Yes Day: alcune scene sono basate sulla vita di Jennifer Garner

La Garner dedica davvero ai suoi figli degli Yes Days in cui dire sempre di sì. L'idea del film è partita proprio da una notte in tenda...

Netflix Una scena del film Yes Day con Jennifer Garner

Dopo il progetto di Yes Day arriverà quello di Family Leave

Si chiama Yes Day ed è la nuova commedia per famiglie – già disponibile su Netflix - in cui Jennifer Garner ha messo la faccia, la firma e persino un bel pezzo della propria famiglia.

Moglie di Ben Affleck dal 2005 (con un divorzio arrivato nel 2018), l’attrice ha tre figli avuti proprio con il collega - Violet, Samuel e Seraphina. Con loro ha sperimentato cosa vuol dire, almeno per un giorno all’anno – dire di sì a tutte le richieste dei bambini. È quello che succede nel film che la Garner produce e in cui recita, ma è anche quello che succede in alcune delle sue giornate.

Tutto comincia su Instagram

La storia di Yes Day è basata su quella raccontata dalla scrittrice Amy Krouse Rosenthal in un libro per bambini. “Ho iniziato a leggerlo quando mia figlia aveva tre anni”, confessa l’attrice a Vogue UK, e da lì è partita l’abitudine di concedere un giorno in cui dire sempre di sì ai figli.

La Garner precisa che si è sempre trattato di esperienze mai eccessive e a misura di bambino: “Finisce che dormiamo in una tenda in giardino, arrostiamo i marshmallow o giochiamo con le torce fino a tardi.” Dopo aver passato la notte in tenda, la Garner ha pubblicato una foto su Instagram con la faccia distrutta e in cui chiedeva dei caffè. A vederla è stata la moglie del produttore di Grey Matter Productions, che l’ha mostrata al marito. I due hanno chiamato la manager della Garner e da lì l’idea che questa esperienza potesse diventare un film.

Cosa succede in uno Yes Day

Nel film in cui la Garner recita insieme a Edgar Ramirez accadono cose piuttosto folli come quella di passare con i finestrini aperti della macchina dentro un autolavaggio. La Garner spiega come nella vita reale accadano cose un po’ più soft, ma comunque in grado di mettere alla prova l’attrice.

Nonostante il suo personaggio, in Alias, si lanciasse dai palazzi, la Garner ha spiegato di soffrire adesso le altezze. “I miei figli mi fanno salire in posti alti, amano farmi fare cose di cui ho paura nei loro giorni sì, ma in questo film vado sulle montagne russe. Ho pianto dopo la prima ripresa”.

Gli Yes Days in era Covid

La Garner ha poi raccontato di come si sono svolti gli Yes Days durante la pandemia e ha spiegato che la parola d’ordine è sempre stata “pianificazione”. Le esperienze si sono adattate alla quarantena così, insieme ai suoi figli, la Garner ha decorato una torta o è rimasta sveglia fino a tardi a guardare The Office: “Mi sono fatta truccare, mi hanno trasformata. È stato bello dire ‘sì’ nell’anno dei ‘no’”.

Garner sempre più “familiare”

Dimenticatevi la versione action dell’attrice che, ormai, sembra sempre più inquadrata in una dimensione per famiglie, a partire proprio dalla scelta dei progetti in cui decide di mettere la faccia.

Da anni volto di Save The Children, la Garner ha deciso di mostrare la parte più rassicurante di sé anche nei film. Dopo il progetto di Yes Day arriverà quello di Family Leave, altra commedia Netflix su una famiglia che, misteriosamente, viene scambiata con un’altra dall'altra parte del mondo.

Leggi anche

      Cerca