinguevano nella versione originale e si è trasformato in qualcosa di totalmente diverso, come già suggerisce il nome della serie. Se quello originale rimanda all'indecisione del protagonista, al carattere capriccioso di Madoka e alla mutevolezza dell'adolescenza, la scelta del titolo italiano ha lo scopo ben preciso di spostare l'attenzione su un aspetto che nel manga (e nella versione anime in lingua originale) resta marginale: i poteri ESP di Kyosuke. La scelta, oltretutto, riconosce Johnny come unico protagonista di un racconto in cui la vera stella è invece Madoka.

Le censure, i tagli e le bizzarre scelte nell'adattamento dei dialoghi, che hanno causato l'eliminazione di interi episodi e personaggi nonché la perdita di significato di diversi momenti-chiave della narrazione, hanno creato grande confusione nei fruitori dell'opera. 

Chi però ha desiderio di riscoprire la storia vera di Johnny in versione animata può farlo grazie a una seconda edizione, integrale e senza censure, curata da Dynit. Interamente ridoppiato, l'anime firmato Dynit è stato trasmesso in TV dalla rete Man-Ga per la prima volta nel 2011, mentre solo di recente, dal 14 gennaio al 21 marzo 2020, è sbarcato su Italia 2.

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